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Le opere salvate dall’alluvione del pittore Piccoli in esposizione all’ex Colorificio Migliavacca

A cura di Giuliano Zanchi con allestimento di Edoardo Milesi, sarà inaugurata il 17 ottobre 2025 negli spazi della fabbrica abbandonata da oltre trent’anni: contiene le 53 opere resistite nel dramma del 9 settembre 2024

Bergamo. Un colorificio dismesso, un torrente in piena, l’archivio di un artista travolto e una città che (ri)scopre un luogo dimenticato. Nasce da questi elementi fragili e vitali “OLTRE”, la nuova mostra personale del pittore bergamasco Gianriccardo Piccoli. Curata da Giuliano Zanchi, l’esposizione si articola attorno a un nucleo di opere che attraversano con lucidità e densità l’intera poetica di Piccoli, la tensione costante tra permanenza e dissoluzione, tra materia e luce, tra memoria e cancellazione. Sono lavori che parlano il linguaggio dell’assenza e della resistenza, affidando a materiali umili e vibranti – garze, pigmenti industriali, carta di riso, carbone – il compito di custodire una bellezza sospesa, segnata dal tempo e dalla fragilità, ma ancora capace di interrogare il presente.

Le opere provengono dalla collezione privata dell’artista, colpita duramente dall’alluvione del settembre 2024, quando l’esondazione del torrente Morla invase il suo studio. Salvate in emergenza, le tele e i disegni sono stati trasferiti e messi in sicurezza all’interno dell’ex Colorificio Migliavacca di via Nazario Sauro, fabbrica abbandonata da oltre trent’anni, oggi rifugio temporaneo per queste presenze sopravvissute, in attesa di restauro. È proprio in questo spazio ferito – tra macchinari arrugginiti, intonaci corrosi, luce radente e polvere sospesa – che l’arte di Piccoli trova un contesto espositivo nuovo e potente.

L’allestimento, ideato da Edoardo Milesi, accoglie la ruvidità del luogo, esaltandone le cicatrici come parte viva della narrazione. Le superfici scrostate, le fenditure nella muratura e i segni del tempo si fondono con l’opera, prolungandone visivamente e poeticamente la fragile persistenza. Nel dialogo tra gesto pittorico e rovina industriale, tra arte e abbandono, la mostra diventa un’esperienza immersiva: riflessione condivisa sul tempo che consuma e custodisce, su ciò che resta e ciò che svanisce.

L’ex Colorificio Migliavacca – spazio-limite, soglia tra sparizione e rinascita – si trasforma così in laboratorio culturale effimero, aperto alla città prima della sua demolizione definitiva. La mostra sarà inaugurata venerdì 17 ottobre alle 18:30.

Generico ottobre 2025