Tentano furto in casa, ma vengono fermati da due carabinieri fuori servizio: uno scappa, l’altro in manette
I malviventi hanno aggredito i militari e uno dei due ha riportato la frattura della mandibola e un trauma alla schiena. Dimesso con una prognosi di 30 giorni
Arzago d’Adda. Erano liberi dal servizio e stavano passeggiando in via del Parco, ad Arzago d’Adda, quando hanno notato due uomini con cappellini e zaini aggirarsi tra le abitazioni con atteggiamento sospetto.
È successo domenica 12 ottobre. I due carabinieri del Radiomobile di Treviglio hanno deciso di tenere d’occhio la coppia, mantenendosi a distanza. Il loro intuito si è rivelato corretto: i due uomini hanno tentato di scavalcare il cancello di una villetta ma, accortisi di essere osservati, hanno rinunciato e si sono avvicinati ai militari in borghese.
Quando i carabinieri si sono qualificati, uno dei due – il più corpulento – ha afferrato i polsi di un militare chiedendogli di mostrargli la pistola d’ordinanza. Ne è nata una colluttazione, durante la quale il secondo carabiniere è intervenuto in aiuto del collega. A quel punto, l’altro uomo ha estratto uno spray urticante e ha iniziato a spruzzarlo contro i militari.
La situazione è rapidamente degenerata: uno dei carabinieri è stato colpito con calci e pugni, riportando la frattura della mandibola. Nel frattempo, il complice ha tirato fuori un cacciavite e ha tentato di colpire i militari, ma è stato prontamente disarmato. Nella colluttazione è caduto, battendo la testa contro il cordolo del marciapiede. Anche il carabiniere ferito è caduto, urtando la schiena contro lo spigolo del marciapiede.
Il malvivente più robusto ha quindi abbandonato lo zaino ed è fuggito, mentre il complice è stato bloccato. Ferito alla testa, è stato trasportato in ospedale insieme al militare: il primo è stato medicato e dimesso con una prognosi di 3 giorni, il secondo con una di 30 giorni.
L’uomo arrestato, S.P., 47 anni, albanese residente a Cassano d’Adda e in Italia dal 1997, è stato portato in caserma e arrestato per tentato furto aggravato e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nello zaino aveva un vero e proprio kit da “topo d’appartamento”: due grossi cacciaviti, tre punte da trapano, una pinza, due attrezzi artigianali per forzare serrature e persiane, tre torce, uno scaldacollo e un passamontagna. Nel bagaglio del complice, invece, è stato trovato un tronchese idraulico per tagliare le inferriate.
Lunedì mattina S.P., con precedenti per furto in abitazione, resistenza, porto abusivo d’armi, minaccia e percosse, è comparso davanti al giudice. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato ha spiegato che l’uomo, in passato impiegato in una cooperativa sociale come addetto alle pulizie, dal 2019 non lavora più a causa di un grave infortunio che lo ha reso invalido all’80%. Ha quindi chiesto una misura meno severa rispetto al carcere, richiesta invece sostenuta dal pubblico ministero.
Il giudice ha convalidato l’arresto, disposto i domiciliari e fissato la prossima udienza per il 3 dicembre.



