La cena romana e l’accordo: dopo più di 10 anni il centrodestra torna unito in Bergamasca
Il vertice dei coordinatori provinciali e regionali in una trattoria della capitale. A Caravaggio rottura tra il Pd e Bolandrini dopo il caso Tura
Alla fine la cena si è consumata nella capitale, lontana da occhi indiscreti. Nel menù, rispetto alle nostre previsioni, con ogni probabilità non figuravano gli scarpinocc, ma piatti della tradizione romana.
Dopo più di dieci anni il centrodestra torna unito in provincia di Bergamo. I segretari provinciali e i coordinatori regionali dei partiti della coalizione – Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega – si sono ritrovati martedì sera, 7 ottobre, alla trattoria capitolina Da Sabatino, a poche decine di metri dal Pantheon, per sigillare faccia a faccia l’accordo che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici nella Bergamasca.
“Abbiamo definito un percorso comune finalizzato alla costruzione di un centrodestra coeso sul territorio provinciale, in linea con quanto già avviene a livello regionale e nazionale”, spiegano Alessandro Sorte e Umberto Valois (Forza Italia), Carlo Maccari e Andrea Tremaglia (Fratelli d’Italia), Massimiliano Romeo e Fabrizio Sala (Lega). La volontà politica è offrire una rappresentanza compatta alle prossime scadenze elettorali. Su tutte, la sfida per lo scranno più alto di via Tasso in cui il centrodestra presenterà un candidato comune.
Il mandato di Pasquale Gandolfi in Provincia scade formalmente a metà dicembre: come previsto dalla normativa il presidente avrà 90 giorni di tempo per organizzare il voto, che verosimilmente avverrà tra la fine di febbraio e la prima metà di marzo.
Dopo anni di governo della coalizione tra Lega, Forza Italia e Pd, lo scenario che appare più plausibile in Provincia è il confronto tra due candidati. Da un lato il nome scelto dal centrodestra unito, dall’altro l’aspirante del centrosinistra che però, al momento, deve ancora sciogliere le riserve sulla possibile ricandidatura di Gandolfi. I rapporti di forza nei Comuni raccontano di un quadro che pende dolcemente verso destra: comprendendo le diverse inclinazioni delle liste civiche, l’alleanza FdI-FI-Lega ne amministra poco meno del 60%. Il centrosinistra, invece, si ferma intorno al 40%.
Ma l’accordo romano vale anche per i prossimi Comuni al voto: Cologno, Urgnano e Costa Volpino, ma soprattutto Caravaggio e Treviglio. “L’unità – continuano i coordinatori dei partiti – rappresenta la condizione essenziale per affrontare e vincere le sfide future, offrendo ai cittadini bergamaschi amministrazioni efficienti e coerenti con il modello di buon governo espresso a livello nazionale”.
Mentre nella capitale prendeva forma la missione dei vertici provinciali del centrodestra, a Caravaggio si consumava la rottura tra il sindaco Claudio Bolandrini e il circolo locale del Pd che ha ritirato i suoi tre consiglieri dalla maggioranza al termine di un braccio di ferro lungo un mese che ha seguito la proposta del sindaco di portare in giunta a Caravaggio la capogruppo dem di Treviglio, Matilde Tura.
Claudio Bolandrini e Matilde TuraLa crisi, in realtà, risale almeno al 2024, quando il primo cittadino venne eletto in consiglio provinciale nella lista che fa a capo a Forza Italia. Nella serata di martedì Tura, sposata con il segretario regionale di FI Sorte, ha comunicato la sua rinuncia all’incarico di assessore ai Servizi sociali.



