La prevenzione
Il tumore al seno si può battere: la prevenzione è fondamentale
Una donna su otto rischia di svilupparlo nel corso della vita, ma oggi, grazie alla diagnosi precoce, l’85% dei casi si risolve con una guarigione completa
Perché è così importante prevenire il tumore al seno?
“È importante prevenire il tumore al seno perché è sicuramente è la patologia più frequente nella donna: tenete presente che, statisticamente, una donna su otto, nel corso della propria vita, rischia di avere un tumore al seno e in questi ultimi anni in Italia si è avuto un deciso incremento nell’incidenza di questi casi, fortunatamente accompagnato anche da una riduzione della mortalità, con una completa guarigione da parte della paziente. Tutto ciò grazie alla diagnosi precoce, ossia all’individuazione di tumori molto piccoli, quando non sono ancora individuabili tramite palpazione”.
Non tutti i tumori al seno sono uguali?
“No, ci sono vari gradi, ci sono varie tipologie, ci sono varie dimensioni: per questi motivi individuare un tumore quando è molto piccolo, incrementa le possibilità di una guarigione completa della paziente e un iter terapeutico meno invasivo rispetto a quello previsto nei casi di un tumore in fase molto più avanzata”.
Qual è la percentuale di guarigione per i tumori al seno?
“Siamo arrivati a un 85% di guarigione completa a 5 anni dal momento della diagnosi”.
È ancora importante l’autopalpazione?
“Sì, è sicuramente fondamentale, perché comunque tante volte si presenta una donna che spiega di aver percepito un nodulo, per cui sicuramente è un aspetto importante. Quello però a cui noi miriamo è la diagnosi precoce, ossia individuare un tumore quando non è palpabile e questo oggi è possibile grazie alla tecnologia degli strumenti di diagnosi che sono diventati sempre più performanti”.
Quali sono gli esami più importanti per una diagnosi precoce?
“La mammografia sicuramente è ilgold standard per quanto riguarda il carcinoma della mammella. In questi ultimi anni da una mammografia 2D a una mammografia 3D, la cosiddetta mammografia digitale con tomosintesi che, a differenza della precedente, ci dà la possibilità di studiare la mammella a strati sottili e questo è molto importante soprattutto per le pazienti più giovani, perché ci perette di evidenziare delle piccole variazioni del tessuto ghiandolare mammario. Le nostre sedi di Bergamo e Zingonia sono attrezzate proprio con mammografi con tomosintesi“.
Che vantaggio comporta la mammografia con tomosintesi?
“È un esame che dura pochi secondi in più e che ci permette di evidenziare il 40% in più di tumori rispetto a prima”.
Alla mammografia si deve poi sempre accompagnare all’ecografia?
“Nella maggior parte dei casi sì, soprattutto quando abbiamo a che fare con delle mammelle dense, cioè le cosiddette mammelle giovani, noi mammograficamente possiamo non vedere alcune piccolissime lesioni: in questi casi l’ecografia ci aiuta”.
A che età è giusto sottoporsi anche all’esame ecografico?
“Consiglio una prima ecografia a 30 anni: io vedo che tante volte i senologi le consigliano anche dai 25 anni in su. I ginecologi ad esempio dopo una gravidanza, un allattamento consigliano sempre di fare un’ecografia, quindi io direi che sicuramente dai 30 anni in su l’ecografia fino ai 40 anni è bene farla”.
In assenza di problemi particolari ogni quanto bisogna sottoporsi a controllo?
“Lo screening della Regione Lombardia prevede dai 45 anni ai 50 una mammografia ogni anno e dai 50 ai 75 ogni 2, questo non vuol dire che dopo i 75 le donne non si devono più controllare. Oltre i 75 anni la donna andrà dal suo medico di base e si farà fare la richiesta e almeno ogni 2 anni dovrà fare la mammografia. Ho visto anche donne di 80-90 anni con tumore al seno: è chiaro che sono più rare, però ci sono, per cui una mammografia ogni 2 anni, fino a una certa età la consiglio. Allo stesso modo, anche se lo screening inizia dai 45 anni, non vuol dire che una donna prima dei 45 anni non debba farsi controllare, anzi io consiglio sempre dai 40 anni iniziare a fare una mammografia accompagnata da un’ecografia“.
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