Provincia, la scelta di Gandolfi tra le alleanze e gli equilibri di partito
In una riunione tra il presidente, i consiglieri dem e il segretario provinciale del Pd si è discusso del recupero del rapporto con Forza Italia e la Lega: Gandolfi non sarebbe disponibile a fare il candidato di bandiera
Il presidente della Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi, non ci starebbe a fare il candidato di bandiera. Se il Partito Democratico non recuperasse il rapporto con Forza Italia e la Lega non sarebbe disponibile a essere candidato alle prossime elezioni che si terranno nel 2026.
È quanto trapela da una riunione che si è tenuta nel pomeriggio di lunedì 13 ottobre in Via Tasso tra i consiglieri provinciali dem, il presidente Gandolfi e il segretario provinciale del Pd, Gabriele Giudici.
Se l’ipotesi venisse confermata, la segreteria provinciale del Pd non avrebbe più a disposizione la candidatura dell’attuale presidente, mentre dopo oltre dieci anni il centrodestra torna unito in provincia di Bergamo. Nei giorni scorsi, infatti, i segretari provinciali e i coordinatori regionali dei partiti della coalizione di centrodestra – Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega – hanno sigillato faccia a faccia un accordo che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici nella Bergamasca.
A incidere sul rapporto fra il Pd, Forza Italia e Lega sarebbe il “caso Caravaggio”, dove il sindaco Claudio Bolandrini voleva come assessore Matilde Tura (Partito Democratico), il circolo del Pd locale ha chiesto un confronto per discutere della situazione attuale e futura e successivamente ha comunicato di non sostenere il sindaco e di uscire dalla maggioranza nonostante l’avvenuta rinuncia della dottoressa Tura di accettare la nomina per il veto posto dal Pd sulla sua persona.
La riunione che si è svolta nella sede della Provincia di Bergamo è uno dei momenti di confronto che stanno vedendo impegnate le forze politiche in vista del rinnovo della governance dell’ente: il mandato di Gandolfi scadrà a fine dicembre e l’appuntamento elettorale è previsto attorno al prossimo marzo.
Dagli ambienti dem viene espressa apertura al dialogo verso tutte le forze politiche, ritenendo che la Provincia sia la “casa” di tutti i Comuni. Non stupiscono le sinergie tra Forze Italia, Lega e Fratelli d’Italia che sono alleati su scala nazionale e regionale oltre che in diverse realtà del territorio. Considerando che le province sono enti di secondo livello, alle elezioni oltre ai partiti avranno un ruolo da protagonisti i sindaci, chiamati a scegliere la figura che piò fare meglio da raccordo a questo piano di governo.


