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Il 70° anniversario verrà celebrato a Bergamo con un evento all’Università di Bergamo sabato 27 settembre, alle 14,45, nella Sala Galeotti, in via dei Caniana. Saranno presenti autorità e partner esterni e i fondatori di Intercultura

Settant’anni fa nasceva Intercultura, un’associazione che ha fatto dell’incontro tra culture e della diffusione degli ideali di pace la sua missione principale. Dal 1955, Intercultura ha accompagnato generazioni di giovani e famiglie in esperienze di scambio culturale, promuovendo valori di inclusione, comprensione reciproca e cittadinanza globale.

In questi decenni, l’associazione ha creato una rete internazionale di relazioni che abbraccia oltre 60 Paesi, trasformando il viaggio non tanto in un’occasione di apprendimento linguistico, quanto soprattutto in un’opportunità di crescita personale e costruzione di ponti tra mondi diversi.

“Per noi è una grande gioia veder partire questi ragazzi che incarnano il futuro di Intercultura – afferma Cristina Aliprandi Presidente del Centro locale di Bergamo -. Fin dagli albori di questa lunga storia, la nostra Associazione si impegna a promuovere il dialogo interculturale e la mobilità studentesca internazionale, per favorire l’incontro e il dialogo tra persone di tradizioni culturali diverse, aiutarle a comprendersi e a collaborare in modo costruttivo per prevenire i conflitti e promuovere la pace. Adesso tocca a loro. Con noi, volontari, sempre al loro fianco”.

Ad oggi 55 mila studenti italiani che hanno vissuto un’esperienza di studio all’estero e 33 mila studenti internazionali accolti da famiglie italiane. È questo il racconto dei primi sette decenni della storia di Intercultura, che perseguendo gli ideali di pace tracciati dai suoi fondatori ha trasformato vite, abbattuto barriere e costruito ponti culturali tra Paesi.

Negli ultimi 30 anni, due terzi degli studenti hanno potuto realizzare questo sogno grazie alle 25 mila borse di studio assegnate da Intercultura, con il supporto di Fondazioni, enti e aziende partner. Oggi, 5.500 volontari distribuiti in 160 città italiane accolgono e guidano questi giovani, ospitati da famiglie e scuole locali.

“Insieme, condividono una missione che attraversa le generazioni: formare cittadini globali, consapevoli e responsabili, pronti ad affrontare le sfide del nostro tempo con apertura e determinazione – spiega Mietta Rodeschini, già presidente del Centro locale di Bergamo –. Ricordo la mia esperienza, sono partita per gli Usa con un piroscafo e sono profondamente legata e riconoscente a quel Paese che mi ha insegnato grandi valori di libertà, diritti e democrazia. Oggi i ragazzi restano spesso collegati con il cellulare alla famiglia di origine, ma se vissuto bene questo “spiccare il volo” dal nucleo familiare resta un’esperienza formativa indelebile. Intercultura rresta un’esperienza unica nel suo genere per l’alto valore culturale e formativo che apre i giovani alla conoscenza e alla comprensione del mondo”.

A Bergamo si festeggiano i 70 anni di storia dell’associazione Intercultura con lo sguardo verso un futuro aperto al cambiamento.

In un mondo sempre più complesso e interconnesso, Intercultura rimane fedele alla sua missione e il 70° anniversario non è solo un’occasione per celebrare il passato, ma anche per guardare avanti, innovando i programmi e ampliando le opportunità di scambio per le nuove generazioni.


La festa in università

Il 70° anniversario verrà celebrato a Bergamo con un evento all’Università di Bergamo sabato 27 settembre, alle 14,45, nella Sala Galeotti, in via dei Caniana. Saranno presenti autorità e partner esterni e i fondatori di Intercultura.

Nel corso dell’incontro verrà data voce a ex-studenti ed ex-studentesse, famiglie, docenti che nel corso di questi decenni hanno vissuto un’esperienza di crescita interculturale di grande valore, come confermato dalla ricerca IPSOS che ne ha analizzato i benefici a lungo termine.

Saranno presenti l’Assessora Marzia Marchesi in rappresentanza del Comune di Bergamo, Giovanni Sanga Presidente Sacbo, Roberto Ruffino – fondatore di Intercultura –
Vincenzo Morlini già presidente AFS International, Presidente Nazionale Intercultura Arch. Grazia Maria Bartucci e il Segretario Generale Andrea Franzoi.

 


Agire il cambiamento, con il cuore

Andrea Franzoi, Segretario Generale di Intercultura: “La pandemia Covid19 ha accelerato molto i cambiamenti sociali e culturali che erano già in atto oltre ad averne provocati altri completamente nuovi. AFS e Intercultura in oltre 100 anni di storia hanno promosso una visione del mondo basata sui valori della pace, dell’inclusione e del dialogo. Valori che la crisi globale sta mettendo in discussione visto il prepotente riemergere di sovranismi, nazionalismi, interessi economici di parte, fascismi. Una forte sfida per chi crede che la sostenibilità del pianeta si debba fondare sulla comprensione reciproca tra i popoli, sull’equità di accesso e di sfruttamento delle risorse, sulla cura del pianeta.
Nel corso dei suoi primi 70 anni di storia, Intercultura ha costruito un patrimonio molto importante di conoscenze e competenze nell’ambito specifico degli scambi scolastici internazionali e più in generale della cura e dello sviluppo degli adolescenti. Cambiare non è semplice: significa comunque uscire dalla propria zona di comfort, abbandonare abitudini consolidate, rimettersi in discussione. Ma Intercultura conosce il valore e l’opportunità del cambiamento: abbracciare l’incertezza è un passo necessario per volgerla in un progetto di cambiamento positivo”.


Ricerca Ipsos: l’esperienza con Intercultura decisiva per la propria vita

Partire con Intercultura non è solo un soggiorno all’estero, ma un’esperienza che lascia il segno per tutta la vita. Un’indagine Ipsos su 958 ex studenti, oggi tra i 20 e i 64 anni, lo conferma Il 68% riconosce un impatto decisivo sulla propria identità e attribuisce ai volontari un ruolo chiave nel proprio percorso di crescita personale Vivere e studiare all’estero con Intercultura permette di sviluppare competenze trasversali, fondamentali sia nella vita personale che in quella professionale.
Il 58% ha scelto destinazioni non convenzionali tra cui l’Asia, l’America Latina e l’Africa sviluppando un atteggiamento di apertura alla diversità culturale e competenze linguistiche: tutti parlano almeno un’altra lingua oltre all’inglese. Le soft skill ne escono rafforzate: il 97% migliora le relazioni, l’89% diventa più autonomo e il 74% si sente pronto alle sfide del mondo di oggi.
Sul piano personale, chi ha vissuto l’esperienza Intercultura denota una grande attenzione e accettazione delle diversità e una coscienza sociale evoluta e sensibile a tematiche di
equità.

E infine, il 65% si dichiara felice della propria vita, un aspetto che deriva dalla maggiore consapevolezza delle proprie risorse e da una marcata adattabilità di fronte ai cambiamenti.
Intercultura non è solo un viaggio, ma un investimento nel futuro di sé stessi e del mondo intero.