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Perché Bergamo accetta i disagi per il Giro di Lombardia, ma non quelli delle manifestazioni umanitarie?

Reazioni opposte per il corteo in sostegno della Flottilla e per la gara ciclistica arrivata sabato pomeriggio in centro

Egregio direttore.

Scrivo questa righe dopo aver passato il fine mattinata in coda per raggiungere il posto di lavoro. L’interdizione del passaggio veicolare cittadino in via Papa Giovanni, per via di una corsa ciclistica (il giro di Lombardia) ha provocato infatti il blocco totale della circolazione anche di tutta la zona circostante le scuole superiori da Via Cesare Battisti a via Camozzi e Via A. Maj con traffico quasi fermo e veicoli (compresi autobus) imbottigliati per ore.

Niente di male, si penserà, per una manifestazione che ha tradizionalmente luogo una volta l’anno con arrivo in città, quale è il Giro di Lombardia.

Ma si consenta.

Resta oscuro a chi scrive per quale motivo la manifestazione a sostegno della cd. Flottilla, e più in generale di coloro che portavano aiuti umanitari in una zona martoriata non distante dalle acque territoriali italiane, manifestazione tenutasi otto giorni fa, ed anch’essa regolarmente autorizzata, sia stata invece asprissimamente criticata da moltissimi cittadini, e non solo al bar ma anche per iscritto a mezzo di commenti orribili e sprezzanti sottostanti ai relativi lanci social dell’avvenimento, fatti dal vostro come da altri giornali locali.

Mi chiedo dunque che città senza cuore siamo diventati se ben sopportiamo i disagi provocati da una corsa ciclistica, ma inorridiamo innanzi ad una partecipatissima manifestazione autorizzata motivata da un sussulto di ribellione alla disumanità che abbiamo visto tutti scorrere sui nostri schermi per due anni.

Questa non è la Bergamo che conoscevamo, pia generosa ed operosa.

Con i migliori saluti.
Lettera firmata