Al via la campagna antinfluenzale: “Quando, dove e come prenotarsi per il vaccino”
La dottoressa Nicoletta Castelli, direttore sanitario di Ats Bergamo: “La somministrazione inizia il 1° ottobre partendo dagli anziani e dai pazienti fragili. Dal 13 ottobre sarà offerta a tutti”
È tutto pronto per l’inizio della campagna vaccinale antinfluenzale 2025-2026. Il vaccino è raccomandato per tutti, in modo particolare per le persone più fragili come gli anziani, i pazienti immunocompromessi, chi ha patologie croniche, le donne in gravidanza e i bambini.
La vaccinazione viene ripetuta annualmente poiché il virus subisce dei cambiamenti (mutazioni) rispetto all’anno precedente, per i quali si necessita di un nuovo e specifico vaccino aggiornato e rimodulato in base alle varianti circolanti.
Le somministrazioni in Regione Lombardia cominceranno il 1° ottobre – partendo dai soggetti a rischio – e dal 13 ottobre sarà offerta gratuitamente a tutti i cittadini che ne facciano richiesta.
Abbiamo intervistato la dottoressa Nicoletta Castelli, direttore sanitario di Ats Bergamo per saperne di più.
Quando inizia la campagna antinfluenzale e quali sono le tappe principali sul nostro territorio?
La campagna vaccinale antinfluenzale 2025-2026 avrà inizio mercoledì 1° ottobre. Come tutti gli anni, la vaccinazione viene offerta gratuitamente a cominciare dai soggetti a rischio per età o per la presenza di patologie, ossia agli over 65 e ai malati cronici, ma anche alle donne in gravidanza, a tutto il personale sanitario, ai caregiver, ai conviventi e agli assistenti di individui fragili. A loro si aggiungono i soggetti che svolgono attività di pubblica utilità come le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e gli insegnanti, e chi appartiene a categorie professionali che possono mettere in contatto con virus influenzali anche provenienti da parte animale come veterinari, allevatori e macellai. Successivamente, dal 13 ottobre, la somministrazione della vaccinazione sarà aperta gratuitamente alla popolazione in generale.
La data del 1° ottobre è certa?
Si, quella del 1° ottobre è ufficialmente la data d’inizio della campagna su tutto il territorio lombardo. Sabato 18 e domenica 19 ottobre, in Bergamasca, le tre Asst del territorio (Asst Papa Giovanni XXIII, Bergamo Est e Bergamo Ovest, ndr) effettueranno aperture straordinarie in cui sarà possibile vaccinarsi. Questa due giorni viene organizzata per favorire l’accesso ai lavoratori o a chi a causa di varie problematiche farebbe fatica a effettuare la vaccinazione nel corso della settimana. Oltre alle tre Aziende Socio Sanitarie Territoriali, sono impegnati i medici di medicina generale e, per i minori, i pediatri di libera scelta. L’accesso a questa tipologia di offerta è definito dal singolo medico, quindi bisogna rivolgersi a lui per avere le informazioni su quando potrà effettuare la somministrazione. Inoltre, aderiscono alla campagna le farmacie di comunità, che con il loro impegno forniscono ulteriori possibilità per ricevere il vaccino.
Come si effettuano le prenotazioni?
Per vaccinarsi dal proprio medico di medicina generale bisogna contattarlo e accordarsi direttamente, mentre per effettuarlo in farmacia la prenotazione va fatta attraverso l’applicativo regionale “prenota salute”, che si adopera quando si deve effettuare qualsiasi prestazione sanitaria. Quest’ultima modalità si utilizza anche per prenotare la vaccinazione nei punti vaccinali delle tre Asst. Aggiungo un inciso: nei punti vaccinali delle Asst le donne in gravidanza possono accedere liberamente, senza la necessità di prenotare. A completare la panoramica della campagna, ci sono le vaccinazioni effettuate nelle Rsa e nei centri diurni, dove i vaccini vengono eseguiti limitatamente ai pazienti e agli operatori sanitari e non. Lo stesso vale per le strutture ospedaliere non pubbliche (private e accreditate), dove la somministrazione viene offerta gratuitamente ai pazienti ricoverati e ai loro operatori.
Si potrà effettuare anche il vaccino anti-Covid? Nel caso, è possibile la co-somministrazione?
Si, nella stessa seduta vaccinale si può ricevere ricevere la co-somministrazione di antinfluenzale e anti-Covid, ma è possibile anche la co-somministrazione di antinfluenzale e vaccino anti-pneumococco e antinfluenzale e vaccino contro l’Herpes Zoster (raccomandato per la prevenzione del fuoco di Sant’Antonio). Al momento della prenotazione si può scegliere quale effettuare fra questi tre oltre all’antinfluenzale, mentre per ricevere gli altri va lasciato trascorrere un lasso di tempo che va dai quindici giorni alle tre settimane. Il vaccino anti-pneumococco e quello contro l’Herpes zoster si possono richiedere nel corso di tutto l’anno e per questo si parla della “de-stagionalizzazione” delle loro somministrazioni.

Qual è l’obiettivo della Campagna in termini di numeri e a chi è consigliata la vaccinazione?
Ogni anno la Regione indica obiettivi in termini di copertura da raggiungere. Per questa campagna, per i cittadini di età maggiore o uguale ai 65 anni (nati nel 1960 e in precedenza) è stato prefissato almeno il 75%; per le persone dai 60 ai 64 anni (coorte 1961-1965) almeno il 55%; per i bambini dai sei mesi ai sei anni (coorte 2019 e successive) almeno il 40%; per le donne in gravidanza (in qualunque trimestre) almeno il 50%; per il personale sanitario operante nelle strutture di ricovero e cura almeno il 60%; per il personale non sanitario operante nelle strutture di ricovero e cura almeno il 40%. La vaccinazione è consigliata a tutti, in modo particolare ad anziani, caregiver e pazienti con patologie croniche.
Ci sono controindicazioni alla somministrazione e/o possono manifestarsi effetti collaterali? In questi casi che cosa bisogna fare?
Le controindicazioni possono essere dovute ad allergie a eccipienti presenti nel vaccino. Chi le avesse deve comunicarle durante l’anamnesi: prima di cominciare la seduta vaccinale, l’operatore chiede se ci sono problematiche particolari e in quel momento bisogna farle presenti. Una reazione locale di arrossamento o indurimento non costituisce una controindicazione così come la comparsa di febbre, dolori articolati o una sensazione generale di malessere che possono essere effetti collaterali attesi ma limitati nel tempo. Non sono nulla di grave e si tratta di una sintomatologia che può essere tenuta sotto controllo adoperando antidolorifici o antipiretici. Rispetto ai rischi che possono scaturire dall’influenza, che può portare a complicanze e decessi specialmente fra gli anziani e i fragili, i benefici sono nettamente superiori.
Come mai dopo il vaccino si può prendere l’influenza o si possono manifestare sintomi simili?
Perché i virus influenzali e parainfluenzali sono tanti. Il vaccino è costruito su quelli che sono stati individuati negli anni precedenti o in altre parti del mondo dove l’influenza è arrivata prima, come l’Australia, quindi copre i ceppi più comuni. Va tenuto presente che diventa efficace dopo circa quindici giorni da quando è avvenuta la vaccinazione, pertanto necessita di questo lasso di tempo per dare la copertura. Annualmente si attiva una rete di sorveglianza virologica che monitora la circolazione dei virus influenzali, parainfluenzali e degli altri virus respiratori. Alcuni specialisti vengono individuati come vedette ed effettuano tamponi sui loro pazienti nel momento in cui presentano sintomi influenzali o simil-influenzali e in questo modo si traccia una panoramica delle virosi. L’anno scorso è stato evidenziato che il 16% dei tamponi eseguiti e analizzati era riconducibile alla presenza di SARS-CoV-2, il 9% di rinovirus, il 4,5% di virus parainfluenzali, il 2% di virus influenzali, l’1,5% altri tipi di virus, non Sars e lo 0,5% di adenovirus ed enterovirus.
Sono già stati riscontrati casi d’influenza in Bergamasca?
Non ancora. In termini di andamento, il picco è atteso attorno al periodo natalizio a meno che non si verifichino altri trend epidemiologici che si potranno riscontrare nelle prossime settimane.
Per concludere, ci sono previsioni sull’intensità dell’influenza per questa stagione?
Ci aspettiamo un incremento di casi raggiungendo il picco nella seconda metà di dicembre. La Regione tiene monitorato l’andamento dei contagi e comunica alle Ats i dati, quindi avremo un controllo continuo della situazione.


