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Tim e Millie sono una giovane coppia e si amano. Musicista lui, insegnante lei, la loro relazione giunge a un punto di svolta quando si trasferiscono in un paesino sperduto tra boschi e campagna, lontani da tutto ciò che conoscono e che è loro familiare. Mentre i due cercano di adattarsi alla nuova situazione, l’incontro con una misteriosa forza sovrannaturale darà una brusca sferzata al loro rapporto, rendendoli letteralmente inseparabili

Titolo: Together
Titolo originale: Together
Regia: Michael Shanks
Paese di produzione / anno / durata: Stati Uniti, Australia / 2025 / 102 min.
Sceneggiatura: Michael Shanks
Fotografia: Germain McMicking
Montaggio: Sean Lahiff
Suono: Cornel Wilczek
Cast: Alison Brie, Dave Franco, Damon Herriman, Sunny S. Walia, Jack Kenny, Mia Morrissey, Sarah Lang, Karl Richmond, MJ Dorning, Tom Considine, Charlie Lees, Melanie Beddie, Rob Brown
Produzione: 1.21, 30West, Picturestart, Princess Pictures, Tango Entertainment
Distribuzione: I Wonder Pictures
Programmazione:Notorious Cinemas Curno, UCI Cinemas Orio, Arcadia Stezzano


Un body horror che riflette sulle relazioni contemporanee, passando da Platone alle Space Girls, in grado di incarnare fisicamente un’evoluzione tossica delle stesse. Una vera e propria crisi della coppia, esposta in maniera viscerale in “Together”, esordio nel lungometraggio del regista australiano Michael Shanks, al cinema dal 1 ottobre.

Si torna dalle parti di “The Substance”, senza però la scelta consapevole, in questo horror che, dal concetto di coppia, riflette sull’identità singola e la sua affermazione (o distruzione) nel rapporto con l’altro. Protagonista è la giovane coppia formata dal musicista rock Tim (Dave Franco) e dall’insegnante Millie (Alison Brie): una relazione in cerca però di un punto di svolta e di nuovi stimoli. La coppia decide di trasferirsi in un paesino sperduto tra boschi e campagna, fuori dalla loro zona di comfort abitudinaria. Mentre i due cercano di adattarsi e di dare una svolta alla loro relazione, l’incontro con una misteriosa forza sovrannaturale in una caverna li rende inseparabili, attraverso un’attrazione fisica letteralmente implacabile.

Basta il titolo, in questo caso, a definire il punto focale del film, quell’ “insieme” che vede nella relazione di coppia non solo un legame di sentimenti e una comunione d’intenti, ma anche un “legame” letteralmente di carne e ossa. Coppia anche nella realtà, Dave Franco ed Alison Brie ben interpretano un comune sentimento che si trasforma sempre più in codipendenza e tossicità, che spesso aleggiano nelle relazioni contemporanee. Una “claustrofobia sentimentale” mostrata anche visivamente dalla regia serrata di Shanks, che nei primissimi piani incasella amore che diventa ossessione, angoscia che diventa orrore. Non mancano i jump-scare (che raccontano di traumi passati irrisolti), ma è nella claustrofobia dell’immagine, specchio di un’astinenza fisica che chiede di essere placata, che la regia dona un quadro efficace di un’interdipendenza che si fa sempre più necessaria.

La relazione si riflette dunque nel tema dell’identità, un amore che chiede di essere sviscerato a prezzo dell’annullamento del singolo nell’altro, che da teorico, nella seconda parte, si fa carnale, mescolandosi ad un grottesco che deforma il corpo fino ad un indefinito mostro che, nel caos e nella non-pacificazione, trova il proprio motivo per esistere.

Shanks riflette sul tema dell’anima gemella, un amore identitario che vuole tornare, anche visivamente, al mito dell’Androgino descritto nel Simposio di Platone, attraverso un erotismo “necessario” che straborda in una fluidità carnale che è anche quella di ruoli (e generi). La relazione diventa movimento centripeto di unità, attraverso un’attrazione che è insopprimibile ricerca fisica, fino alla scomparsa stessa dell’umano. Un incontro perenne e magnetico in cui convivono il già citato “The Substance” e Cronenberg, il Surrealismo e le Space Girls.

Un horror che, ancora una volta, si fa intelligente riflesso del contemporaneo, mettendo da parte però un’indicazione precisa di ciò che possa essere il fattore scatenante della mutazione, lasciando una traccia che porta ad elementi di paganesimo e ad alcune zone d’ombra degli Stati Uniti, senza però sviscerarne l’essenza.

Probabilmente una precisa scelta nel dare un semplice pretesto per potersi focalizzare sul tema portante della relazione, che si completa e si conclude nell’immagine. Da immagini horror di caos materializzato si passa, sul finale, ad un’omologazione “socialmente accettabile” (?), che riflette, in diversi livelli, sul concetto del reale al giorno d’oggi.

together