Mobilità Sicura
Le cifre dimostrano la necessità di correggere i pericolosi comportamenti di molti conducenti
Aumentano incidenti e feriti sulle strade bergamasche: la campagna ‘Mobilità Sicura’ punta a cambiare comportamenti e mentalità
I dati parlano un linguaggio duro: si appesantisce il bilancio dell’andamento sulle strade bergamasche, dove sono purtroppo in aumento i morti, i feriti e gli incidenti, contrariamente a quanto si va auspicando un po’ a tutti i livelli, dall’Europa ai governi nazionali. È in corso dal 20 marzo di quest’anno e si protrarrà fino al 20 marzo del 2026 la campagna per una ‘Mobilità Sicura’ che vede impegnate in primissima istanza la Provincia e come primo partner di riferimento l’ACI. Gli appelli si moltiplicano, raccomandazioni piovono da tutte le parti, istituzioni, associazioni, gruppi, ma la situazione non migliora e anzi il trend si aggrava. Le statistiche annuali con i dati elaborati da ACI e ISTAT escono di solito in autunno: quelli appena resi noti con le indicazioni sul 2024 suonano come preoccupante conferma. Impossibile allo stato attuale dire come andrà questo 2025 con una ‘new entry’ di rilievo come il nuovo Codice della strada dal 14 dicembre 2024. Il termometro dà una temperatura non confortante su una patologia che resta malauguratamente un’emergenza nazionale. “Noi dell’ACI di Bergamo – commenta il presidente dell’ACI di Bergamo, Valerio Bettoni – stiamo martellando con forza accresciuta sull’urgenza di responsabilizzare tutti gli utenti della strada. Lo facciamo con corsi di prevenzione lelle scuole superiori, con studenti in prossimità della patente di guida; lo facciamo informando e cercando di formare l’opinione pubblica attraverso una comunicazione costante attraverso i mass media, il nostro sito internet le nostre delegazioni sul territorio. Dal giugno scorso, abbiamo realizzato e pubblicato un libro – ‘Strade sicure per tutti’ di Giuseppe Zois in coedizione con la Provincia – che abbiamo distribuito in migliaia di copie a vasto raggio in provincia a tutti i mondi, perché nessuno può chiamarsi fuori. Intensificheremo ulteriormente questa azione con incontri sul territorio ai vari livelli, anche perché sono in molti a chiedercelo”.
Si resta un po’ amareggiati però nel costatare che il messaggio fatica a passare e anzi va a sbattere contro un muro di cemento. Riprende Bettoni: “Non si può assistere indifferenti all’elevato pedaggio di vite umane e di feriti. Dietro ogni statistica – ha detto con fermezza il presidente della Provincia Pasquale Gandolfi – ci sono delle persone, dunque anche una sola vittima è di troppo. Chiunque è in grado di vedere quante sono le infrazioni che avvengono, le distrazioni da telefonini e simili che continuano con leggerezza colpevole da parte di troppi conducenti, la segnaletica ignorata, la velocità, gli abusi con l’alcol, e l’assunzione di droghe. I comportamenti si reiterano tali e quali. Non bastano più il disappunto, la disapprovazione e il lamento di molti, soprattutto da chi subisce le conseguenze di un qualsiasi incidente. Se non basta sensibilizzare per fare passi avanti decisivi in tema di salvaguardia dell’incolumità di tutti, bisognerà intensificare i controlli: con le forze dell’ordine per quanto possibile e soprattutto puntando sul decisivo apporto della tecnologia, fondamentale per mettere fine alla diffusa convinzione dell’impunità e anche per stanare i quasi 3 milioni di conducenti di autoveicoli sule strade italiane senza l’assicurazione obbligatoria, con le conseguenze fin troppo evidenti. Speriamo in un soprassalto della ragione, altrimenti bisognerà convincere con il linguaggio delle penalità contemplate con chiarezza dal nuovo Codice.”
Stabile il numero dei morti sulle strade italiane: 3.030 , in aumento gli incidenti: 173.364 con 233.853 feriti
Il numero delle vittime in incidenti sulle strade italiane resta stabile per l’anno 2024: i morti sono stati 3.030 a fronte dei 3.039 registrati nel 2023, che è stato fin qui il dato indicativo ultimo dei rilevamenti annuali fatti da ACI/ISTAT. Il tragico bilancio resta purtroppo alto, con una media di 8,3 morti al giorno. E non è un caso se quasi ad ogni fine di settimana, nell’informazione i mass media quando riferiscono della casistica parlano di ‘strage’. Va inoltre aggiunto che è aumentato il numero degli incidenti che nel 2024 ha raggiunto quota 173.364, con una media di 475 al giorno e un totale di 233.853 feriti, 641 al giorno.
Per le vittime, l’incremento maggiore che emerge dai rilevamenti fatti nelle 107 province italiane si è avuto a Napoli (+23), Cremona (+16) e Udine (+14). La classifica delle più virtuose vede al primo posto Milano (-30), seguita da Venezia e Bologna (-29) e Roma (-27).
L’indice della mortalità (più del doppio della media nazionale che è del 17,5 per numero di morti ogni mille incidenti) fornisce questa cartina di tornasole: Sud Sardegna, Nuoro, Rieti, Catanzaro, Asti, Avellino, Potenza, Foggia, Caserta, L’Aquila e Cosenza.
Per l’indice di mortalità inferiore a 10 morti ogni mille incidenti (incidenti meno gravi) vede quest’ordine di merito: Verbano-Cusio-Ossola, Genova, Milano, Monza, Brianza, Gorizia.
Altre evidenze dal censimento-traffico del 2024 per la mobilità cosiddetta dolce:
-monopattini elettrici: 3.895 incidenti, 23 morti (+9,5%);
-bici tradizionali: 15.237 incidenti, 165 morti (-19,1%);
-bici elettriche: 1.767 incidenti, 20 morti (+66,7%);
-pedoni: 19.763 investimenti, 470 morti (-3,1),
Sulle strade lombarde 30.068 incidenti, 383 morti, nella provincia di Bergamo: 2.997 incidenti, 49 morti
Sulle strade lombarde nel 2024 sono avvenuti 30.068 incidenti con 383 morti e 38.969 feriti.
Radiografia per Bergamo – La nostra provincia con 1.110.427 abitanti e 995.865 veicoli circolanti ha fatto registrare 2.997 incidenti contro i 2.720 del 2023.
Pesante il bilancio dal punto di vista umano: 49 morti contro i 41 del 2023 (sono state 44 le vittime di origine bergamasche. In questo 2025, al 12 ottobre erano già 53 i morti bergamaschi). In aumento anche il numero dei feriti: 3.876 contro i 3.575 del 2023. Per Bergamo e provincia va precisato che i dati riguardanti la popolazione sono aggiornati al Capodanno 2024 e che nel parco veicolare (dati aggiornati al 31/12/2024) non sono considerati i ciclomotori che, da stime ANCMA, sono circa il 5% del totale parco circolante.
Il giorno più funesto è stato il venerdì con una punta di 4.773 sinistri; seguono il lunedì con 4.563, il giovedì con 4.486; martedì 4.481; il sabato 4.087 e la domenica – la più risparmiata – con 3.105. Il giorno con maggior numero di vittime è stato il sabato con 70. Seguono il venerdì a ruota con 69, quindi mercoledì 54, lunedì 53, domenica 48, giovedì 46, martedì 43.
Quanto a incidenti con feriti, il giorno più infausto sull’arco della settimana si è rivelato il venerdì, con 6.011 che precede il lunedì, con 5.787; martedì 5.583; mercoledì 5.755; sabato 5.581; giovedì 5.571 domenica 4.681.
Le strade lombarde dove sono avvenuti gli incidenti presentano questi altri dati: 20.800 sulle strade urbane a seguito di scontri frontali (797) o laterali (9.625), tamponamenti (2.769), investimento di pedoni (3.122), urti con veicoli fermi o altro (2.507), fuori strada o altro (1.980). Dopo le urbane vengono le provinciali, regionali o statali fuori dall’abitato con un totale di 4.478 incidenti; in 1.998 casi per scontri, in 1.214 per tamponamento, per il resto siamo nell’ordine di centinaia o decine di casi. Il maggior numero dei 383 morti si è avuto su strade urbane (162), provinciali, regionali o statali fuori abitato (146), in autostrada (39), su altre strade nell’abitato (26) o fuori dall’abitato (10).
Passando ai feriti: 25.382 si sono avuti sulle strade urbane; 6.614 sulle strade provinciali, regionali o statali fuori abitato; 3.050 in autostrada; 2.925 su altre strade nell’abitato e 998 fuori dall’abitato.
Interessante infine il quadro sulla distribuzione dei veicoli coinvolti in incidente e relative persone infortunate secondo la categoria del veicolo coinvolto in Lombardia. Questi i dati salienti:
-848 le autovetture con 139 morti e 19.448 feriti;
-614 i motocicli con 107 morti e 7.640 feriti;
-906 i velocipedi con 30 morti e 3.683 feriti (311 le bici elettriche, 1 morto e 297 feriti);
-695 i veicoli commerciali e/o industriali con 18 morti e mille feriti;
-434 i ciclomotori con 7 morti e 1.449 feriti;
-235 i monopattini elettrici con 3 morti e 1.214 feriti.
Radiografia per la città di Bergamo 2024: 6 le vittime della strada, 1.078 i feriti
Per la città di Bergamo, 6 i morti sulla strada, 1.078 i feriti. Questo il quadro degli incidenti registrati con coinvolte auto nell’anno passato: a fronte di un totale di 900, la metà (458) è avvenuta su rettilinei, poi a seguire e nell’ordine, 116 a un’intersezione non vigilata, 109 con semaforo e vigile, 65 in curva;
con il coinvolgimento di autobus/tram, 12; di veicoli commerciali o industriali, 45; di motocicli, 129;di velocipedi, 65 e monopattini elettrici, 28, tutti questi accaduti su tratti rettilinei.
Gli scontri frontali registrati sono stati 37; quelli fronto-laterali o laterali 353 (145 su rettilineo); 179 i tamponamenti (112 su rettilineo); 116 i pedoni investiti (6 con esito letale).
Le cause: in testa ci sono le distrazioni in 175 casi, poi il mancato rispetto della segnaletica, 168; quindi la velocità, 102; manovre irregolari o altro, 175.
Il totale dei veicoli coinvolti ha raggiunto quota 1.595 con 6 morti, 1.078 feriti. Andando per categoria: 900 le autovetture coinvolte; seguono le moto, 287; i ciclomotori 95 e i velocipedi, 113.
La fascia oraria più colpita è quella dalle 14 alle 17 con un totale di 254 incidenti; poi vengono le fasce dalle 10 alle 13 con 205; dalle 7 alle 9 con 159; dalle 18 alle 20 con 150; dalle 21 alle 24 con 69 e da mezzanotte alle 6 con 56. La classifica dei giorni più falcidiati vede in testa il venerdì con 145; seguono: il lunedì con 141; il giovedì 140; mercoledì 137; martedì 129; sabato 119 e domenica con 82.


