“Fragilità riflesse”, a Palazzo Creberg l’arte di Viveka Assembergs
L’esposizione verrà inaugurata sabato 4 ottobre alle 11 al Palazzo Storico del Credito Bergamasco
Bergamo. Nella storica sede di Palazzo Creberg, dal 4 ottobre 2025 al 15 gennaio 2026, i visitatori potranno ammirare uno straordinario lavoro site-specific di Viveka Assembergs. La mostra, dal titolo “Fragilità Riflesse” è curata da Angelo Piazzoli e Marcella Cattaneo.
“L’esposizione, profonda e solenne nella sua imponenza, – sottolinea Angelo Piazzoli, presidente di Fondazione Creberg e curatore della mostra – si innesta nel nostro percorso volto ad assicurare una doverosa valorizzazione ai Maestri della scultura bergamasca in un progetto pluriennale, indirizzato ad attribuire il meritato rilievo alla splendida stagione artistica del Novecento e dei primi lustri del nuovo Millennio, nella nostra città. Dopo le molteplici esposizioni personali dedicate nel tempo a importanti scultori (pensiamo, negli anni più recenti, a Gianni Grimaldi, Giacomo Manzù, Ugo Riva, Piero Cattaneo, Giancarlo Defendi), la nostra proposta per l’autunno 2025 si concentra sulla figura di Viveka Assembergs, la cui ricerca è sempre stata indipendente, ben riconoscibile, dotata di autonomia di pensiero e di accenti personali
inconfondibili”.
La mostra a Palazzo Creberg
L’installazione è rappresentativa della ricerca più recente di Viveka Assembergs artista di origini svedesi ma bergamasca d’adozione. Sottolinea Angelo Piazzoli: “Quando, nel corso del 2024, proposi a Viveka di progettare un evento espositivo presso di noi, a Palazzo Creberg, detti per scontato che le avremmo dedicato una mostra antologica che raccogliesse il meglio della sua qualificata produzione scultorea. La quantità e la qualità delle opere presenti nella stupenda casa-studio di Ca’ del Lupo, in Torre Boldone, ci avrebbe permesso di allestire una interessante esposizione – con la
possibilità di scandagliare in profondità tutti i temi indagati dall’artista nella sua vivace carriera – con eccellenti esiti estetici e contenutistici”.
“Ma Viveka non si accontentò – prosegue il curatore – chiedendomi di poter attuare un intervento innovativo; si illuminò quando le dissi ‘Questo è il Palazzo; faccia lei’. In un contesto di libertà assoluta, grazie a innata creatività e ferrea disciplina, Assembergs si mise in gioco, realizzando un lavoro monumentale, ardito, originale e
impegnativo, per il quale si è spesa a dismisura, rispettando i tempi stabiliti, molto ridotti in relazione alla complessità del lavoro e realizzando un’opera sicuramente mirabile”.
L’installazione
“In questa mostra – evidenzia Angelo Piazzoli – protagonista unica e assoluta è l’installazione che l’artista ha realizzato appositamente per Palazzo Creberg; rappresenta un ‘unicum’ in termini di dimensione partendo dal Salone Principale, elevandosi attraverso l’apertura del Loggiato, attestandosi alla copertura del Cavedio. Nonostante la mole (11,52 metri di altezza) e il numero elevato di manufatti che la compongono (ben 36 sculture), l’opera è di grande leggerezza librandosi in modo etereo nei vuoti dell’edificio, quasi volando negli spazi aperti”.
Non avendo lavorato su commissione specifica e determinata a produrre qualcosa di nuovo, Assembergs ha affrontato i vasti spazi di Palazzo Creberg con poetica strategia, concentrandosi quindi su un unico, potente lavoro.
“L’invito di Angelo Piazzoli ad esporre al Palazzo, a sorpresa, – afferma l’artista – si rivela un invito ad una completa libertà di espressione. Troppo spesso si obbligano le opere in spazi ove cercano la loro dignità, in attesa di essere accolte nel luogo ideale, nel quale acquisire nuova vita ed energia. Mi viene dunque concessa l’opportunità di contaminare questo prestigioso ambiente che considero uno spazio liminale. Una architettura nella quale la luce entra senza nascondersi, con geometrie essenziali. Lo percepisco “vuoto”, fuori dal tempo, straniante. I suoni sono lontani, le persone si muovono senza che i loro passi si possano contare. “Fragilità riflesse” nasce in 52,69 secondi. Il tempo di percorrenza veloce che ho impegnato dall’ufficio di Angelo Piazzoli all’uscita dal Palazzo. Percorso interrotto pochi secondi, per osservare l’affaccio dalla balconata ed infine per volgere lo sguardo al lucernario.
Viveka Assembergs prosegue con un commento molto intimo e personale: «Generare un’opera in un tempo così breve richiede una visione che forse solo a chi “muore per rinascere” è concesso rappresentare. A quella intuizione, sono seguiti dodici mesi di lavoro per realizzare l’opera qui esposta”.
“Le opere di Viveka Assembergs – afferma infatti la curatrice Marcella Cattaneo – trattano per lo più presenze femminili, proiezioni di sé, se non addirittura autorappresentazioni
attraverso il processo del calco, forma duale che suppone insieme la perdita dell’origine e la somiglianza per contatto, in un rapporto con il tempo potente e di “sopravvivenza”. L’indagine di Assembergs che si addensa intorno all’umano, non può non estendersi a comprendere la dimensione animale. In modo episodico e poi, negli ultimi anni, con una certa ricorrenza e ritualità, l’artista si avvicina al cosiddetto post umanesimo, attraverso cui vengono esaltati i concetti di co-dipendenza
e co-evoluzione tra uomo e animale”.
“In ‘Fragilità riflesse’ – approfondisce Marcella Cattaneo – la grandiosa installazione appositamente concepita per lo spazio centrale di Palazzo Creberg, questo sconfinamento tra i generi, questo scambio osmotico è posto in grande evidenza.
All’apparente “innocuità” del titolo assegnato all’intervento artistico, fa da contrappunto un’azione plastica che si misura in modo ardito con la gravità e l’ambiguità. Dall’alto della copertura architettonica, in una sorta di sciame cala una serie fitta di presenze zoomorfe, che, via via ci si approssima al suolo, diventa sempre più definita nel suo aspetto, ma mai descrittiva».
Conclude la curatrice: “Nella narrazione sviluppata dall’artista, un ruolo centrale spetta alla concretizzazione e personificazione delle emozioni; i lupi, e prima ancora le spoglie pellicce di questi, spostano l’asse di lettura, decentrando la rappresentazione dell’umano; la scultrice non vuole dar corpo ad una scena dinamica dominata da due antagonisti, la figura umana e il gruppo di animali, questa rappresentazione è metafora di una dimensione interiore, intensa e persino per certi versi disturbante. Le pelli, sottoposte a differenti operazioni di calco e riproduzione in fibra di vetro, piegatura, stratificazione e cromia, si fanno da un lato scudo e dall’altro involucro memoriale; l’idea di cavità allude al corpo per il tramite della sua assenza, portando con sé uno stato ambivalente in cui il dolore si alterna al conforto”.
“Fragilità riflesse” è dunque l’approdo di un lungo cammino. «Il tunnel del dolore e della sofferenza – commenta l’amico scultore Ugo Riva, nel testo a catalogo – l’hanno posta davanti alla fatidica domanda: chi sono io? Ovvero: qual è il mio scopo qui e ora? La sua risposta è stata: “la mia scultura!” “Fragilità riflesse” diventa così
motivo di salvezza, di sublimazione del dolore e dell’angoscia di vivere: ecco appunto il dolore che si fa materia, esce dalle corde più profonde dell’anima ed entra nelle fibre delle garze, si piega nelle code di ferro dei cani, si sfuma nelle patine fatte di terre naturali e sublima fino al cielo. Ora questo dolore lo può guardare da fuori, prenderne atto e dire: “sei lì, ti conosco, mi hai devastato ma non mi fai più paura”‘.
Anche la riflessione di Carlo Jacopo Assembergs, in un bel testo a catalogo, è in linea con il pensiero di Ugo Riva e riassume altri elementi interessanti sulla ricerca della scultrice: «Il nucleo tematico dell’opera esplora la condizione di fragilità dell’uomo, intesa sia a livello corporeo sia psichico, legata ad un invadente senso di paura e timore, simboleggiato dalla figura del lupo. Quest’ultimo, tuttavia, non agisce con fare minaccioso, ma coesiste con l’uomo, riflettendo il lato più profondo, tenebroso e nascosto della sua interiorità». «Sebbene nella recente produzione scultorea dell’artista – chiosa Carlo Jacopo Assembergs – la presenza di vuoti è un elemento ricorrente, in quest’opera essi vengono richiusi, creando cicatrici visibilmente plastiche che alimentano una profonda idea di salvezza e redenzione. Questo pensiero si consolida nella riscoperta di una forza insita nell’essere umano che, anche se latente, riemerge nei momenti di maggior bisogno”.
“’Fragilità riflesse’ – conclude Angelo Piazzoli – è frutto delle introspezioni di un libero pensiero e di un lavoro paziente, innovativo e impegnativo. Non rappresenta un salto nel vuoto ma il transito verso un futuro di speranza, che trae linfa dal passato, valorizzandolo in nuovi ambiti di libertà espressiva, senza lasciarsene appesantire”.
L’artista – Nota biografica
Viveka Assembergs nasce a Stoccolma, Svezia, nel 1959. In Italia sin dall’infanzia, si diploma presso il Liceo Artistico Statale di Bergamo. Inizia l’attività lavorativa come grafica pubblicitaria ma trova la giusta condizione per esprimersi attraverso la scultura.
La sua prima mostra personale, “Occorrono le Ali”, presentata da Domenico Montalto, si svolge nel 2007 presso il Centro San Bartolomeo di Bergamo. Finalista del concorso Arte Mondadori del 2009, espone l’opera selezionata Bau-Cette al Museo della Permanente di Milano. Dopo numerose esposizioni in Italia, nel 2014 inaugura la sua prima mostra internazionale a Berlino, nel 2015 porta la mostra “Here-Elsewhere” in Svezia e l’anno seguente espone a Barcellona. Nel 2017, con la mostra “Passaggio”, l’artista espone presso la sede storica del Credito Bergamasco, nel cuore della città di Bergamo, un’opera con cui esegue una performance sonora. L’anno successivo presenta al pubblico opere in vetroresina tratte da calchi del proprio corpo allo spazio espositivo comunale “Le Stanze”, di Trescore Balneario, Bergamo. L’opera La
linea della vita è esposta permanentemente presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, nell’ambito del progetto “The Tube One”. Vince il concorso per la realizzazione della Via Crucis del Sentiero di Colle San Giovanni di Sotto il Monte, Bergamo. Nell’Ottobre 2021, prima della sua collocazione definitiva, viene presentata al grande pubblico con la mostra “Passio-Continua”, al Palazzo della Ragione nel cuore di Bergamo Alta. Nel 2023, nell’ambito di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, cura un progetto per conto della Fondazione Adriano Bernareggi ed espone nella sede dell’ex Ateneo in Città Alta le due opere Trappole per anime, avvalendosi della collaborazione di ragazzi delle scuole medie. Nello stesso anno, con la mostra “Dopo Manzù, dialogo tra sei scultori e un Maestro” presso il Castello di Pagazzano, presenta un nuovo oggetto di ricerca: il lupo. Nel Marzo 2024, partecipa alla mostra “Animalia” presso il Castello di Palazzolo Sull’Oglio, Brescia. Nell’anno in corso rientra sul territorio con l’esposizione “Non Detto” presso il Palazzo Municipale Sala ‘Virgilio Carbonari’ a Seriate, Bergamo. Viene nominata nel 2020 membro della Commissione Diocesana per l’Arte Sacra e i Beni Culturali della Curia di Bergamo. Docente di Scultura e Metodi e tecniche di scultura II e scultura III presso L’Accademia d’Arte Santa Giulia di Brescia dal 2020 al 2024. Vive e lavora a Torre Boldone, Bergamo.
Presentazione – luogo di mostra – orari di apertura – catalogo
La mostra, allestita nel Salone Principale del Palazzo Storico del Credito Bergamasco, è visitabile dal 4 ottobre 2025 al 15 gennaio 2026 (nei giorni feriali, dalle 9 alle 13) con ingresso libero.
Prima apertura straordinaria – sabato 4 ottobre 2025
– Ore 10.00 – 19.00, apertura del Palazzo Storico del Credito Bergamasco (Banco BPM) in Bergamo, Largo Porta Nuova, 2.
– Ore 11.00 presentazione ufficiale della mostra nel Salone Principale di Palazzo Creberg con interventi di Angelo Piazzoli, Marcella Cattaneo, Viveka Assembergs (nell’occasione si terrà una breve illustrazione della esposizione parallela dedicata al Progetto “Grandi Restauri 2025” che trova posto nel loggiato, nel corridoio direzionale e nella sala consiliare dello Storico Palazzo, con undici capolavori restaurati nel 2025 da Fondazione Creberg).
Seconda apertura straordinaria – sabato 18 ottobre 2025
– Ore 10.00 – 19.00, in concomitanza con iniziativa “E’ cultura”, promossa da ABI (Associazione Bancaria Italiana), a cui aderiscono Banco BPM, con l’apertura dei principali palazzi storici del gruppo, e Fondazione Creberg con la messa a disposizione delle due mostre a palazzo Creberg.
Nei giorni di sabato 4 ottobre e sabato 18 ottobre le esposizioni saranno visitabili liberamente dalle 10.00 alle 19.00; per chi lo desidera, verranno offerte visite guidate gratuite ad entrambe (con inizio alle ore 10.30, 11.30, 12.30, 14.30, 15.30,
16.30, 17.30, 18.30).
Per la mostra “Fragilità riflesse”, a tutti i visitatori verrà consegnato, come sempre gratuitamente, il catalogo edito dalla Fondazione Credito Bergamasco (testi di Angelo
Piazzoli, Marcella Cattaneo, Ugo Riva, Viveka Assembergs e Carlo Jacopo Assembergs).


