Femminicidio Genini
|Pamela, le violenze e l’agguato sotto casa della madre. A Soncin sequestrate armi e coltelli
L’uomo costringeva la giovane a usare sostanze psicotrope per avere rapporti sessuali non protetti: “Desiderava un figlio con lei”. Interrogato, si è avvalso della facoltà di non rispondere
Emergono dettagli inquietanti sul femminicidio di Pamela Genini, la 29enne originaria della Valle Imagna uccisa martedì sera dal compagno che voleva lasciare, Gianluca Soncin, 52 anni, accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dalla relazione sentimentale, dalla crudeltà e dallo stalking.
Interrogato nel Carcere di San Vittore nel pomeriggio di giovedì 16 ottobre, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Tra le innumerevoli vessazioni fisiche e psicologiche alle quali l’uomo sottoponeva costantemente la compagna – secondo quanto raccontato dall’ex fidanzato F.D. alle forze dell’ordine – Soncin costringeva Pamela a usare sostanze psicotrope, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, per avere rapporti sessuali non protetti perché desiderava un figlio con lei.
Gli episodi violenti riportati non si contano. Nell’estate 2024, in vacanza all’isola d’Elba, la giovane sarebbe stata aggredita con calci e pugni e minacciata con dei cocci di vetro nella camera d’albergo. A settembre dello stesso anno, durante una gita alla Fiera del Cinema di Venezia, Soncin avrebbe aggredito fisicamente Pamela strappandole i vestiti e colpendola a suon di pugni, cercando di accoltellarla minacciandola di morte solo per aver chiamato un fotografo.
Dopo questi e altri episodi la ragazza si era decisa a interrompere i rapporti con l’uomo, ma quando ha iniziato a non frequentare più l’abitazione del compagno, a Cervia, Soncin avrebbe iniziato a minacciare Pamela, la madre e persino la sua cagnolina di ammazzarle. Ci sarebbe anche una videochiamata alla ragazza in cui l’arrestato si mostra sotto casa della madre, a Strozza, minacciando nuovamente di ucciderla.
Pamela voleva “sparire”, si legge, ma temeva di interrompere bruscamente la relazione. “Non posso lasciarlo”, diceva, “altrimenti mi ammazza”. All’ex fidanzato raccontava tutto quello che succedeva: ogni 20 giorni circa sosteneva di essere vittima di violenza fisica.
Ad agosto 2025 uno degli episodi più gravi. Pamela avrebbe riferito all’ex fidanzato di essere stata minacciata a Cervia con una pistola puntata al ventre. “Mi riferiva che spesso veniva pedinata dal Soncin – ha raccontato ancora F.D. -. Tanto che io gli consigliavo percorsi alternativi, come uscire al casello di Capriate piuttosto che a Dalmine”. Dove l’uomo, però, spesso la attendeva”.
Pamela Genini
All’inizio della settimana scorsa Soncin, sapendo che Pamela doveva andare dai genitori a Strozza, avrebbe finto di stare male per poter restare nella casa di lei in via Iglesias, a Milano. È probabilmente in quella circostanza che l’uomo ha effettuato un doppione delle chiavi, lo stesso che ha usato martedì per fare irruzione nell’appartamento della donna prima di ucciderla con 24 coltellate.
La Procura di Milano ha depositato al gip il sequestro di 15 armi, una decina di coltelli e cutter di vario tipo e qualche pistola scacciacani, trovate nella casa di Cervia di Soncin.




