Omicidio di Valbrembo, il 6 novembre la prima udienza davanti alla Corte d’Assise
Il pm Letizia Ruggeri ha ottenuto il giudizio immediato per Carmine De Simone, Mario Vetere e per A.S.A.: i primi due devono rispondere della morte di Luciano Muttoni, tutti e tre di rapina
Valbrembo. Inizierà il prossimo 6 novembre il processo davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Bergamo a carico di Carmine Francesco De Simone, Mario Vetere e A.S.A.. I primi due sono accusati, in concorso, dell’omicidio di Luciano Muttoni, mentre tutti e tre devono rispondere anche di rapina.
Il pubblico ministero Letizia Ruggeri, considerata l’evidenza delle prove e la confessione di De Simone, principale imputato, ha chiesto e ottenuto dal gip il giudizio immediato. Non ci sarà dunque l’udienza preliminare: i tre compariranno direttamente davanti al presidente, al giudice a latere e ai giudici popolari.
La sera del 7 marzo 2025, De Simone, 25 anni, e Vetere, 24, fecero irruzione nella villetta di via Rossini a Valbrembo, dove Muttoni, 58 anni, stava cenando. Qualche giorno prima De Simone aveva pernottato in quella casa: la vittima, infatti, arrotondava affittando una stanza, e il giovane vi aveva trascorso una serata con amici e la sua ragazza. Convinto che quell’attività fosse redditizia, il 25enne aveva deciso di mettere a segno la rapina. Dopo aver chiesto ad alcuni conoscenti di indicargli un possibile complice, era stato messo in contatto da A.S.A., 22 anni, con Mario Vetere. Lo stesso A.S.A. si era poi offerto di accompagnarli in auto dalla stazione ferroviaria di Terno d’Isola fino nei pressi della villetta.
Una volta entrati, Vetere e De Simone aggredirono Muttoni: prima un pugno al volto, poi un colpo alla nuca con il calcio di una pistola scacciacani, che lo fece cadere a terra. Mentre Vetere usciva per cercare le chiavi della Golf della vittima nell’abitacolo della macchina, De Simone lo colpiva ripetutamente con calci alla testa, lasciandolo esanime. I due portarono via il borsello con 50 euro, quattro carte di credito, il cellulare e l’auto, con la quale raggiunsero il cimitero di Solza. Dove ad attenderli c’era A.S.A., pronto con due zaini contenenti abiti di ricambio. Per questo i tre devono rispondere di rapina aggravata.
A.S.A. e De Simone sono accusati anche di un’altra rapina, avvenuta tre settimane prima, il 17 febbraio. La vittima, un 27enne di Bonate Sopra, era stata minacciata dal primo con un coltello e dal secondo con una pistola, e aveva consegnato loro il cellulare, il bancomat — con cui De Simone prelevò 250 euro — e una Renault Clio di proprietà del padre.
Tutti e tre gli imputati sono detenuti in carcere, così come il fratellastro di De Simone, Jacopo, 19 anni, accusato dell’omicidio di Riccardo Claris, 26 anni, avvenuto in zona stadio tra il 3 e il 4 maggio scorsi.



