In Valle Imagna dove Pamela è cresciuta: “Tornava per i genitori”. Ainett Stephens: “Testimonial del suo brand, sconvolta”
Genini, 29 anni, aveva lasciato la terra d’origine per inseguire sogni più grandi: “Il paesello le stava stretto, ma tornava spesso con il chihuahua a trovare mamma e papà”. La ragazzina “timida” diventata “modella e imprenditrice”
Dalla piccola e modesta Valle Imagna, alla grande e sempre più patinata Milano. Da una vecchia e grigia abitazione, nascosta da un altettanto grigio supermercato, alle scintillanti seppur artificiose luci che illuminano Dubai, Montecarlo e il red carpet di Venezia.
“Il paesello le stava stretto”, concordano gli abitanti di Strozza e Val Brembilla, “ma insieme al suo cagnolino (un cihuahua di nome Bianca, ndr) tornava spesso a trovare mamma e papà”, confida sottovoce una vicina di casa. L’ultima volta lunedì. Tornava così spesso che a Strozza, forse, progettava di comprare casa. Non era tanto il richiamo delle radici, ma la volontà di essere più vicina ai familiari.
A Val Brembilla Pamela Genini ci era nata, a Strozza si era trasferita qualche anno dopo con la madre Una, di origine russe, e il padre Sergio, che in Russia aveva lavorato e che non si è più ripreso dopo un grave incidente nel 2008 a Valmadrera, nel Lecchese, quando cadde da una scala colpito da una saracinesca mentre lavorava alla nuova linea di un forno inceneritore.
Pamela, 29 anni, aveva anche due fratelli più grandi: Nicola di 33 e Veronica di 35. In piena notte, i familiari sono stati svegliati dai carabinieri e hanno appreso la notizia: Pamela era stata massacrata sul terrazzino del suo appartamento nel quartiere Gorla, a Milano, dove si era trasferita quando era una giovane donna. Ventiquattro coltellate inferte dal compagno Gianluca Soncin, 52 anni. Una notizia arrivata “come una pugnalata al cuore “, commenta Luisa Genini, una parente che abita a due passi dalla casa dove Pamela era cresciuta. In via Croce Garateno, a Val Brembilla, dove il silenzio è spezzato dai campanacci degli animali al pascolo. “L’ultima volta che l’ho vista – ammette – era una ragazzina. Mi dispiace moltissimo, la sua famiglia ne ha già passate tante”.
Fino a qualche tempo fa, si vedeva il suo Range Rover parcheggiato davanti al negozio della parrucchiera di fiducia, a Ponte Giurino, frazione fra i Comuni di Berbenno e Bedulita. “Non passava di certo inosservata, ma era una ragazza molto riservata – dice la titolare -. Ad ogni modo, non la vedevo da un anno o forse più”.
Aveva frequentato le scuole elementari e medie a Val Brembilla. Poi gli studi solo cominciati al liceo artistico, un corso da parrucchiera non terminato a San Giovanni Bianco e un diploma in ragioneria.”Era timida, ma bellissima già da ragazzina – ricorda una vecchia insegnante -. Frequentava il mio corso di majorette in palestra. Adesso la seguivo sui social. Innegabile: il suo è stato un grande cambiamento. Era sempre in giro per viaggi, si vedeva che ambiva a essere una donna di successo”. Lo conferma una compagna di scuola: “Eravamo amiche sin da bambine. Era molto timida, poi è sbocciata”. Persino l’autista del bus la ricorda: “Le compagne salivano sul pullman con la cartella, lei con la borsetta”.
La Valle Imagna, forse, era troppo piccola per contenere sogni così grandi. Uno su tutti, sfondare nel campo della moda. Sui social, foto con abiti griffati e location da favola. Amava il lusso Pamela e non lo nascondeva. Si definiva “modella e giovane imprenditrice” e ultimamente si era avvicinata alla psicologia. Pare infatti che volesse iscriversi a un corso. “Per aiutare lei e gli altri”.
Insieme alla amica e socia Elisa Bortolotti, anche lei delle valli bergamasche, aveva creato una linea bikini: “EP SheLux”. “Le ho fatto da testimonial – racconta la modella di origini venezuelane, nonché volto televisivo, Ainett Stephens -. Il nostro era un rapporto prettamente lavorativo, ma Pamela mi ha colpita sin dall’inizio per la sua intraprendenza. Era una ragazza in gamba, piena di idee”.
Genini nata in Valle Imagna, Ainett Stephens vive a Bergamo. Eppure, le due si sono conosciute in Spagna. “La prima volta che abbiamo collaborato eravamo a Marbella per uno shooting fotografico – continua la showgirl -. Pamela era entusiasta. Lei ed Elisa avevano creato il marchio tre o quattro anni fa. Ci hanno messo forza lavoro, creatività, investimenti”.
Dall’ultima volta che ha visto Pamela è passato parecchio tempo. “Ma sono costernata – conclude Ainett Stephens -. Noi donne non siamo abbastanza tutelate. Ciò che deve cambiare è la mentalità, ancora troppo legata al patriarcato. La morte di Pamela e di tante altre donne non può essere vana”.
Pamela Genini aveva tentato anche l’esperienza in tv. Era il 2015, infatti, quando Vladimir Luxuria conobbe la ragazza, all’epoca 19enne, in veste di partecipante a un reality show da lei condotto: “L’isola di Adamo ed Eva” su Deejay Tv. “Sono rimasta malissimo – ha commentato Luxuria all’AdnKronos -. All’inizio non avevo collegato, ma poi mi è tornata subito in mente”.
“Ricordo la sua bellezza, ma soprattutto la sua solarità e il suo sorriso – aggiunge -. Era una persona squisita con tutti: con me, con gli autori, con i tecnici. Credo sinceramente che avesse partecipato non per visibilità o per soldi, ma perché era una sognatrice e credeva di poter trovare qualcosa di autentico. Quando è arrivata lei sul set è stato come se fosse arrivato un raggio di sole”.



