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Chiese vietate ai defunti, si apre l’iter per la modifica della normativa: “Serve trovare un punto di equilibrio”
Da sinistra: Davide Casati, Roberto Anelli e Susanna Pini

Lunedì pomeriggio, 13 ottobre, la prima audizione in Commissione Sanità. Invitati gli amministratori e i rappresentanti del comparto funerario: “Ascolteremo tutte le ragioni. Il rispetto delle norme igienico-sanitarie non può essere messo in discussione”

Milano. Il primo confronto ufficiale tra le parti. Un faccia a faccia in cui saranno ascoltate le ragioni di istituzioni e associazioni che sul tema hanno espresso un pensiero o preso una posizione. Lunedì pomeriggio, 13 ottobre, a Milano è in programma la prima audizione convocata dalla Commissione Sanità di Regione Lombardia per dare il via all’iter che potrebbe portare al cambiamento della normativa che vieta l’esposizione delle salme dei defunti nelle chiese.

Sui giornali come nelle stanze della politica bergamasca, il dibattito era scoppiato all’inizio della scorsa estate. Nonostante il divieto imposto da un regolamento del ’97, nei borghi montani delle valli bergamasche e in alcuni Comuni della provincia i parroci da tempo mettevano a disposizione i luoghi di culto per rendere omaggio al proprio caro prima dell’ultimo saluto. Una disponibilità che rispondeva ad un bisogno pratico, vista la carenza nei territori montani delle case funerarie (in Alta Val Seriana ce n’è solamente una per 20 Comuni), ma anche alla sensibilità religiosa di molti cittadini che ancora vedono le chiese come il cuore pulsante delle loro comunità.

 

 

Nella lista degli invitati all’audizione figurano i vertici delle istituzioni territoriali, i presidenti delle comunità montane (Val Brembana, Val Seriana, Val di Scalve, Val Imagna e Laghi) e dell’Isola Bergamasca. Ma anche la sindaca di Ponteranica Susanna Pini, promotrice della lettera poi sottoscritta da decine di primi cittadini in cui si chiedeva una modifica della normativa. Il presidente della Provincia di Bergamo Pasquale Gandolfi e quello di Anci Lombardia, Mauro Guerra. Poi, i rappresentanti di Federcofit, la federazione del comparto funerario italiano che sul tema si era espressa dicendosi “disponibile ad interloquire con i sindaci per trovare soluzioni alternative, ad esempio apposite sale di osservazione nei cimiteri”.

“La nostra richiesta non era nata non da un impulso ideologico, ma da una necessità concreta dei nostri territori – ricorda Pini -. Come amministratori siamo consapevoli dell’importanza di garantire la sicurezza sanitaria e la dignità del defunto, ma riteniamo possibile trovare un punto di equilibrio che permetta di coniugare tutela della salute pubblica e rispetto dei valori comunitari”.

“Viste le presenze prevedo un’audizione piuttosto lunga – confida Roberto Anelli, consigliere regionale e vice presidente della Commissione -. L’intenzione è valutare i margini di una deroga al regolamento in quelle aree della provincia dove mancano case funerarie, senza tuttavia mettere in discussione il rispetto delle norme igienico-sanitarie”. “Tutte le ragioni saranno ascoltate – assicura il consigliere regionale Davide Casati, membro della Commissione -. Sarà poi compito dell’organo decidere cosa fare e come recepire le varie necessità”.

“Faremo una serie di proposte effettive di modifica, che possano essere accolte e soprattutto sostenibili – annuncia la sindaca di Ponteranica -. Un ringraziamento va ai consiglieri bergamaschi che si sono presi a cuore la questione e hanno fatto in modo che questa audizione potesse esserci. Desideriamo contribuire, insieme alla Regione, alla definizione di un quadro normativo più flessibile e aderente alla realtà dei territori”.

 

Valle Brembana: Federcofit interviene sulle salme nelle chiese

 

La normativa in questione è parte di un regolamento della Giunta regionale e, per questo motivo, l’eventuale modifica non dovrà passare dal Consiglio. “Questo a meno che si voglia intervenire sulla Legge – precisa Anelli -. Ho avuto interlocuzioni con la Direzione Generale Welfare, già al lavoro per trovare una soluzione che risolva il problema tutelando gli imprenditori con grandi investimenti nel settore, ma allo stesso tempo soddisfando le richieste di cittadini e sindaci”.