“Quei colpi e sotto i miei occhi uccisero i partigiani”, Carla Bolis, la piccola staffetta, ricorda l’eccidio di Petosino
La notte del 25 settembre del 1944 l’attacco a Villa Masnada alle Crocette di Mozzo da parte della Brigata partigiana Valbrembo, comandata dal curato di Villa d’Almè don Antonio Milesi. Qualcosa non va. Al mattino del 26 settembre scatta l’allarme, la fuga e il rastrellamento. Poi la fucilazione di tre partigiani nel cuore di Petosino, l’uccisione di altri partigiani sui colli di Bergamo. 81 anni dopo si ricorda l’eccidio di Petosino
Carla Bolis ha 99 anni e ricorda perfettamente tutto di quei giorni di fine settembre che sconvolsero per sempre la sua vita e quella di Petosino. Il 26 settembre i fascisti fucilarono sotto i suoi occhi tre partigiani: i fratelli Giovanni e Carlo Mazzola e Francesco Roncelli. Così ebbe inizio l’eccidio di Petosino.
“Avevo 18 anni, di quel mattino ricordo tutto. Ho perso mio marito, sono morti i miei fratelli: ma quel giorno che i fascisti uccisero sotto i miei occhi i tre partigiani mi è rimasto dentro. È stata una cosa troppo forte”. Carla racconta, scruta gli intelocutori, ammette che non le piacciono i fascisti e i ruffiani. Per anni ha sempre portato fiori al monumento, un frammento di muro davanti alla scuola materna, che ricorda dove furono fucilati i tre partigiani. Poi, col passo veloce, si recava al monumento sui colli di Bergamo, per tenerlo in ordine e perché quella memoria non si spegnesse mai: quel luogo dove in combattimento furono catturati e uccisi barbaramente altri partigiani.
I fatti
È la notte tra il 25 e 26 settembre 1944, quando la Brigata partigiana Valbrembo, comandata dal curato di Villa d’Almè don Antonio Milesi, si apposta all’esterno di Villa Masnada, zona Crocette di Mozzo. Qui, secondo le informazioni acquisite dai partigiani, vi sono depositate armi, munizioni, radio trasmittenti e indumenti di proprietà dei genieri dell’esercito tedesco che vi alloggiano. Si prevede che il colpo di mano per impossessarsene sarà effettuato senza complicazioni, grazie all’aiuto di un complice. Ma il segnale convenuto precedentemente per dare inizio all’assalto tarda ad arrivare. All’alba, anziché rinunciare all’impresa, si decide di procedere. Si recupera agevolmente il materiale militare, ma in quantità minore del previsto.
La situazione però si aggrava: l’automezzo in dotazione al reparto tedesco che avrebbe dovuto essere usato per il trasporto del bottino non è alla villa. Scatta inoltre l’allarme al comando tedesco di Bergamo e alle Brigate Nere. I partigiani cercano comunque di recuperare quanto più materiale possibile caricandoselo in spalla e rallentando così fatalmente la fuga attraverso i campi e i boschi.
Albino Locatelli, altro partigiano, viene catturato vicino allo stabilimento del Gres. Verrà portato a Capriate, torturato e il giorno successivo ucciso. Il suo corpo non verrà mai ritrovato, molto probabilmente perchè gettato nell’Adda. Altri dieci “ribelli” riuscirono a fuggire mescolandosi fra gli operai in uscita dal Gres.
Il parroco di allora, don Giacomo Carrara, cercherà invano di raggiungere i cadaveri sui colli di Bergamo per portare loro l’olio santo. Sarà tutto inutile. I nazifascisti lo minacceranno e tornerà in paese, solamente a notte potrà ricoprire le salme “con un bianco lenzuolo”.
Il 27 settembre le salme dei partigiani caduti vengono riunite e raccolte nella camera morturaria del paese. Giovanni Piazzalunga, 32 anni, davanti a tanto orrere non riesce a tacere. Verrà inseguito, percosso e il suo cadavere gettato nel torrente Quisa.

Il ricordo e il monito di Carla Bolis
Carla si schernisce, fu una giovane staffetta. “Portavo dei messaggi, a volte dei pacchi con dei viveri – confida -. Ricordo sempre quei giorni e quando vedo in televisione ancora la violenza della guerra direi ai governanti di smetterla, di farla finita. Chi paga è sempre la povera gente, gli innocenti”.
Le celebrazioni
Sabato 27 settembre alle 9.30 Ritrovo alla Porta del Parco di Mozzo per la camminata “Traccia Partigiana” dalla Villa Masnada al monumento sui Colli di Petosino.
Alle 11.30 arrivo al Monumento sui colli di Petosino, commemorazione a cura della Sezione A.N.P.I. “Colli di Bergamo – M. O. Angelo Gotti e Martiri di Petosino”. Momento di ristoro e a seguire letture, musiche e canti partigiani. Alle 15 Celebrazione della Messa al Monumento sui colli di Petosino. In caso di maltempo la funzione religiosa sarà celebrata alle 18 alla chiesa di Villa d’Almè.
Domenica 28 settembre alle 10 alzabandiera e posa di un omaggio floreale al Monumento da parte di Alpini e Artiglieri, corteo da via Francesco Zambelli, sosta alla lapide posta sul luogo della fucilazione dei Partigiani in via Martiri della Libertà e posa della corona d’alloro. Saluto dell’Amministrazione Comunale e intervento a cura di Nicoletta Tiraboschi della Segreteria Anpi Provinciale di Bergamo. Alle 11 la messa in ricordo dei martiri nella chiesa parrocchiale di Petosino.


