Cristina Scocchia, amministratore delegato di Illycaffe: “Credo nella leadership meritocratica”
Cristina Scocchia è stata la prima ospite di “Meritocraticamente alla pari”, il percorso di Confindustria Bergamo che si focalizza tra leadership ed opportunità
Giovedì 9 ottobre l’Auditorium di Confindustria Bergamo ha ospitato il primo appuntamento del ciclo “Meritocraticamente alla pari”, un percorso dedicato alle pari opportunità come leva strategica per la crescita delle imprese, del capitale umano e della società. L’incontro, introdotto da Claudia Persico, Vicepresidente di Confindustria Bergamo con delega alla Parità di Genere, ha avuto come ospite Cristina Scocchia, Amministratore Delegato di Illy Caffè, intervistata dalla stessa Persico in un dialogo a due voci sul valore della leadership inclusiva e meritocratica.
Nel suo intervento introduttivo, Persico ha sottolineato l’importanza di creare un contesto in cui ognuno possa sentirsi valorizzato, indipendentemente dal genere: “Ci vuole un percorso per cui a un certo punto si possa dire ‘io sto bene’, che si sia uomo o donna. Quando ci si trova in una situazione ottimale si è raggiunto il massimo obiettivo”, ha affermato. Ha poi ricordato i dati della provincia di Bergamo: un tasso di disoccupazione femminile del 2% nel 2024, inferiore alla media nazionale, ma un 39% di donne inattive rispetto al 23% degli uomini, evidenziando come molto resti ancora da fare per garantire pari opportunità reali.
Persico ha messo in luce anche le difficoltà legate al part-time e alla governance aziendale, ricordando che solo il 26% delle cariche sociali in provincia di Bergamo è ricoperto da donne. “Numeri che ci ricordano quanto sia importante continuare a lavorare insieme per costruire un mercato del lavoro inclusivo, in cui competenze e talenti possano emergere senza barriere”, ha concluso.
Terminato l’intervento introduttivo, è iniziatal’intervista e Cristina Scocchia ha condiviso il suo percorso personale e professionale, partendo dalle origini a Col Di Rodi, vicino a Sanremo: “La prima grande difficoltà non era legata al genere, ma al punto di partenza. Essere donna era l’ultima delle problematiche”, ha raccontato, spiegando come coraggio e determinazione siano stati fondamentali per arrivare a studiare alla Bocconi e successivamente costruire una carriera internazionale.
Sul tema della leadership, Scocchia ha ribadito la centralità del merito: “Non credo nella leadership al femminile né al maschile, credo nella leadership meritocratica. I leader migliori sanno alternare lo stile in base al momento, ma ciò che conta è dare a tutti pari opportunità di far valere il proprio talento”. Ha aggiunto che “la fortuna non esiste, esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità”, principio guida del suo approccio manageriale.
Non sono mancati i passaggi più personali: la conciliazione tra lavoro e famiglia, l’esperienza della maternità e le difficoltà affrontate durante la pandemia, quando Scocchia, al tempo Ad di Kiko, decise di chiudere temporaneamente negozi e Ecommerce per proteggere i dipendenti, garantendo stipendi e sicurezza. In quell’occasione, al termine del CdA più impegnativo della carriera di Scocchia (in cui dovette chiedere all’azienda di chiudere temporaneamente negozi ed Ecommerce) Antonio Percassi prese parole e disse: “Un capitano non si mette in discussione durante la tempesta”, permettendole così di mettere a terra la propria visione senza metterla in dubbio. Questo episodio le lasciò un grande insegnamento: “la leadership non è potere, è responsabilità. Il valore economico è importante, ma non può essere il fine unico: le persone vengono prima, senza se e senza ma”.
L’amministratore delegato ha condiviso anche il motivo che l’ha spinta a scrivere la sua biografia: “è una storia pensata per dare coraggio a chi si chiede se ne valga la pena, mostrando come il punto di partenza non determini chi si è e chi si può diventare”.
Infine, grazie alla domanda di una signora dalla platea, Scocchia ha voluto ricordare il valore delle generazioni precedenti, che hanno conquistato diritti fondamentali, e l’importanza di difendere continuamente il diritto a essere valutati meritocraticamente alla pari.
L’incontro ha così intrecciato numeri, esperienze personali e riflessioni etiche, offrendo al pubblico spunti concreti per comprendere come la parità di opportunità debba essere un obiettivo morale, ma possa anche essere una leva strategica per la competitività delle imprese e della società.



