La lettera
Barchette di carta per la Flotilla, “la scuola deve formare menti critiche, non influenzare coscienze immature”
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una mamma che riflette sulla scelta di una scuola di Bergamo di realizzare le barchette di carta per sostenere la Flotilla
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una mamma che riflette sulla scelta di una scuola di Bergamo di realizzare le barchette di carta per sostenere la Flotilla.
Gentile Direttore,
scrivo in merito all’articolo pubblicato online il 3 ottobre sulle barchette di carta realizzate dagli alunni della scuola primaria Pascoli di Redona.
Come genitore di un bambino di quinta elementare non frequentante quella scuola, desidero esprimere alcune perplessità legate alla scelta di proporre ai bambini un tema così complesso e delicato attraverso un riferimento diretto alla cosiddetta Flotilla, i cui protagonisti sono recentemente balzati alle cronache per vicende giudiziarie e per attività che risultano quantomeno controverse.
Ritengo che sia fondamentale affrontare con i nostri figli i grandi temi della libertà, della pace e del rispetto dei diritti umani. Anzi, credo fermamente che la scuola debba farsi promotrice di questi valori. Tuttavia, farlo attraverso il richiamo a iniziative che si sono tradotte in azioni pericolose, illegali e fortemente politicizzate rischia di trasformarsi in una forma di strumentalizzazione.
I bambini della primaria sono ancora in una fase in cui faticano a distinguere l’azione simbolica dall’azione concreta, e proporre loro un “modello” che non rispecchia i principi della legalità e della sicurezza può diventare fuorviante. I nostri figli hanno bisogno di esempi positivi, costruttivi, che li aiutino a crescere come cittadini consapevoli e liberi.
Come spesso ricordano gli educatori, il compito della scuola non è quello di insegnare cosa pensare, ma come pensare. La neutralità educativa non significa ignorare le grandi questioni del nostro tempo, ma affrontarle con equilibrio, senza cedere alla tentazione di utilizzare esempi divisivi o politicamente orientati.
La scuola ha una responsabilità immensa: formare menti critiche, non influenzare coscienze immature. Per questo credo sia doveroso riflettere su quali strumenti didattici siano davvero adeguati all’età degli alunni e alla delicatezza dei temi trattati.
La mia non vuole essere in alcun modo una presa di posizione nei confronti della Flotilla o di chi ne sostiene le ragioni, bensì un richiamo al ruolo centrale e imprescindibile della scuola come luogo di educazione, crescita e responsabilità.
La ringrazio per l’attenzione e confido possa accogliere e pubblicare questa riflessione, che nasce esclusivamente dal desiderio di tutelare la libertà educativa dei nostri figli per fare sì ognuno di loro, crescendo, sviluppi il proprio pensiero e personalità: è possibile educare senza indottrinare.
Cordiali saluti,
Gloria Invernici


