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Antinfluenzale per bambini e ragazzi, il pediatra: “Perché è importante vaccinarli”

Il dottor Luigi Greco, noto pediatra e consigliere dell’Ordine dei Medici di Bergamo: “Le somministrazioni iniziano il 1° ottobre”

Mercoledì 1° ottobre prende il via la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2025/2026. Fra le categorie a rischio, alle quali viene raccomandata la vaccinazione, ci sono i bambini e i ragazzi dai 6 mesi ai 17 anni.

I più piccoli, ossia i bimbi tra i sei mesi e i due anni potranno essere vaccinati con il vaccino intramuscolare, mentre per la fascia d’età dai due ai diciotto anni è disponibile quello spray nasale. Per saperne di più, abbiamo intervistato il dottor Luigi Greco, noto pediatra e consigliere dell’Ordine dei Medici di Bergamo.

Quando inizia la campagna vaccinale per bambini e ragazzi? E dove è possibile vaccinarli?

La campagna vaccinale 2025/2026 prenderà il via il 1° ottobre come per le altre fasce d’età. Bambini e ragazzi potranno ricevere la vaccinazione dal proprio pediatra di famiglia (se aderisce) o da un altro pediatra della Forza Associativa o della ATF (Aggregazione Funzionale Territoriale, ndr). Considerando che c’è stata un’adesione massiccia dei pediatri di famiglia, però, non dovrebbero esserci particolari problemi. Inoltre, sarà possibile vaccinarsi recandosi nei centri vaccinali sul territorio oppure partecipando ai Vaccination Day che verranno pubblicizzati dalle Asst.

La vaccinazione è consigliata?

Si, bambini e ragazzi fanno parte delle categorie a rischio, cioè sono una delle fasce di popolazione a cui la vaccinazione è raccomandata, soprattutto quelli di età inferiore ai sei anni. I bimbi tra i sei mesi e i due anni potranno essere vaccinati con il vaccino intramuscolare, mentre i bambini e i ragazzi dai due ai diciassette anni con il vaccino spray nasale, che ormai viene somministrato da diversi anni. Va ricordato, infine, che per chi è al di sotto dei nove anni d’età e riceve la vaccinazione per la prima volta è necessario effettuare un richiamo a distanza di un mese, mentre coloro che l’hanno già ricevuta in passato almeno una volta basta un’unica somministrazione.

Ci sono controindicazioni o effetti collaterali?

Dopo la somministrazione possono verificarsi temporanei effetti collaterali locali. Per esempio, se si effettua il vaccino intramuscolare è possibile che si riscontri gonfiore nella zona dove è avvenuta l’inoculazione oppure che salga la febbre a distanza di 24 ore, ma è raro. Nel caso dello spray nasale, invece, potrà esserci una temporanea sensazione di congestione nasale oppure febbre a distanza di 48 ore, ma non è nulla di grave. Va annotato che lo spray nasale non può essere co-somministrato con altri vaccini vivi attenuati – come quello contro il morbillo, la parotite, la rosolia e la varicella – che contengono agenti patogeni vivi ma indeboliti in laboratorio per non causare la malattia, pur stimolando una risposta immunitaria. I bambini effettuano questi ultimi al quindicesimo mese di età ma, qualora qualcuno non li avesse effettuati per motivi particolari, non non può avere la co-somministrazione.

Lo spray nasale può essere somministrato a tutti dai due ai diciotto anni?

Non va somministrato ai bambini e ai ragazzi immunodepressi e a chi, fra loro, ha familiari o conviventi immunodepressi, per esempio chi vive con un adulto che sta svolgendo una cura immunosoppressiva. Trattandosi di vaccini vivi attenuati, infatti, è possibile il contagio se si è a stretto contatto con una persona immunodepressa, mentre agli altri non fa nulla. Come sempre, è importante vaccinarsi, ma quest’anno lo è ancora di più considerando l’aggressività che il virus ha dimostrato nell’emisfero australe.

Ci spieghi

I dati relativi all’andamento dell’influenza nell’emisfero australe ogni anno forniscono un’idea di ciò che potrebbe accadere da noi a distanza di pochi mesi. Non è matematico, ma si è visto che in Australia la stagione è stata piuttosto impegnativa.

Per concludere, il vaccino è sicuro?

È assolutamente sicuro e protegge, quindi non ha senso esporre i bambini a rischi maggiori facendo loro prendere la malattia invece di vaccinarsi. Il vaccino consente di evitare l’insorgere di complicanze e il rischio di contrarre l’influenza in forma severa, ma al tempo stesso riduce e di fatto evita la trasmissione. Non va trascurata nemmeno la vaccinazione anti-Covid, che si può ricevere nei centri vaccinali, soprattutto per i ragazzini dai dieci anni in su. Bambini e ragazzi, infatti, possono contagiarsi ma anche trasmettere la malattia. I più piccoli, almeno sinora, tendenzialmente la sviluppano in forma non severa, ma non ha senso esporli. Inoltre, per i bambini nati dall’aprile al settembre 2025 va raccomandato l’anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale, responsabile della bronchiolite.