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Via San Tomaso de’ Calvi, come è andato il primo giorno di senso unico

Code e rallentamenti in via San Bernardino, via Ruspini libera dalle auto. Le immagini del blocco all’imbocco della strada e dei parcheggi disegnati sull’asfalto

Bergamo. Al punto d’incontro tra le due vie gli automobilisti che viaggiano in via San Bernardino rallentano e si voltano verso via San Tomaso de’ Calvi. In alcuni casi si fermano, abbassano il finestrino e chiedono informazioni agli agenti della polizia locale che presidiano il blocco.

Si tratta di una scena che mercoledì mattina, nel primo giorno di applicazione delle nuove modifiche alla viabilità per la chiusura del sottopasso per il cantiere di Rfi, si è ripetuta più volte: via San Tomaso de’ Calvi è diventata a senso unico, con il divieto di accesso da via San Bernardino.

Nell’ora di punta verso le 8, in contemporanea al suono della campanella alla Scuola Biffi, in via San Bernardino si sono create code e rallentamenti: con la precedente viabilità provvisoria le auto provenienti da via Carnovali si erano ormai abituate a transitare da via San Tomaso, ma all’imbocco della via si sono trovate il divieto di transito. “Un disagio previsto, speriamo che si risolva nei prossimi giorni”, chiarisce l’assessore alle Politiche per la Mobilità, Marco Berlanda.

La scelta presa dall’amministrazione mirava a proteggere via Ruspini, strada interna che dopo l’apertura del cantiere era utilizzata per bypassare il tappo del sottopasso, e a frazionare i flussi di auto su tutto il quartiere in modo da non sovraccaricare via San Tomaso de’ Calvi. “Via Ruspini ha già ritrovato la qualità di vita ordinaria – riconosce Berlanda -. Capiamo il fastidio dei residenti che devono allungare il percorso per rientrare casa, giovedì procederemo con un piccolo ritocco nei tempi semaforici”.

Alternati sui due lati della strada, lungo la via sono stati disegnati con la vernice gialla una quindicina di posti auto come chicane. Una tecnica di ‘traffic calming’ per rallentare le auto e aumentare la sicurezza, incitando maggior prudenza nei conducenti solamente con l’impatto visivo.

“Ma problemi continuano ad esserci – confida demoralizzata la titolare di un’attività storica della zona -. I camion devono fare giri immensi per scaricare. È vero via Ruspini è stretta, ma così ci hanno tagliato le gambe: si doveva trovare un’altra soluzione”.

Tra i residenti c’è anche chi teme che la corsia ciclabile possa diventare una soluzione definitiva. “Non ne abbiamo mai discusso – spiega l’assessore -. La corsia ciclabile è un espediente temporaneo pensato per consentire agli studenti in bici di scegliere un percorso più veloce tagliando il quartiere”.