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Grand Hotel San Pellegrino, alla milanese Lombardini22 lo studio di fattibilità per la ristrutturazione

Il progetto prevede la realizzazione di 118 camere e la riqualificazione delle aree comuni, ricavando spazi dedicati per ristorazione, “una spa rivoluzionaria”, piscine esterne, giardini e una grande sala conferenze nel sottotetto

Sarà la società milanese di progettazione Lombardini22 a sviluppare lo studio di fattibilità per la ristrutturazione del Grand Hotel di San Pellegrino. 

Il bando per il recupero e la gestione per i prossimi 99 anni se l’era aggiudicato nell’ottobre 2024 l’EKN Development Group, società di investimento e sviluppo specializzata nel settore dell’ospitalità e degli immobili ad uso misto, con sede a Newport Beach in California e uffici a Bergamo, che aveva proposto un investimento da 64 milioni di euro.

Il progetto prevede la realizzazione di 118 camere e la riqualificazione delle aree comuni, ricavando spazi dedicati per ristorazione, “una spa rivoluzionaria”, piscine esterne, giardini e una grande sala conferenze nel sottotetto.

Il nuovo Grand Hotel potrebbe riaprire tra il 2028 e il 2029, con la gestione affidata a una catena alberghiera internazionale (finora in operazioni simili il gruppo americano si è appoggiato a Hilton o Marriott): EKN pagherà un affitto di 10mila euro l’anno, mentre la proprietà rimarrà del Comune.

Chiusa dal 1979, la struttura era stata progettata dall’architetto Romolo Squadrelli e dall’ingegner LuigiMazzocchi sulla base di due blocchi laterali di 5 piani fuori terra e uno interrato, con un corpo centrale da 128 metri d’altezza sovrastato da una cupola imponente e iconica. Simbolo dello stile Liberty, è stato inaugurato nel 1904 e negli anni a venire ha sempre rappresentato un punto di riferimento per il settore della ricettività.

Ora è pronto a rinascere e a riscoprire gli antichi splendori, sotto la spinta di EKN Development e di Lombardini22: “Il progetto di di fattibilità per il Grand Hotel San Pellegrino Terme ci dà l’opportunità di riscoprire i canoni del lusso e dell’eleganza di un tempo e di reinterpretarli in chiave moderna, contribuendo così a valorizzare parte del patrimonio storico del nostro Paese – ha spiegato a Requadro Alessandra Magri, director hospitality di Lombardini22 – Questa fase punta a plasmare il brief progettuale in una visione concreta: un’analisi mirata di aspetti tecnici, amministrativi ed economici che garantisce basi solide per poter riportare in vita questo imponente gioiello dei primi del ‘900″.