Bergamo-Treviglio, il fronte comune del “no” degli ex candidati dem
La conferenza con i circoli Pd di Treviglio, Dalmine e Boltiere per presentare le osservazioni al progetto autostradale
Treviglio. Un fronte comune di ex candidati sindaco dem si schiera contro la nuova autostrada Bergamo-Treviglio. Matilde Tura (Treviglio), Renato Mora (Dalmine) e Gerardo Racano (Boltiere), insieme alla segretaria del Pd di Treviglio Mariagrazia Morini e al segretario del Pd di Dalmine Francesco Caldarone, hanno presentato in conferenza stampa le osservazioni al progetto, definito “costoso, impattante e di dubbia utilità”.
“Non si tratta di una presa di posizione ideologica – hanno chiarito – ma del frutto di uno studio critico dei documenti e del confronto con i cittadini”.
Per Caldarone “questo gigantismo autostradale lombardo viene presentato come sinonimo di progresso, quando in realtà significa condannare il territorio a un modello superato, che consuma suolo fertile e frammenta gli ecosistemi”.
Mora ha evidenziato i rischi per Dalmine: “L’opera insisterà per 800 metri, su oltre 20mila metri quadri, con cantieri che porteranno i mezzi pesanti a passare in centro abitato. Le frazioni di Sabbio e Guzzanica – aggiunge – saranno schiacciate tra infrastrutture, le aziende agricole rischiano la chiusura e i terrapieni previsti, alti fino a 7-8 metri, sarebbero un pugno nell’occhio”.

Racano ha poi affondato il colpo indicando l’infrastruttura un'”opera ignobile” per Boltiere: “Il casello insisterà sull’ultimo suolo agricolo protetto, colpendo decine di aziende a conduzione familiare. Persino le ciclabili come compensazione non sono state prese in considerazione”.
“Il progetto – ha aggiungo Morini – è difforme dall’idea originaria, non raggiunge più gli obiettivi iniziali e non ha un piano economico-finanziario. Al traffico non si risponde con più strade, ma con politiche differenti”.
Sul fronte tecnico Tura ha invece ricordato che “il progetto cita ancora il Pgt del 2012 di Treviglio, quando quello vigente è del 2024. Le norme attuali vietano alterazioni agli alvei storici e tutelano il terrazzo del Gerundo, prescrizioni non considerate. A nord sono previste barriere verdi e gallerie, a sud – dove insiste Treviglio – nulla”.
Diverse le osservazioni tecniche messe nero su bianco dai democratici, tra cui: alcune aree di cantiere sarebbero troppo vicine ai quartieri residenziali e, pertanto, andrebbero spostate per limitare i disagi. La falda freatica nelle zone in trincea, soprattutto a Badalasco, richiederebbe, invece, un monitoraggio più puntuale. Va inoltre considerato l’inquinamento da cromo esavalente presente tra via Pontirolo e via Ada Negri, prevedendo controlli durante gli scavi e la movimentazione dei materiali.
Le osservazioni dei circoli confluiranno nel documento che sarà inviato entro il 3 ottobre al Ministero dell’Ambiente, insieme a quelle di Legambiente e del comitato No Autostrada. Nel frattempo sono state raccolte circa 700 firme contro il progetto.


