Lavoro dignitoso, occorre fare rete: “In campo Confcooperative e Diocesi”
Firmato protocollo d’intenti con l’obiettivo condiviso di favorire l’occupazione prestando una particolare attenzione alle persone con svantaggio o fragilità
Bergamo. “In un tempo segnato da guerre e distruzione, vogliamo dare spazio alla speranza e promuovere l’inclusione. Non lo facciamo limitandoci a pronunciare belle parole ma dando vita ad azioni concrete come questa. È un passaggio che si inserisce in un percorso d’impegno più ampio volto a valorizzare la persona che, in quanto essere umano, ha fragilità più o meno manifeste”. Così don Cristiano Re, delegato vescovile per la Vita sociale e la Mondialità della Diocesi di Bergamo, illustra lo spirito che anima la collaborazione tra Confcooperative Bergamo e la Diocesi di Bergamo per favorire l’inserimento lavorativo, prestando particolare attenzione a chi si trova in situazioni di svantaggio.
Il cammino di queste due realtà negli ultimi anni si è intrecciato diverse volte portando alla realizzazione di diversi progetti virtuosi sul territorio e ora compie un nuovo passo. Dopo la sottoscrizione del protocollo di collaborazione “Valori, culture e prassi di un’ecologia integrale” nel 2023 e del documento “Per una ecologia integrale” nel 2024, l’alleanza si rinnova e rafforza ulteriormente con la firma di una nuova sinergia. Nella sede della Caritas Bergamasca, Lucio Moioli, presidente di Confcooperative Bergamo, con il segretario generale Fabio Benigni, e don Cristiano Re, con Stefano Remuzzi, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro, hanno siglato il Protocollo d’intenti per lo Sviluppo sostenibile dal titolo “Promuovere occasioni di lavoro dignitose per tutti e per ciascuno”.
Come si legge nel documento, Diocesi e Confcooperative ritengono che la tutela del diritto a trovare un’occupazione, in particolare per le persone portatrici di svantaggio o fragilità, “sia elemento imprescindibile in società e comunità che vogliano adottare, per i propri modi di strutturarsi e di funzionare, criteri di giustizia, inclusione, ecologia integrale e sostenibilità autentica”.
Tra le azioni previste dal protocollo d’intenti, si inserisce la promozione di concrete opportunità occupazionali attraverso l’affidamento di servizi da parte di enti del sistema diocesano alle imprese dell’economia sociale aderenti a Confcooperative Bergamo, con particolare riferimento alle iscritte al Registro “Impact effetto cooperativo”, realtà che si distinguono per qualità, correttezza e legalità, autentica natura mutualistica, tutela dei lavoratori e affidabilità nei processi e nei servizi.
Le cooperative e le imprese sociali si renderanno disponibili a promuovere momenti di natura informativa e formativa sui temi del lavoro e dell’inserimento lavorativo, nonché, compatibilmente con i vincoli della normativa, a valorizzare le proprie organizzazioni e le proprie attività come occasioni di orientamento e crescita per giovani.

“Questa collaborazione rappresenta una nuova conferma di prossimità e impegno comune tra Diocesi e Confcooperative. Significa ribadire, insieme, il valore del lavoro, nei termini del dare valore alla vita di chi lavora. Come ricorda anche la dottrina sociale, il lavoro cooperativo è il lavoro per eccellenza: un lavoro ‘con’ e ‘per’ gli altri. Questa ulteriore sinergia rientra in un ampio progetto, avviato ormai da anni, e segna un nuovo passaggio evolutivo nella direzione di una crescita reciproca e condivisa” – sottolinea Don Cristiano Re.
“Condividere visioni e azioni con la Diocesi è sempre un’occasione preziosa, irrinunciabile per Confcooperative Bergamo. Rafforza quel modo particolare di guardare all’economia che non si ferma al valore meramente finanziario. E il lavoro, per tutti e per ciascuno, sta al centro: lavorare non è mai solo guadagnarsi da vivere, ma realizzare ogni dimensione individuale e comunitaria degli uomini e delle donne” – aggiunge Lucio Moioli.
Stefano Remuzzi sottolinea: “Il lavoro deve assumere un valore di vocazione, nel senso più laico del termine. In che modo io posso costruire un pezzo di mondo migliore con il mio lavoro? Credo che il lavoro cooperativo risponda esattamente a questa domanda. L’attenzione ai valori, alle relazioni e alla riconsegna di senso sono elementi essenziali di fronte a un cambiamento radicale e veloce del mondo del lavoro”.
Infine, Fabio Benigni conclude: “Le cooperative Impact sono realtà che rispondono a requisiti stringenti in termini di autenticità cooperativa, legalità dei comportamenti e tutela dei lavoratori, oltre che di elevati standard qualitativi. Hanno una solida impostazione imprenditoriale, ma, soprattutto, generano un impatto sociale ed economico concreto, attraverso l’inserimento lavorativo di persone solitamente escluse dal mercato del lavoro. Questo accordo consentirà di ampliare ulteriormente le opportunità occupazionali, rafforzando una prospettiva di sostenibilità sociale sempre più diffusa”.
La sottoscrizione si inserisce nel programma di eventi “Tempo del Creato. Semi di Pace e di Speranza” della Diocesi e nell’ambito delle iniziative dell’80° anniversario di Confcooperative Bergamo e dell’Anno Internazionale delle Cooperative, promosso dalle Nazioni Unite.


