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È grande festa per “Il Bernareggi”: apertura gratuita per il museo diocesano

Oltre mille persone hanno preso parte all’inaugurazione, tra il taglio del nastro, i tre cortei guidati dai corpi musicali bandistici della provincia di Bergamo e le azioni teatrali. La meditazione teatrale di Lucilla Giagnoni, la lettura di Giovanni Soldani e l’azione del TTB – Teatro tascabile di Bergamo, ispirati al tema della bellezza, alla figura del Vescovo Adriano Bernareggi e alla Pala di San Bernardino di Lorenzo Lotto, ‘ospite’ eccellente dell’allestimento museale con cui debutta il nuovo Museo

Riapre “Il Bernareggi’, il nuovo Museo Diocesano in Città Alta, e Bergamo è in festa. Sabato 27 settembre ha ufficialmente aperto le sue porte il museo. Dopo l’imponente intervento di recupero e valorizzazione dell’antico Palazzo Vescovile, nel cuore di Città Alta, “il Bernareggi” è stato inaugurato con una grande festa che ha richiamato oltre mille persone.

Ad accogliere gli ospiti, il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi insieme a Giuseppe Giovanelli, presidente Fondazione Adriano Bernareggi e don Davide Rota Conti, direttore Ufficio
Beni Culturali, Pastorale della Cultura e Comunicazioni Sociali Diocesi di Bergamo, direttore Museo Diocesano Adriano Bernareggi. Dal pulpito della Cattedrale di sant’Alessandro Martire, che ha ospitato gli interventi inaugurali, sono intervenuti anche Giovanni Tortelli, architetto responsabile del progetto di valorizzazione architettonica del nuovo Museo Diocesano e dell’allestimento museografico; l’architetto Giuseppe Stolfi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia e Gianpiero Benigni, membro della Commissione Centrale Beneficenza Fondazione Cariplo, che ha sostenuto la realizzazione del nuovo Museo nell’ambito del bando ‘Spazi Aperti’ 2019.

Tra le autorità presenti, la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, il consigliere di Regione Lombardia Michele Schiavi, che ha portato il saluto dell’assessore alla Cultura Francesca Caruso, il consigliereMassimiliano Serra in rappresentanza della Provincia di Bergamo, il Prefetto di Bergamo Luca Rotondi insieme a diversi rappresentanti delle istituzioni civili e militari del territorio.
La cerimonia di inaugurazione è stata introdotta dal testo che rappresenta un omaggio all’eredità pastorale e culturale del Vescovo Adriano Bernareggi, scritto e interpretato dall’attore, autore e
regista teatrale Giovanni Soldani.

Nel pomeriggio ha preso il via la grande festa aperta al pubblico, dal titolo ‘Insieme nella bellezza’. La pioggia non ha fermato il pubblico, che ha partecipato con entusiasmo alle proposte.
Dal sagrato di tre chiese di Città Alta – Sant’Agata nel Carmine, Sant’Andrea in Porta Dipinta e San Pancrazio – sono partiti tre cortei aperti dai corpi musicali bandistici di Casazza, San Vittore di
Gaverina Terme, Lovere e San Zenone di Curnasco di Treviolo –, diretti verso la sede del nuovo museo, in piazza Duomo. Qui protagonista è stata la meditazione teatrale ‘La bellezza infonde gioia’
– che si è tenuta in Cattedrale per sfuggire al maltempo – scritta per l’occasione dall’attrice, sceneggiatrice e autrice televisiva Lucilla Giagnoni, insieme a Maria Grazia Panigada, direttrice
artistica della stagione di prosa del Teatro Donizetti.

A conclusione dello spettacolo, il TTB – Teatro tascabile di Bergamo ha proposto sul sagrato della Cattedrale un’azione festosa ispirata alla Pala di San Bernardino di Lorenzo Lotto – ospite
d’eccezione dell’allestimento con cui riapre ‘il Bernareggi’ insieme ad altri due capolavori dell’artista, la ‘Trinità’ e l’‘Assunzione di Maria’ proveniente dalla chiesa di S. Maria Assunta a
Celana. Per l’occasione, il TTB è stato affiancato da Silence Teatro, Circolo dei Narratori di Bergamo e Associazione Colombofila Locatelli – Gruppo di Bergamo.
Infine, Porte Aperte al nuovo Museo fino a mezzanotte, con accesso gratuito e in piccoli gruppi.


La festa continua

Domenica 28 settembre la festa continua. Il nuovo Museo Diocesano rimarrà aperto per tutta la giornata, dalle 10 alle 18, con ingresso gratuito, e ogni 30 minutisarà possibile partecipare alle visite
guidate condotte dai giovani de ‘Le Vie del Sacro’ e dagli educatori dei Dipartimenti Educativi di Fondazione Bernareggi, che accompagneranno i partecipanti lungo il percorso dell’antico Palazzo
Vescovile e delle sale del museo.

Le visite guidate, realizzate in collaborazione con l’Ufficio per la Pastorale delle Persone con Disabilità, coinvolgeranno anche utenti e educatori del Laboratorio Tantemani del Patronato San
Vincenzo. Un segno concreto dell’impegno del nuovo museo a rendere la cultura accessibile e a valorizzare la partecipazione attiva delle persone con fragilità e disabilità.
Tutte le informazioni sull’apertura del Museo Diocesano sono sul sito fondazionebernareggi.it

Monsignor Francesco Beschi, vescovo di Bergamo ha sottolienato: “Il nuovo Museo Diocesano ha il sapore di un dono che ci viene consegnato dalla storia. Quella avviata dal vescovo Adriano Bernareggi – a cui è intitolato e di cui rappresenta un omaggio – che con lungimiranza si impegnò nella tutela e nella valorizzazione dell’arte sacra. Ma un dono anche da parte dell’intera comunità cristiana bergamasca, perché sono la terra e la storia di fede di Bergamo ad aver creato o caratterizzato questo patrimonio. Intendiamo la parola ‘patrimonio’ come una ricchezza che non viene consumata, ma che mostrando il passato continuamente alimenta la vita e il futuro delle persone. Il nuovo Museo Diocesano, in questo senso, vuole essere patrimonio di umanità ispirata dalla fede, una via attraverso cui la persona può riconoscere sé stessa. Il nuovo Museo vuole essere un pellegrinaggio e, in particolare in quest’anno giubilare, un viaggio dello spirito. Siamo in piazza Duomo, in Città Alta, dunque “nel cuore del cuore” di Bergamo. Attorno a noi ci sono altri spazi – religiosi e civili – che rappresentano veri e propri tesori d’arte. Desideriamo arricchire ulteriormente questo racconto proponendo un percorso che va dalle sorgenti dell’esperienza cristiana a Bergamo fino agli spazi dedicati all’arte contemporanea. Paolo VI diceva che “questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione”, e Papa Francesco che “educare alla bellezza significa educare alla Speranza”. Sentiamo come particolarmente vere queste parole, e ci auguriamo che il nuovo Museo Diocesano possa rappresentarle al meglio”.

Per Giuseppe Giovanelli, presidente di Fondazione Adriano Bernareggi: “Un lungo percorso ci ha condotti all’inaugurazione del nuovo Museo Diocesano di Bergamo: i primi pensieri nel 2018-19, una fase di sospensione per il Covid nel 2020-21, una nuova immaginazione – anche come risposta alla pandemia – nel 2022, e finalmente l’avvio dei lavori nell’estate del 2023. Dire che ad essere inaugurato è un museo sarebbe un’affermazione parziale, perfino riduttiva. In realtà inauguriamo un percorso, che contiene certo uno spazio espositivo, ma anche altro: ambienti, architetture, simboli, storia e storie che hanno attraversato il tempo e che ci permettono di comprendere meglio chisiamo, quale sia la nostra storia e come poterla rinnovare e reinterpretare, non solo come singoli, ma come popolo. Ci proponiamo non solo di custodire un grande patrimonio di arte e cultura, ma anche di creare occasioni perché il linguaggio dell’arte interroghi ed arricchisca la vita delle persone, in particolare dei ragazzi e dei giovani. Questo è l’impegno che Fondazione Bernareggi si assume”.

Don Davide Rota Conti, direttore Ufficio Beni Culturali, Pastorale della Cultura e Comunicazione Sociali Diocesi di Bergamo, direttore Museo Diocesano Adriano Bernareggi: ““Non quindi tutto
rinserrare, ma tutto aprire bisogna. Non occultare ma mettere in piena luce. Non nascondere, ma far vedere tutto ciò che si ha. Chi nasconde impedisce l’opera divina, perché Dio ha voluto che nel
mondo ci fossero le cose belle”. Le parole del vescovo Adriano Bernareggi risuonano oggi come un mandato, che il nuovo Museo Diocesano raccoglie e rinnova. La bellezza è una porta aperta verso
l’infinito, poiché rende visibile il desiderio di andare oltre ciò che appare e può condurre al mistero di Dio, bellezza che ci supera. ‘il Bernareggi’ è un percorso museale che si rivolge a tutti. Il racconto che offre, dedicato al legame tra arte, fede e comunità cristiana a Bergamo, è occasione per un dialogo con il territorio e con i tanti che da tutto il mondo verranno a visitarlo. Un’opportunità educativa per scuole, oratori e parrocchie, accessibile alle persone che vivono in condizioni di povertà, di fragilità o che affrontano maggiori difficoltà. Così la bellezza racconta del passato, restituisce radici comuni e unisce. Il nuovo Museo Diocesano non è soltanto uno scrigno di opere d’arte ma un luogo aperto, dove la storia incontra la vita, perché in fondo è proprio attraverso la relazione con chi le osserva che le opere d’arte diventano patrimonio culturale”.

Giovanni Tortelli, architetto responsabile del progetto di valorizzazione architettonica del nuovo Museo Diocesano e dell’allestimento museografico: “Il progetto di valorizzazione è stato molto
meditato, con aggiornamenti e riflessioni dovuti ai significativi ritrovamenti durante le diverse fasi del cantiere senza mai rinunciare all’impostazione e agli obiettivi di partenza. Tutte le tracce della storia disvelate durante i lavori sono state attentamente considerate e conservate, con la massima attenzione alla loro valenza e al loro ruolo documentario e narrativo. Le tecniche di intervento, i materiali impiegati e soprattutto il linguaggio architettonico essenziale, esprimono tuttavia inequivocabilmente il nostro tempo e sono pensati in funzione all’attività culturale espositiva. Un lavoro di grande impegno che ha imposto una costante, indispensabile supervisione di cantiere, ma che ha potuto contare sull’esperienza maturata in ambiti apparentemente diversi ma di analoga complessità, come la musealizzazione del comparto basilicale di Aquileia, il Terra Sancta Museum di Gerusalemme o il recentissimo Museo del Colosseo”.

Giuseppe Stolfi, architetto, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia: “È con grande piacere che salutiamo la riapertura del Museo Diocesano di
Bergamo nei nuovi ambienti della Curia in Città Alta. Il riallestimento all’interno di spazi storici dell’antico Palazzo episcopale, essi stessi tali da offrire molti motivi di interesse che l’intervento ha
puntato a valorizzare (dagli elementi archeologici e architettonici riscoperti, aisoffitti dipinti, ai brani di affreschi), permette di aggiungere valore alla collezione del museo, che si arricchisce inoltre del deposito temporaneo di opere provenienti dal territorio della diocesi, in un’interazione virtuosa atta a promuovere e far riscoprire al grande pubblico testimonianze d’arte poco note o ubicate in contesti non facilmente raggiungibili. Il restauro delle pareti affrescate dell’Aula Picta, vera e propria gemma posta all’interno del percorso museale, iniziato da alcuni mesi e del quale già si possono apprezzare i primi importanti risultati, restituisce alla città uno degli ambienti più affascinanti dell’arte lombarda del Duecento. La frammentarietà delle pitture, su cui si sono succeduti nel tempo ben tre restauri condotti con criteri diversi, ha obbligato ad un’attenta e puntuale analisi dello stato conservativo e ad un meticoloso intervento sulle superfici pittoriche e suglistessirestauri precedenti, che consente una lettura quanto più adeguata e rispettosa possibile di ciò che rimane degli affreschi originali. Un plauso ed un sentito ringraziamento vanno a tutti coloro che a vario titolo hanno permesso la realizzazione di questa nuova nascita, che va ad integrarsi in un percorso d’offerta museale ricca e qualificata, e che fa di Bergamo e della sua provincia un’eccellenza nel panorama culturale italiano”.

Giampiero Benigni, membro Commissione Centrale Beneficenza Fondazione Cariplo: “Fondazione Cariplo crede nella cultura come motore di crescita e coesione: è con questo spirito che ha sostenuto il rilancio del nuovo Museo Diocesano Adriano Bernareggi. Questo progetto rappresenta un esempio concreto del ruolo che Fondazione Cariplo svolge a favore della cultura come leva di sviluppo sociale e di coesione territoriale. L’iniziativa valorizza l’arte come strumento di conoscenza e dialogo, restituendo alla città luoghi di grande valore storico e architettonico. Questo intervento dimostra come il patrimonio culturale possa diventare una risorsa viva per la crescita della comunità. Fondazione Cariplo rinnova ancora una volta l’impegno a rendere l’arte accessibile e generativa per il futuro di Bergamo e del suo territorio”.

Elena Carnevali, sindaca Comune di Bergamo: “L’apertura del nuovo Museo Diocesano “il Bernareggi”, per di più nell’anno giubilare, è un evento importante per la comunità ecclesiale e per
tutta la città. È un gesto che parla di identità, di cultura e di memoria. Non solo perché restituisce a Bergamo uno spazio straordinario, ma soprattutto perché ci permette di custodire e valorizzare la storia della fede e dell’arte bergamasca con la ricchezza della nostra tradizione e il suo valore per il presente e il futuro. Le parole del vescovo Adriano Bernareggi, a cui il Museo è intitolato, ci guidano ancora oggi: “Non tutto rinserrare ma tutto aprire bisogna. Non occultare ma mettere in chiara luce. Non nascondere ma far vedere tutto ciò che si ha”. È un invito forte a non trattenere la bellezza ma a condividerla, a metterla in comune perché diventi occasione di incontro, crescita e speranza per tutti. Il nuovo Museo non arricchisce soltanto l’offerta culturale cittadina, ma valorizza l’intero contesto di piazza Duomo, aprendosi a un nuovo dialogo con i suoi edifici storici più rappresentativi: dal Palazzo della Ragione alla Basilica di Santa Maria Maggiore e, in piazza Vecchia, con la Biblioteca Mai e Casa Suardi. È un tassello che contribuisce a restituire unità e armonia a uno spazio urbano che da secoli è cuore della vita religiosa e civile di Bergamo. E diventa parte attiva di un sistema urbano della cultura che non si limita a conservare, ma crea senso, attiva energie, genera relazioni, in primis con l’Accademia Carrara con cui parla attraverso le opere che entrambi custodiscono di artisti di rilievo nazionale e internazionale. Desidero ringraziare Sua Eccellenza il vescovo Francesco Beschi per la sua visione lungimirante: ha creduto nella cultura come dimensione essenziale della vita della comunità e come ponte tra generazioni, fede e società civile. Il nuovo Museo con il suo percorso espositivo e con il dialogo che intende instaurare con i visitatori, è frutto di questa visione e oggi diventa un bene prezioso per la città, un luogo che ci appartiene e che siamo chiamati a vivere insieme”.

Francesca Caruso, assessore alla Cultura di Regione Lombardia: “Con l’apertura del nuovo Museo Diocesano Adriano Bernareggi prende vita un’opera che ha il dono raro di unire radici e futuro. Nel cuore di Città Alta, dentro il Palazzo Episcopale che già nel 1961 accolse la prima sede del museo, si intrecciano secoli di storia, arte e fede, capaci di parlare con forza al presente e di proiettarsi verso il domani. Non è solo Bergamo ad arricchirsi di questo tesoro: è l’intera provincia e la nostra regione, con le sue parrocchie, i suoi territori e le sue comunità, a ritrovare qui un punto di riferimento. Un museo che raccoglie, ricompone e restituisce un patrimonio diffuso, custodito nelle chiese e nei luoghi della fede, rendendolo accessibile a tutti con un linguaggio universale e vivo. La Regione Lombardia ha creduto profondamente in questo progetto, sostenendo la sala multimediale immersiva che racconta la storia di piazza Duomo con immagini, suoni ed emozioni. Non un semplice apparato tecnologico, ma un’esperienza che mette il visitatore al centro di un viaggio millenario, connettendo la storia locale con quella europea e universale. Una porta d’accesso emozionale che rende il museo un luogo vivo, partecipato e aperto. Il Bernareggi non è soltanto un museo “altro”: è un museo che abbraccia la città e la sua comunità, che intreccia storia, fede e bellezza e che dimostra come l’arte sia un linguaggio universale, capace di unire. L’auspicio è che queste sale, con le loro opere e le loro tecnologie, diventino per tutti occasione di ispirazione. Che i giovani possano trovare qui la chiave per leggere il passato e immaginare il futuro. E che Bergamo e la sua provincia continuino, attraverso il Bernareggi, a raccontarsi al mondo come terra di cultura, di bellezza e di innovazione”.


‘Il Bernareggi’ – Il nuovo museo diocesano di Bergamo

‘il Bernareggi’, il nuovo Museo Diocesano di Bergamo, apre nel cuore di Città Alta, all’interno dell’antico Palazzo Vescovile. Il Museo Diocesano torna sul colle di San Salvatore, dove fu inaugurata la sua prima sede nel 1961. Su una superficie espositiva di oltre 900 metri quadrati trovano sede circa 70 opere d’arte, distribuite in dieci sale su due piani. Si tratta di dipinti, sculture e oggetti preziosi risalenti ad un periodo che va dal XIV al XX secolo: dalla scultura medievale a Lorenzo Lotto e Andrea Previtali, da Giovan Battista Moroni a Carlo Ceresa ed Evaristo Baschenis (XV-XVIII secolo), fino all’omaggio novecentesco a Manzù e Scorzelli.

A queste esposizioni si aggiungono opere provenienti da alcune parrocchie della Diocesi, che saranno esposte temporaneamente, rendendo il nuovo Museo punto diriferimento e luogo diricomposizione e narrazione delricco patrimonio artistico custodito nelle chiese del territorio. Oltre alle sale espositive, il Museo offre spazi per conferenze e per attività educative, e una sala multimediale dedicata al racconto dello sviluppo architettonico di piazza Duomo e degli edifici che la circondano.

Ma il nuovo Museo è molto più che uno spazio espositivo: si configura come un vero e proprio itinerario storico e geografico dedicato alla Chiesa bergamasca che unisce sin d’ora l’antico Palazzo vescovile (con l’Aula Picta), il Battistero della Cattedrale, i resti dell’antica Cattedrale paleocristiana e, in futuro, anche l’area archeologica del Tempietto romanico di Santa Croce – posto tra il nuovo Museo e la Basilica di Santa Maria Maggiore – dove è in corso una campagna di scavo, condotta dalla Soprintendenza. Chiude idealmente il percorso l’Oratorio di San Lupo situato in via San Tomaso, in Città Bassa, dedicato all’arte contemporanea. Un biglietto unico consente ai visitatori di conoscere tutti questi luoghi, in un viaggio che abbraccia oltre 1700 anni di storia. (ilbernareggi.it)