Logo

Temi del giorno:

La Procura di Brescia aveva scovato un sistema di turbativa d’asta per pilotare gli appalti di E-Distribuzione: l’azienda dell’Alto Sebino otteneva bandi su misura in cambio di tangenti

Si è conclusa con tre patteggiamenti la vicenda giudiziaria che ha coinvolto la ValcartdiRogno, azienda bergamasca attiva nel settore della gestione dei rifiuti. L’indagine, avviata dalla Guardia di Finanza di Brescia sotto la direzione della pm Marzia Aliatis, era poi passata per competenza territoriale alla Procura di Novara. Quattro le persone finite sotto inchiesta, con accuse pesanti: corruzione aggravata, truffa aggravata e turbativa d’asta.

Hanno scelto la via del patteggiamento l’imprenditore bresciano Sergio Bava e il funzionario piemontese di Enel, Antonio Marconi, ai quali è stata inflitta una pena di 2 anni e 4 mesi. Ha patteggiato invece 1 anno e 5 mesi Roberto Albertinelli, anche lui imprenditore e, insieme a Bava, amministratore della Valcart. Nessuno dei tre condannati sconterà la pena in carcere: il tribunale ha disposto che vengano svolti lavori di pubblica utilità presso enti o associazioni.

Un sistema illecito per truccare gli appalti

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno fatto luce su un presunto schema illecito che avrebbe consentito alla Valcart di ottenere appalti pubblici per un valore complessivo di oltre 12 milioni di euro, banditi da E-Distribuzione (società del gruppo Enel). Al centro del sistema, secondo l’accusa, il dirigente Enel Antonio Marconi, che avrebbe ricevuto tangenti per oltre 70 mila euro in cambio della trasmissione di informazioni riservate relative alle gare.

Non solo: gli inquirenti hanno accertato anche numerosi accessi non autorizzati ai sistemi informatici della società Terna, a sua volta partecipata pubblica, grazie ai quali la Valcart sarebbe riuscita a conoscere in anticipo le offerte delle aziende concorrenti, alterando di fatto la regolarità delle gare.

A far partire l’inchiesta era stata la segnalazione di una ditta concorrente. Oltre alle condanne, la giustizia ha disposto la confisca di oltre 230 mila euro alla Valcart, che ha già restituito spontaneamente quasi 600 mila euro. Nel 2019 la società era già finita al centro di un’indagine per incendio doloso  sul quale indagava l’Antimafia.