Arriva lo Slavia, Juric: “Tappa fondamentale per il cammino europeo”. Quanti dubbi in attacco
Il tecnico nerazzurro non svela le carte alla vigilia del match: “Giochiamo contro un avversario che mi piace molto, aggressivo, che attacca con ritmo. Devo scegliere la formazione, davanti Lookman o una punta vera. Sensazioni? Positive, ma mancano i gol”
Bergamo. Ivan Juric non nasconde l’importanza che la partita contro lo Slavia Praga ha per l’Atalanta. La definisce “tappa fondamentale per il cammino europeo”, perché andare a 6 punti significa avere altissime probabilità di avvicinare la zona playoff e garantirsi un posto nelle prime 24, tanto per cominciare. Ovvero regalare a Bergamo almeno un’altra notte europea. Per il resto si vedrà.
“Le sensazioni sono positive, anche se mancano i gol” aggiunge il tecnico. Come trovarli? Magari partendo dai gol e da un attacco ancora tutto da disegnare. “Devo scegliere tra una punta vera e Lookman” afferma, ma il resto della formazione è ancora tutto nebuloso e da decretare. Soprattutto perché l’avversario non è di seconda fascia, anzi: “Gioca con ritmo, attacca, mi piace molto il loro stile di gioco”. E predica prudenza su Kolasinac e Scamacca, mentre Bellanova, Kossounou e Zalewski si candidano a maglie da titolari.
Atalanta-Slavia, le parole di Ivan Juric
L’importanza del match – “Per noi è una tappa fondamentale, dopo aver vinto in casa dobbiamo vincerla per metterci bene”.
L’avversario e la valutazione – “Seguivamo un giocatore che è andato da un’altra parte, quindi guardavo le partite dello Slavia per studialo. Mi sono piaciuti tanto, soprattutto come modo di approcciare la gara: offensivi, aggressivi, con ritmo, apprezzo il loro modo di interpretare le partite. Domani ci aspetta una partita molto difficile: contro l’Inter hanno cambiato modo di giocare anche per problemi di infortuni, ma è normalmente estremamente aggressiva”.
Lookman e le scelte in attacco – “Devo ancora decidere tutta la formazione, poi vedremo se giocheremo con Ademola davanti o con una punta vera. Lookman mi è piaciuto di più da esterno, abbiamo fatto meglio in quell’ottica, ma contro il Como mi è piaciuto anche da punta, dove ha creato tanto, per cui non è una soluzione da scartare a priori, anche se in una posizione naturale rende di più. Certo, dovrà fare un lavoro difensivo diverso, che ad esempio Kamaldeen fa benissimo. Comunque Mola ha fatto 20 minuti in fascia e ha fatto benissimo”.
Le prestazioni generali – “A Parigi è stata l’unica partita in cui abbiamo sofferto, contro un avversario nettamente superiore e in forma, faceva storia a sé. Poi abbiamo concesso veramente poco. Conta il lavoro di tutto il gruppo. Nell’ultima partita abbiamo creato molto e fatto tutto il massimo per segnare: è andata male in alcuni casi, ma in altri si potevano prendere decisioni migliori. La sensazione vedendo le partite è estremamente positiva, il grande rammarico è non aver ottenuto tutti i punti che potevamo. Abbiamo sempre tenuto buoni livelli cercando di fare più gol possibili”.
Lo stato fisico dei rientranti – “Bellanova e Kossounou possono giocare dall’inizio, hanno recuperato senza fretta. Idem Zalewski. Rivedere Kolasinac in gruppo è una grande notizia, è stata la prima volta con noi, non è assolutamente pronto ma ci ha fatto grande piacere.
La situazione di Scamacca – “Mi ha fatto vedere un po’ del suo talento, ma deve raggiungere una condizione giusta per iniziare a giocare, altrimenti gli si toglie fiducia. Sta lavorando come un matto. Lo vedo sempre meglio, speriamo di averlo il prima possibile”.
Maldini fuori dalle rotazioni – “È dentro le cose, ha iniziato giocando da titolare, ora sta subentrando: sicuramente deve dare qualcosa in più per alzare il suo status. Può farlo”.
Le parole di Berat Djimsiti
Lo stop di Scalvini – “Il dispiacere per gli infortuni c’è sempre, Giorgio è molto forte, farà anche questa strada che va sopra questo infortunio. Sono tornati alcuni giocatori e questo farà bene alla squadra”.
Imparare – “Anche la partita contro il Psg, pur persa male, ci è servita per imparare tante cose anche dall’avversario. Anche perdendo, anche alla nostra età, questa è la strada giusta, come era negli anni precedenti. Certo, tornare dall’Europa al campionato con una vittoria ci dà una bella spinta”
Gli avversari – “Le partite in Champions sono sempre difficili, hanno abitudine a vincere le gare. Tanti di loro li ho sfidati in nazionale, la Repubblica Ceca ha buoni giocatori: mi è rimasto in testa soprattutto Chory, l’attaccante: è molto fisico e bravo in area, gli basta poco per fare gol.
Il talento di Ahanor – “Le differenze di età nel calcio sono enormi, ma in campo sono zero, Honest gioca con grande esperienza. Se lo merita perché in allenamento dà tutto, spero che diventi ancora più forte. Per me la fame è sempre la stessa come quando ero giovane, si vuole sempre migliorare anche a 32 anni”.










