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Sono 1667 gli operatori sanitari uccisi a Gaza: il 2 ottobre un Flash mob degli ospedali italiani

Le reti “Digiuno Gaza” e “Sanitari per Gaza” si sono mobilitate per l’organizzazione dell’evento. Sarebbe coinvolte anche le strutture dell’Asst Bg Est e Ovest

Gli ospedali italiani non rimangono di certo inerti dinanzi a quello che sta succedendo sulla Striscia di Gaza. Le reti “#DigiunoGaza” e “Sanitari per Gaza” si sono mobilitate per organizzare nella serata (alle 21) di giovedì 2 ottobre il più grande e diffuso flash mob mai realizzato in Italia da quando è iniziato l’attacco israeliano a Gaza: “Luci sulla Palestina: 100 ospedali per Gaza”. Lo scopo è quello di ricordare i nomi dei 1667 colleghi uccisi (dei 60.000 palestinesi morti negli ultimi due anni) a Gaza. In tutta Italia saranno accese torce, lampade e lumini per irradiare simbolicamente la notte.

Tra i 180 ospedali che aderiranno all’iniziativa sarebbero incluse anche le strutture ospedaliere bergamasche dell’Asst Est e dell’Asst Ovest. Quello che andrà in scena il 2 ottobre sarà il secondo appuntamento in poche settimane che coinvolge gli operatori del servizio sanitario. Infatti il 28 agosto ci fu la Giornata nazionale di digiuno contro il genocidio palestinese. In quell’occasione parteciparono oltre 30 mila operatrici e operatori.

Si stima che saranno decine di migliaia le lavoratrici e I lavoratori della sanità che parteciperanno. Tra le regioni con le adesioni più alte presenti Lombardia, Toscana, Sardegna, Puglia, Lazio e Emilia Romagna. Molte anche le associazioni e i sindacati che saranno presenti al flash mob in tutta Italia.

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“Prevediamo una partecipazione con numeri record. Le adesioni stanno crescendo di ora in ora”. Fanno sapere dal comitato promotore. “Sono state attivate ben 15 chat regionali con migliaia di iscritti, attraverso cui stiamo coordinando l’ organizzazione del più grande e diffuso flash mob che sia mai stato realizzato in Italia da quando è iniziato l’ attacco israeliano a Gaza. Una mobilitazione dal basso, amplissima e diffusa su tutto il territorio nazionale che è la dimostrazione di come nel mondo della sanità, e in tutto il Paese, l’indignazione contro il genocidio palestinese sia forte e dilagante, un’ onda che monta ogni giorno. Stiamo protestando da mesi e non ci fermeremo fino a che le Istituzioni non agiranno concretamente ed a tutti i livelli. Come sanitari e sanitarie non possiamo rimanere a guardare mentre si compie un genocidio, è nostro dovere mobilitarci”.

“Chiediamo che il Governo, le Regioni, le nostre Aziende sanitarie ed i Comuni – sottolineano le due reti promotrici- agiscano subito, che adottino atti ed impegni formali contro il genocidio del popolo palestinese. Chiediamo che sia avviato il boicottaggio immediato della azienda farmaceutica israeliana Teva, un’azienda che non solo è complice del governo israeliano nelle politiche di occupazione e apartheid, da cui trae profitti, ma è anche attivamente coinvolta nel genocidio. Tutti devono fare la loro parte, anche e soprattutto il Governo italiano che deve fare pressione su Israele e interrompere accordi e forniture militari. Questo è il senso della nostra mobilitazione. Ci uniamo a tutti i movimenti che in Italia e in tutta Europa chiedono di fermare il genocidio, a partire dalla Global Sumud Flottilla la cui iniziativa umanitaria e politica seguiamo e sosteniamo con forza e ammirazione. Giovedì sera davanti ai nostri ospedali alzeremo all’unisono le nostre voci, ci uniremo da terra alla Flotilla in mare e renderemo omaggio, leggendo tutti i loro nomi, agli oltre 1677 colleghi e colleghe uccise mentre assistevano e curavano la popolazione di Gaza”.