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Javier e l’odissea per aprire la lavanderia: “Tutto pronto, ma da 1 anno aspetto la corrente”
Javier Delgado davanti a LavaCity in via Moroni

La situazione paradossale in cui si trova il titolare di un lavasecco in via Moroni: predisposta l’attività, mancano solo i lavori di aumento della potenza elettrica richiesti a E-Distribuzione e mai completati

Bergamo. L’insegna è pronta da settimane. Basta premere un tasto per accendere i led e illuminarla. Incollati più di 10 mesi fa, i cartelli sulle vetrine recitano “Ci siamo quasi…” e segnalano l’imminente arrivo di una nuova attività.

“Sembra una presa in giro”, l’amaro commento di Javier Delgado, 31enne cubano che da quasi un anno si trova una situazione al limite del paradossale. Nel novembre 2024 il giovane imprenditore ha iniziato a predisporre in via Moroni l’apertura di LavaCity, una lavanderia self-service.

Le lavatrici sono state installate, i locali sono a norma. Tutto è pronto ormai da diversi mesi. A mancare, nonostante l’avvenuta ricezione di tutti i permessi, sono solamente i lavori di aumento della potenza elettrica. Lavori affidati a E-Distribuzione, richiesti a novembre e mai completati. “La situazione è ferma, sembra che ci sian problemi con l’impresa che deve svolgere i lavori – spiega Delgado -. I contratti sono firmati, ma non ho mai avuto una data certa o una risposta concreta”.

Delgado è arrivato in Bergamasca nel 2018 e abita a Pedrengo. “Avere un appuntamento con un operatore qui in zona è praticamente impossibile, al telefono rispondono da Roma e sanno dirmi solo che la pratica è in processo – sostiene -. Abbiamo inviato 5 Pec, ma la risposta è sempre la stessa”.

L’aumento della potenza serve per far funzionare le apparecchiature: dal servizio di 6 kilowatt nel precedente contratto, il titolare ha richiesto un passaggio per poter innalzare la soglia a 50 kW. “Ogni lavatrice richiede quasi 12 kW di potenza – chiarisce -. E-Distribuzione è l’unico distributore locale in città, non posso rivolgermi ad altri”.

In questi mesi sono arrivati puntuali i pagamenti che una qualsiasi attività commerciale si trova ad affrontare: affitto, bollette, spese generali. “Dopo aver investito più di 100 mila euro continuo a pagare senza poter aprire – afferma il titolare -. Non è solo una questione economica, ma di dignità. Si tratta di un progetto pulito, utile per il quartiere. I residenti che passano chiedono spesso informazioni, nella zona non ci sono altre attività di questo tipo”.

Dopo mesi di attesa Delgado si è rivolto ad Arera, l’autorità amministrativa che regola il settore dell’energia elettrica, avviando una procedura di conciliazione. “Stanno calcolando il danno della mancata apertura, chiederò un rimborso dell’affitto e del mancato incasso – conclude -. Mi sono scontrato con un muro di invisibilità e mancanza di responsabilità da parte di chi dovrebbe garantire servizi essenziali”.

lavanderia lavacity via moroniI cartelli incollati alle vetrine

Dopo le opportune verifiche, E-Distribuzione ha confermato che l’impresa a cui si era rivolta non ha effettivamente svolto i lavori nelle tempistiche previste. “Ci impegneremo a risolvere la problematica nel più breve tempo possibile”, rende noto la società.