Ai domiciliari da più di un anno, evade e va dai carabinieri: “Mi sento solo, portatemi in carcere”
L’uomo è agli arresti con il braccialetto elettronico dal luglio 2024. Al giudice ha detto di non farcela più a stare a casa senza vedere nessuno
Mozzanica. Non ne poteva più di stare chiuso in casa, agli arresti domiciliari, si sentiva terribilmente solo. Così il 18 ottobre è uscito e, nonostante il braccialetto elettronico si fosse messo a suonare, ha raggiunto la caserma dei carabinieri di Caravaggio e ha chiesto loro di portarlo in carcere. Così almeno stava in compagnia.
Lo strano caso è accaduto nel pomeriggio di sabato e vede come protagonista L.K., muratore kosovaro di 29 anni, residente a Mozzanica. Il tribunale di Pistoia aveva disposto per lui gli arresti domiciliari con dispositivo elettronico dopo un arresto per maltrattamenti e tentata estorsione nei confronti della moglie.
Quindi l’uomo, dal 24 luglio 2024, non ha più potuto mettere il naso fuori casa e sabato ha avuto un crollo. È uscito nonostante la misura cautelare proprio con l’intenzione di farsi arrestare per evasione. Infatti è andato direttamente in caserma a Caravaggio, anche se i carabinieri, notando da remoto che il braccialetto elettronico stava segnalando la violazione dei domiciliari, erano già sulle sue tracce. Si sono stupiti quando l’hanno visto attaccato al campanello della stazione di via Mazzini. L.K. ha chiesto di essere arrestato e così hanno fatto.
Lunedì mattina è stato accompagnato in tribunale dove ha raccontato al giudice della sua condizione: “È più di un anno che sono chiuso in casa, da solo, non ce la faccio più. Mio cugino mi porta la spesa e mi aiuta un po’ anche mio fratello dalla Germania, ma non vedo mai nessuno, non posso andare avanti così. Anche perché non posso lavorare e di conseguenza non riesco a pagare l’affitto. Voglio andare in carcere”.
Il suo arresto è stato convalidato ma il giudice non ha disposto nessuna misura cautelare, quindi il kosovaro tornerà ai domiciliari. Gli atti del processo sono stati inviati al gip di Pistoia, che dovrà decidere se inasprire la misura e accontentare così l’arrestato, mandandolo nella casa circondariale di Bergamo. Il processo per direttissima è stato rinviato al prossimo 25 marzo.



