Dietro le quinte
Negli hangar di Orio con i tecnici dei cieli: “Garantiamo la sicurezza di milioni di passeggeri, non esiste margine d’errore”
Nella prima puntata del nuovo format di Bergamonews vi portiamo dentro l’aeroporto bergamasco per scoprire come gli aerei vengono messi ogni notte nelle condizioni di ripartire in sicurezza la mattina successiva
Terminato l’imbarco degli ultimi voli, l’aeroporto si ferma per poche ore. Gli hangar dello scalo di Orio al Serio si raggiungono percorrendo la strada perimetrale, l’anello che circonda la pista. È qui che, ogni notte, gli aerei vengono messi nelle condizioni di poter decollare in sicurezza la mattina successiva.
Quello girato nei grandi capannoni dell’aviazione è il primo episodio di “Dietro le quinte”, un nuovo format di Bergamonews. L’idea ‘dietro’ al progetto, perdonate la ripetizione, è quella di raccontare la vita e la professionalità delle persone che lavorano in luoghi strategici della città di Bergamo e della provincia orobica.
Ogni notte, negli hangar dello scalo bergamasco la posta in gioco è altissima. “È il nostro hub di manutenzione principale”, spiega Bartolomeo Arrabito, maintenance manager di South East Aviation Services (Seas), società con sede a Bergamo specializzata nella manutenzione degli aerei per il colosso irlandese Ryanair. Il Caravaggio per Seas è base di armamento, ma anche polo di distribuzione di ricambi e scorte.
Per la manutenzione degli aeromobili gli hangar sono un’infrastruttura fondamentale. “Permettono attività più lunghe rispetto a quelle di piazzale”, chiarisce subito lo shift supervisor Stefano Bellei. Un po’ come un direttore d’orchestra, il responsabile in turno coordina i lavori in tutte le basi Seas nel sud est del continente europeo interfacciandosi direttamente con il cliente a Dublino.
“Al netto di guasti non programmati, gli aeroplani devono essere consegnati puntuali la mattina successiva”, continua Bellei. Lavorare negli hangar significa essere al riparo dagli agenti atmosferici, ma anche avere a disposizione attrezzature pesanti e godere di livelli di luminosità calibrati. Condizioni ideali per permettere ai tecnici di lavorare senza distrazioni, riducendo al minimo le possibilità di errore.
In alta stagione la flotta di Ryanair di stanza a Orio è composta da una trentina di aeroplani. Gli hangar sono 5 e ogni notte ospitano un velivolo, mentre gli altri 20 rimangono sul piazzale per i controlli di routine. Dentro al capannone un meccanico completa il walk-around, un’ispezione visuale a 360° per assicurarsi che i sistemi siano al loro posto e che la fusoliera non presenti graffi o deterioramenti percettibili all’occhio nudo. Un altro tecnico controlla i livelli dell’olio idraulico, mentre un collega sale in cabina per fare un check degli equipaggiamenti da usare in caso di emergenza.
Ciò che accade durante la nostra visita è però molto più di un check-up completo. I tecnici manutentori indugiano parecchio nei pressi dell’ala sinistra del Boeing: c’è bisogno di effettuare una sostituzione e presto dal magazzino ricambi arriva il pezzo adatto. È un enorme flap, elemento chiave soprattutto durante le fasi di decollo e di atterraggio.
Le procedure prevedono passaggi obbligati, le cosiddette “doppie ispezioni”: se un operatore effettua un’attività di manutenzione su un componente, sarà un altro dipendente a effettuare l’ispezione finale che garantisce la redazione della delibera dell’attività. A mettere i brividi, forse, è la responsabilità che traspira in ogni singolo gesto, nella verifica di ogni singola vite.
Tecnici manutentori al lavoro sul BoeingTutto ruota intorno al concetto di sicurezza, declinato in qualsiasi forma. “Un paradigma che ognuno si porta anche a casa, fuori dall’aviazione – osserva Arrabito -. La sicurezza è ricercata in ogni aspetto, su ogni aereo volano migliaia di passeggeri al giorno: un errore latente sui sistemi di bordo potrebbe scaturire in un evento significativo”. Un ultimo controllo generale, un’occhiata ai registri: poi l’aereo è pronto a uscire dall’hangar e a portarsi sul piazzale. All’orizzonte si scorgono le prime luci del mattino: è già tempo di tornare a volare.







