Caravaggio, l’ex convento svela i suoi segreti: affreschi del Seicento riemergono dall’intonaco
La scoperta durante i lavori di riqualificazione dell’ala ovest finanziati con fondi Pnrr. Previsto il restauro delle lunette per 80mila euro, mentre l’edificio ospiterà nuovi alloggi sociali
Caravaggio. Dall’intonaco dell’ex convento dei Frati Conventuali di via Polidoro Caldara spuntano decori e frammenti di affreschi del Seicento. La scoperta è avvenuta durante i lavori di riqualificazione dell’ala ovest dell’edificio, intervento finanziato con le risorse del Pnrr attraverso l’Azienda consortile Risorsa Sociale Gera d’Adda.
“Durante le prime fasi dei lavori è avvenuto un imprevisto e suggestivo ritrovamento: lungo il porticato, sotto diversi strati di intonaco, sono emersi decori e frammenti di affreschi – spiega il sindaco Claudio Bolandrini -. Dopo aver condiviso la scoperta con la Soprintendenza si è deciso di comune accordo di procedere al recupero di queste preziose vestigia del passato per concedere alla comunità intera la possibilità di tornare a fruire della loro bellezza da tempo nascosta e addirittura dimenticata”.
Il progetto non si limita al recupero edilizio, ma interviene anche sulla tutela artistica. Nella galleria dell’ala ovest sono presenti tre lunette affrescate agli inizi del Seicento, parte del ciclo dedicato alle storie di San Bernardino. Per queste opere è stato predisposto un investimento di circa 80mila euro: 28mila per la prima, 35mila per la seconda e 16mila per la terza. I lavori, che dureranno dai due ai quattro mesi per ciascun intervento, mirano a restituire leggibilità e stabilità alle superfici pittoriche, oggi compromesse dal tempo e dall’umidità.

“San Bernardino è un simbolo della nostra comunità – aggiunge Bolandrini – e ogni elemento che viene riportato alla luce ci racconta un pezzo di storia che non possiamo permetterci di perdere”.
Parallelamente alla valorizzazione artistica, il progetto di rigenerazione del convento prevede la realizzazione di un complesso abitativo all’interno dello storico edificio. La struttura ospiterà, quindi, alcune piccole unità abitative e un alloggio a uso collettivo di maggiori dimensioni, con due unità per quattro posti dedicate ad anziani autosufficienti, due unità per quattro posti destinate a prima abitazione per l’emergenza abitativa e quattro unità per undici posti riservate a persone con disabilità, oltre a un posto per l’assistenza.
Complessivamente sono previsti una ventina di residenti su una superficie di circa 950 metri quadrati. I costi stimati per l’intera operazione ammontano a 1,565 milioni di euro.
“La riqualificazione con finalità sociale e inclusiva di un edificio storico da tempo dismesso e la riscoperta e valorizzazione del patrimonio storico e artistico custodito nei secoli sono gli obiettivi che il progetto di rigenerazione urbana intende perseguire – prosegue il sindaco -. Per vincere questa sfida, ambiziosa e affascinante, oltre che fare affidamento sulle competenze professionali delle maestranze coinvolte nei lavori, tramite lo strumento dell’Art Bonus torniamo a rivolgerci con fiducia ai mecenati contemporanei”.
“La speranza – aggiunge il primo cittadino – è che la loro generosità e amore per l’arte, che hanno consentito alla chiesa di San Bernardino di ritrovare la sua originale bellezza, restituiscano alla comunità l’ex convento dei francescani. Per Caravaggio sarebbe la miglior forma di celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi”.
I lavori, iniziati lo scorso aprile, offriranno una duplice opportunità: restituire alla comunità un immobile di valore storico e culturale e garantire spazi abitativi a misura delle esigenze di anziani, persone con disabilità e cittadini in difficoltà, mantenendo vive le relazioni sociali con la comunità.

L’intervento si sviluppa in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, con l’obiettivo di far rivivere un edificio ricco di storia e di tracce del passato degne di essere riportate alla luce, inserendo nuove funzioni dedicate all’inclusione sociale e alla disabilità, e dotando la struttura di moderni impianti e servizi.
“Il recupero degli affreschi – conclude Bolandrini – rappresenta una responsabilità e al tempo stesso una grande opportunità: restituiremo ai cittadini un luogo che non è solo di culto, ma anche di memoria e identità”.


