Bergamo, capitale dell’economia circolare: riciclo, innovazione e opportunità finanziarie nei fondi ESG e bond sostenibili
Bergamo sta dimostrando che l’economia circolare non è solo una scelta etica, ma un motore di crescita economica e innovazione
In un’era dominata dalla sostenibilità, Bergamo si pone come faro dell’economia circolare, trasformando rifiuti in opportunità per le PMI locali. Il supporto del PNRR e i fondi UE stanno accelerando innovazioni nel riciclo, con un boom di fatturato a 1,2 miliardi di euro nel 2025. Parallelamente, il caos USA – dal lockdown governativo ai tweet di Trump sui dazi alla Cina – amplifica la volatilità, rendendo gli asset green un rifugio sicuro. Bergamo non è solo industria: è un laboratorio di futuro sostenibile, invitando tutti a cogliere queste opportunità in un mondo incerto.
Si chiude un’altra settimana di lockdown del Governo statunitense, con tutte le conseguenze del caso. E in particolare con i dati economici che tardano ad arrivare o non arrivano per nulla. La Fed si affida quindi ai pochi dati forniti da enti privati ma che evidentemente non sono sufficienti per poterle consentire di prendere una decisione informata riguardo ai tassi nel meeting del 28 ottobre. La speranza è ovviamente che il lockdown finisca al più presto.
Nel frattempo, i mercati azionari continuano ad essere dominati dai diversi post di Trump. Prendiamo ad esempio la forte discesa dei prezzi azionari del 10 ottobre, dove il Presidente ha minacciato di imporre nuovi dazi, questa volta del 100%, sulla Cina a partire dal 1° novembre. A dire il vero, saremmo molto più preoccupati se Trump annunciasse un dazio del 10% o del 20% sulla Cina, poiché il 100% è sostanzialmente un numero fittizio e lascia ampio margine a Trump per fare marcia indietro, cosa che peraltro abbiamo già visto.
Trump potrebbe ancora incontrare il presidente cinese Xi Jinping, oppure no. In ogni caso, non crediamo che questa recrudescenza dei dazi e dell’incertezza commerciale importi, poiché il mercato ha cercato un motivo per tirare il fiato e finalmente l’ha trovato. Il post di Trump sui dazi su Truth Social è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dando agli scettici dell’intelligenza artificiale e a coloro che temevano la chiusura del governo statunitense la fiducia necessaria per premere il pulsante “vendi”. Un po’ di consolidamento in questo caso sarebbe del tutto salutare, dato che il mercato è apparso un po’ sovraesposto di recente.
Comunque, che ci crediate o no siamo circa al terzo anno di questo mercato rialzista e vediamo gli investitori mantenere una prospettiva sostanzialmente propensa al rischio. Non siamo del tutto d’accordo con questa visione e pensiamo che nelle prossime settimane l’incertezza e la volatilità aumentino (solitamente la volatilità genera volatilità). Il suo aumento non deve necessariamente essere visto come negativo, ma anzi lo riteniamo un requisito necessario per la salute e la longevità di questo mercato rialzista. La volatilità è una caratteristica del mercato, non un difetto, e con la volatilità arrivano anche le opportunità.
I principali indici Italiani chiudono tutti in modo negativo la settimana. L’indice delle big caps – FTSE MIB – scende dello 0,69% (+22,15% dall’inizio dell’anno), quello delle società star – FTSE ITALIA STAR – dell’1,48% (6,94% dall’inizio dell’anno) mentre quello delle micro caps – FTSE ITALIA GROWTH – del 2,03% (+8,60% dall’inizio dell’anno).
Miglior titolo della settimana, Telecom (+5,85%), grazie al report di Kepler Cheuvreux che ha mantenuto il Buy rating, ma alzato il target price a 0,62 euro per azione (da 0,50) e a quello di Deutsche Bank che ha alzato a Buy (da Hold) il rating con un target price di 0,62 (da 0,34) euro per azione.
Secondo miglior titolo Campari, che guadagna il 5,80%. Il titolo si è mosso a seguito dei risultati del concorrente Pernod Ricard che, nonostante non siano stati brillanti, hanno comunque permesso agli analisti di Citi di mantenere la raccomandazione di acquisto (pur con tutte le cautele del caso). L’ottimismo intorno al settore si è riflesso sulle azioni di Campari, ma anche su quelle di altri concorrenti europei come Remy Cointreau. Sul titolo Campari nello specifico si sono espressi gli analisti di Mediobanca Research, che hanno confermato giudizio outperform.
Medaglia di bronzo per Moncler (+4,63%), dopo che la Consob ha comunicato che Capital Research and Management Company ha una partecipazione del 5,208% nel capitale della società.
Peggior titolo della settimana, Leonardo che lascia sul campo il 9,55%, nonostante la sottoscrizione di un nuovo contratto con Officina Stellare per la fornitura di un sistema ottico satellitare ad altissima risoluzione.
Il contratto ha una durata di circa 18 mesi e un valore complessivo di circa 1,6 milioni di euro, con un’erogazione del 30% nei primi sei mesi e il restante 70% a partire dal tredicesimo mese.
Secondo peggior titolo, Saipem (-7,92%), nonostante la società abbia comunicato di essersi aggiudicata in consorzio con BOS Shelf e BOS Shelf International tre nuovi contratti offshore per il progetto Shah Deniz Compression operato da BP in Azerbaijan per un valore complessivo di contratti è di circa 700 milioni di dollari (la quota di Saipem ammonta a 600 milioni).
Terzo peggior titolo Nexi (-7,82%), quale effetto del report di Exane che ha tagliato il rating a Neutral (da outperform) portando il target price a 5,3 (da 6,6) euro per azione e di Intesa che ha lasciato il rating a neutrale riducendo però il target price a 5,2 (da 6) euro per azione.
Perché vogliamo parlare di economia circolare e sostenibilità? Perché come abbiamo accennato sopra, i mercati finanziari – soprattutto quelli americani – continuano ad aggiornare nuovi massimi. Non stiamo ovviamente sostenendo che non possano ancora crescere, ma stiamo dicendo che vediamo un aumento del rischio complessivo. In questo contesto occorre quindi guardare a settori aciclici in grado di realizzare una crescita sostenibile nel lungo periodo. Da questo punto di vista, crediamo che le aziende attive nell’economia circolare siano in grado di consentire un buon compromesso tra rischio e rendimento.
In un mondo sempre più attento alla sostenibilità, Bergamo si sta affermando come un hub strategico per l’economia circolare, un modello economico che trasforma scarti in risorse e promuove innovazione nelle piccole e medie imprese (PMI). Grazie a un tessuto industriale dinamico e al supporto di fondi europei come il PNRR, le aziende bergamasche stanno investendo in tecnologie di riciclo avanzate e materiali sostenibili, generando benefici economici locali e opportunità di investimento nei mercati finanziari.
Questo fenomeno non solo rafforza l’economia della provincia, ma si riflette anche in Piazza Affari, con ETF tematici sull’economia circolare e obbligazioni ESG che attraggono capitali in un contesto di volatilità globale.
L’Economia circolare a Bergamo: un polo in crescita
Negli ultimi anni, Bergamo ha fatto passi da gigante nel settore dell’economia circolare. Secondo dati recenti della Regione Lombardia, il comparto del riciclo e della gestione sostenibile dei materiali ha generato un fatturato di 1,2 miliardi di euro nel 2025, con un incremento del 10% delle imprese bergamasche attive in questo ambito rispetto al 2024. Le PMI della Val Seriana e della pianura bergamasca stanno adottando tecnologie innovative, come il recupero di plastiche complesse e la produzione di biomateriali, spesso in collaborazione con realtà accademiche come l’Università di Bergamo.
Un esempio concreto è il progetto pilota di Confindustria Bergamo, che ha coinvolto 50 imprese locali in un programma di transizione verso modelli circolari, finanziato con 30 milioni di euro dal PNRR. Queste iniziative non solo riducono l’impatto ambientale, ma creano nuovi posti di lavoro: nel 2025, il settore ha generato un aumento del 7% dell’occupazione legata alla green economy nella provincia. Grazie anche al polo logistico di Orio al Serio, viene facilitata la distribuzione di prodotti riciclati, rafforzando la competitività delle aziende bergamasche sui mercati internazionali.
Impatti finanziari: ETF verdi e bond ESG in primo piano
Il boom dell’economia circolare a Bergamo ha ricadute significative sui mercati finanziari. In un contesto globale segnato da incertezze geopolitiche e volatilità, gli investitori cercano rifugio in asset sostenibili. Gli ETF tematici legati all’economia circolare, come il WisdomTree Circular Economy ETF o il Lyxor Circular Economy, hanno registrato un +6% circa da inizio anno, trainati dalla domanda di soluzioni sostenibili. Questi fondi includono diverse aziende italiane attive nella gestione dei rifiuti e nell’energia circolare.
Parallelamente, le obbligazioni ESG stanno vivendo un momento d’oro. Le emissioni di bond sostenibili da parte di utility italiane, come i green bond, attraggono capitali istituzionali europei, con un aumento del 20% circa delle sottoscrizioni ESG nel 2025 (dati Morningstar). Anche enti locali lombardi hanno emesso bond per finanziare progetti di economia circolare, come il bond della Regione Lombardia da 200 milioni di euro, con un rendimento del 3,2%, considerato un’opzione a basso rischio rispetto alla volatilità azionaria.
Questi strumenti offrono stabilità in un mercato in cui lo spread BTP-Bund si mantiene intorno a 80-90 punti base, riflettendo la fiducia degli investitori nell’Italia.
Opportunità e Sfide per Bergamo
L’ascesa di Bergamo come hub dell’economia circolare non è tuttavia priva di sfide. La transizione richiede investimenti significativi in formazione e infrastrutture, e le PMI devono affrontare la competizione globale, soprattutto da paesi come Germania e Olanda, leader nel riciclo. Tuttavia, il supporto del PNRR e la collaborazione con grandi player rendono possibile sviluppare progetti di economia circolare legati per esempio all’idrogeno, offrendo un vantaggio competitivo importante.
Per gli investitori, il trend bergamasco rappresenta un’opportunità unica. Gli ETF verdi e i bond ESG non solo garantiscono rendimenti stabili, ma rispondono alla crescente domanda di sostenibilità da parte di fondi pensione e retail. Ad esempio, un portafoglio bilanciato che includa il 15-20% di ETF circular economy e il 25-30% di bond ESG potrebbe offrire un rendimento annualizzato del 4-5% con un rischio moderato, secondo analisi di Bloomberg.
Un futuro sostenibile per Bergamo e i mercati
Bergamo sta dimostrando che l’economia circolare non è solo una scelta etica, ma un motore di crescita economica e innovazione. Le PMI locali, sostenute da politiche lungimiranti, stanno trasformando la provincia in un modello di sostenibilità, con ricadute positive sull’occupazione e sull’attrattività per gli investitori. In Piazza Affari, i titoli e gli strumenti finanziari legati alla green economy stanno capitalizzando questo trend, offrendo opportunità per chi cerca rendimenti stabili in un mondo incerto.
Per i lettori di Bergamo News, questo è un invito a guardare con attenzione al potenziale della loro città: non solo un cuore industriale, ma un laboratorio di futuro che collega l’economia locale ai mercati globali. Con il supporto di dati e iniziative concrete, Bergamo può continuare a brillare come esempio di sostenibilità e innovazione finanziaria.
Antonio TognoliHo iniziato a lavorare come analista finanziario nel 1983, occupandomi di economia e politica economica e nel frattempo mi sono laureato in scienze bancarie, finanziarie e assicurative. Oggi mi occupo di analisi macroeconomica all’interno di Corporate Family Office – CFO SIM. Giornalista pubblicista, docente ai corsi post laurea de “24Ore Business School” e dell’Associazione Italiana per l’Analisi Finanziaria – AIAF e co-autore del libro Analisi Finanziaria e Valutazione Aziendale, a cura di Franco Pedriali.


