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Baita Cernello, da quasi cinquant’anni modello di ricettività sociale: “Un luogo astratto dove il tempo si ferma”
Alcuni dei volontari della sottosezione del Cai di Alzano fuori dalla Baita Cernello

L’apertura estiva del rifugio in territorio di Valgoglio è garantita dai volontari della sottosezione del Cai di Alzano. Una serata trascorsa insieme a loro nel silenzio delle montagne

Valgoglio. Mentre in città proliferano case vacanze a prezzi spesso proibitivi e sulle Orobie spuntano cinque stelle e alberghi di lusso in quota, tra la Val Brembana e la Val Seriana ancora resiste un vibrante esempio di ricettività sociale. La Baita Cernello, ai piedi dei monti Cabianca e Madonnino, da quasi cinquant’anni accoglie escursionisti di passaggio tra vallate o gruppi di giovani appassionati della montagna.

Prima di tutto, un po’ di storia. Esattamente come avvenne per l’Aviasco, il Nero, lo Zuccotto e i due Campelli, anche il lago Cernello negli anni Venti venne sbarrato da una diga per raccogliere le acque provenienti dal versante sud-est del monte Madonnino e farle confluire alla centrale idroelettrica di Aviasco, vicino al centro abitato di Valgoglio. Siamo a quota 1.965 metri.

Per ospitare gli operai impegnati nei lavori di manutenzione della diga, negli anni Cinquanta vennero realizzati dei fabbricati che, chiuso il cantiere, non vennero più abbattuti e rimasero di proprietà dell’Enel. Nel 1976 la sottosezione del Cai di Alzano ottenne in concessione una costruzione che per anni era stata liberamente utilizzata dai pastori come rifugio durante la transumanza: questa venne adibita alla funzione di capanna sociale, struttura ricettiva alpina gestita dal Club Alpino. La Baita Cernello venne inaugurata il 24 settembre del 1978 dopo i lavori per attrezzarla a fornire ospitalità agli escursionisti.

Dal lato seriano il rifugio si raggiunge dalla località Bortolotti di Valgoglio tramite il sentiero del Cai n.228. A salire si costeggia per alcuni tratti un grosso tubo di colore che verde che collega i bacini artificiali in quota e la già citata centrale di Aviasco. Tra abetaie, pareti rocciose e spettacolari vedute sulle vallate circostanti, alla Baita ci si arriva in un’oretta e mezzo di cammino. Situata a pochi metri dalle rive dell’omonimo lago, rappresenta uno dei punti di partenza del Giro dei Cinque Laghi di Valgoglio. Tra i percorsi più amati nelle Orobie, è un itinerario ad anello tra panorami mozzafiato, specchi d’acqua cristallini, gradoni e sentieri scavati nella roccia.

Nei mesi estivi l’apertura, quasi continuativa, è garantita dai volontari della sottosezione di Alzano che fino a fine settembre si alternano alla conduzione della baita. Si danno il cambio praticamente ogni settimana, animando un rifugio tra i più frequentati dagli appassionati delle cime orobiche. A mezzogiorno è difficile contare gli escursionisti che si fermano a pranzare o a bere un caffè. Nelle ore pomeridiane ai fili fuori dalla baita rimangono stesi ad asciugare i panni di chi ha prenotato un posto per dormire: per la notte, nei locali interni, c’è spazio per una quindicina di persone più i rifugisti. “Ma tra i gruppi attrezzati con le tende e chi aveva prenotato un letto nel rifugio a Ferragosto c’erano almeno una cinquantina di persone”, ricorda Matteo, 24enne volontario di Ranica.

baita cernelloLa baita all'imbrunire

Per ogni servizio offerto non c’è un listino prezzi. I gestori chiedono una quota minima per il pernottamento, per tutto il resto accettano solamente l’offerta libera di chi trascorre insieme a loro qualche ora nel rispetto del silenzio della montagna. Sul menù della cena sabato sera, 20 settembre, c’era uno squisito risotto ai funghi. Porcini freschi, raccolti nei boschi poche ore prima da Paolo, un altro dei giovani volontari. Poi, cotoletta e verdure; per dessert le deliziose torte preparate da Elena e Patrizia.

La serata passa in fretta tra un paio di bicchieri di vino rosso e qualche ballata intonata dalla fisarmonica di Cristoforo, alpino di Bolgare. La sveglia, suona presto. Alle 7 siamo in piedi: colazione veloce ed è già tempo di tornare. “Così – recita la scritta posta fuori dall’ingresso del rifugio – tra un respiro e un sorriso soddisfatto, la baita Cernello diventa un luogo astratto: dove il tempo si ferma, la mente riposa e ogni fatica diventa una cosa… meravigliosa”.

baita cernelloIl panorama dalla cima del monte Madonnino