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Monterosso riparte dal Piccolo Bar. Priyo, 21 anni: “Realizzo il mio sogno”
Priyo davanti al Piccolo Bar di Monterosso

Il giovane ha preso in gestione uno dei locali storici della città: “Vorrei portarlo nel futuro. A cominciare dall’insegna: vorrei fosse nerazzurra, come i colori dell’Atalanta”

Bergamo. Un ragazzo di 21 anni che decide di prendersi cura di uno dei locali storici della città. Potrebbe sembrare una trama da film e invece è la realtà che da qualche giorno anima Monterosso. Lui è Hoque Prifat Priyo, per tutti semplicemente Priyo, ed è il nuovo gestore del Piccolo Bar, punto di riferimento di quartiere che ha appena trovato una nuova vita nelle sue mani.

“Non è solo un’attività commerciale”, racconta, “per me è un sogno che si realizza. Voglio che il Piccolo Bar sia un luogo accogliente, dove chiunque possa sentirsi a casa, unendo tradizione e innovazione”.

La sua storia comincia ai tempi delle superiori. “Cercavo un lavoretto qualsiasi: magazziniere, ristorazione, non importava. Ma quando al centro per l’impiego mi hanno chiesto cosa volessi fare da grande, la risposta mi è venuta spontanea: avere un locale mio. In quell’occasione dissi che un giorno avrei avuto un bar o un ristorante. Ecco, due anni dopo, quel sogno è diventato realtà”.

Per arrivarci, Priyo ha studiato, frequentato corsi di caffetteria e di sala, e fatto pratica. Poi l’esperienza al ristorante Tijuana, che gli ha insegnato il mestiere e gli ha fatto incontrare persone che sarebbero state decisive: i proprietari del locale e il commercialista di famiglia, che lo hanno accompagnato in questo passo. “Mi hanno dato fiducia, i vecchi gestori Salvatore e Tiziana hanno reso possibile tutto, dilazionando l’investimento. Un’occasione da non perdere”.

L’avventura è iniziata ufficialmente il 1° ottobre alle 9,30 del mattino, con una firma dal notaio. “Il bar lavora molto la mattina, ma vorrei spingere anche sugli aperitivi. E poi, essendo vicino allo stadio, ho fatto l’abbonamento a Sky: voglio che qui si possano vivere anche le partite dell’Atalanta. È un bar storico, aperto da 36 anni: ora voglio portarlo nel futuro con piccoli passi, a cominciare dall’insegna che vorrei fare nerazzurra, i colori dell’Atalanta”.

priyo monterosso piccolo barPriyo davanti al Piccolo Bar

Priyo si definisce “curioso, coraggioso e introverso”. Tre aggettivi che raccontano bene il suo carattere: la voglia di fare, ma anche la consapevolezza delle difficoltà. “Questa opportunità mi è stata servita su un piatto d’oro, ma adesso sta a me meritarmela. Non so dove mi porterà: oggi ho raggiunto il primo obiettivo, il prossimo arriverà col tempo. Ai giovani come me dico solo: non abbiate paura. Le difficoltà ci sono, ma bisogna provarci. Viva i giovani che hanno coraggio”.

E allora il futuro del Piccolo Bar riparte da qui. Da un ragazzo di 21 anni, dal sogno di un adolescente diventato progetto. Dalla voglia di restituire qualcosa a Monterosso.