La lettera
“Da Brembate a Bergamo per andare a scuola: l’inferno del sabato, tra bus pieni e che non si fermano”
Una situazione che da anni coinvolge numerosi studenti: “Basterebbe aggiungere un bus di rinforzo, come gli altri giorni. Non si possono dare per scontate le disponibilità delle famiglie”
Riceviamo e pubblichiamo la lettera della mamma di un ragazzo che ogni giorno, da Brembate, raggiunge Bergamo per frequentare la scuola superiore, la quale esprime forti disagi per la situazione che spesso si presenta nei sabati mattina.
Buongiorno,
ho deciso di scrivere a tutti per sollevare un problema, che potrebbe essere considerato poco importante ma che comunque mette in difficoltà differenti famiglie del mio territorio.
Sono la mamma di un ragazzo che frequenta il secondo anno di scuola superiore a Bergamo. Viviamo a Brembate, in provincia di Bergamo. Abbiamo scelto, fin dal primo anno, di utilizzare come mezzo di trasporto la linea Linea Z301 BERGAMO – MILANO, gestita da NET, Nord Est Trasporti e ATM. Mio figlio sale sul bus alla fermata di Capriate San Gervasio e spendiamo 72,00 euro per un abbonamento mensile. Non ci possiamo lamentare riguardo i giorni della settimana, quando c’è molto traffico ma il servizio è efficace, il sabato si pone, invece, un grossissimo problema. Ci sono solo questi orari: 06.37, 07.07, 07.12, 07.37.
Potrebbero anche sembrare molti, ma in realtà questi bus passano, sono pieni e, per questo motivo, non si fermano alla fermata. L’unico che si ferma, ma non sempre, perchè ha ancora posto, è solo quello delle 07.37, ma arriva a Bergamo intorno alle 8, se va bene con il traffico, e non permette agli studenti di arrivare in classe in orario, (alcuni dalla stazione, devono percorrere anche tratti a piedi), costringendo poi le famiglie a dover fare giustificazioni e a creare comunque tensione con gli insegnanti (che hanno ragione).
Gli altri giorni della settimana, negli orari “caldi” ci sono quasi sempre due bus che permettono a tutti gli studenti di salire, il sabato no. Ma il sabato gli studenti sono gli stessi della settimana: il sabato non è facoltativo, ma è un giorno di scuola come gli altri. E soprattutto, le famiglie pagano l’abbonamento intero, non hanno sconti sul sabato. Di conseguenza le famiglie scelgono di portare i ragazzi in macchina (quelle fortunate che non hanno genitori che lavorano il sabato!) I più coraggiosi tentano di prendere l’autobus, ma i genitori che li accompagnano alla fermata, restano nel parcheggio sperando che i propri figli saranno tra i più fortunati e riusciranno a salire sul bus.
Questa situazione è pressoché ridicola e ingiusta e si trascina da anni. Davvero da anni, durante i quali ci sono state addirittura raccolte firme, per trovare una soluzione al problema: soluzione che sarebbe facile, aggiungendo un bus di rinforzo come gli altri giorni. I gestori non hanno mai provveduto a risolvere questa situazione, anzi, qualora si provi a telefonare per lamentarsi, le risposte degli operatori variano dall’indifferenza del “Io personalmente non posso fare nulla” addirittura a risposte molto maleducate e offensive. Via mail non arriva mai risposta: non esiste un indirizzo e-mail di riferimento ma solo un modulo on line, dal quale non arriva mai risposta.
Ripeto che non sia una situazione grave, in un momento storico dove accadono cose ben più importanti, ma ho deciso, a nome di numerose famiglie, di rivolgermi a voi redazioni, che avete più voce e che forse potete smuovere la situazione, che per molte famiglie è vissuta con difficoltà, sia economica, tenendo presente il caro costo degli abbonamenti, sia organizzativa: non si può dare per scontato che una famiglia abbia la macchina, possa permettersi due viaggi per Bergamo ogni sabato e sia disponibile e non impegnata con il lavoro.
Lettera firmata


