La giornata
|Salvini chiude Pontida: “Mai i nostri figli in guerra”. Il punto su sicurezza, tasse e ponte sullo Stretto
Militanti da tutta Italia per il raduno della Lega. Il segretario nazionale ricorda Charlie Kirk e annuncia la manifestazione del 14 febbraio
Pontida. Frotte di militanti provenienti da tutta Italia hanno gremito il pratone di Pontida per assistere ai discorsi dei big del Carroccio in attesa del leader Matteo Salvini. Tanti gli ospiti che si sono alternati sul palco, tra politici e giornalisti: da Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo passando per Daniele Capezzone e altri ospiti internazionali come Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National. Assente Santiago Abascal, presidente del partito politico di estrema destra Vox ed ex membro del Partito Popolare, intervenuto con un video messaggio.
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aperto il suo intervento chiedendo un pensiero per Charlie Kirk, l’attivista assassinato il 10 settembre 2025 a Orem, Utah, negli Stati Uniti, e ha ringraziato i militanti presenti sul pratone: “Dico grazie innanzitutto a voi, anima, cuore, festa della Lega. Altri partiti magari avranno più soldi, poteri finanziari alle spalle, sindacati politicizzati a disposizione, amici potenti e televisioni serventi, ma non hanno voi. Voi – dice Salvini – siete la forza della Lega. E vedervi da qua è spettacolare: tante bandiere, tante donne, tanti uomini arrivati da vicino e da lontano”
Il leader della Lega ha ricordato l’impegno dei giovani e dei militanti nel portare libertà di pensiero nelle scuole e nelle università, ringraziando anche giornalisti e amministratori:
“State riportando nelle scuole e nelle università realtà ed energia, liberandole da chi le usa per fare comizi e non per portare libertà di pensiero, saggezza e cultura. Ho guardato le persone negli occhi: non c’erano bianchi e neri, eterosessuali o omosessuali, cristiani o atei, c’erano uomini e donne, ognuno diverso, unico, protagonista e artefice del proprio destino”.

Il vicepremier ha poi fatto il punto sul processo Open Arms: “Ho vissuto quattro anni e mezzo di processo. Non sono bastate 268 pagine di assoluzione e più di 30 udienze. Qualcuno ha deciso di ricominciare: nelle prossime settimane sarà la Cassazione a decidere se dovrò ricominciare tutto da capo. Io non ho paura. Ho fatto il mio dovere e ho rispettato l’articolo 52 della Costituzione italiana”.
Parlando di politiche fiscali Salvini ha fatto presente che “due milioni di partite Iva e liberi professionisti grazie alla Lega pagano solo il 15% di tasse. Il nostro obiettivo è estendere la flat tax a tutte le lavoratrici e i lavoratori italiani. Pagare di meno per pagare tutti, incentivare a lavorare di più e aumentare nella prossima legge di bilancio fino a mille euro il reddito del ceto medio tra i 28 e i 60mila euro. Cancellare 170 milioni di cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate e liberare 20 milioni di italiani dal giogo di un fisco non sempre amico”.
Sulla politica estera e le infrastrutture, il leader della Lega ha sottolineato: “Del ponte sullo stretto di Messina se ne parla da duemila anni, noi realizzeremo facendo lavorare imprese, operai, giovani e architetti di tutta Italia”. Poi, un appunto sulla questione sbarchi: “Negli anni dei governi di centrosinistra Renzi e Letta avevano raggiunto quota 180mila all’anno. Nell’anno in cui ci avete mandato al governo non ne sbarcarono 180mila, ne sbarcarono meno di 9mila. Questo è il nostro obiettivo: tornare a blindare i confini italiani, nel vostro interesse”.

Sul tema della sicurezza: “Abbiamo 440mila donne e uomini in divisa. Non bastano, dobbiamo assumerne altri. Sì, ma non per andare a fare la guerra in Russia, ma per dare la caccia a mafiosi, spacciatori, stupratori, ladri e delinquenti nelle nostre città, fuori dalle nostre scuole, sui nostri treni, nelle nostre stazioni. Gli immigrati regolarmente presenti in Italia sono meno del 10% mentre quelli nelle galere sono più di un terzo e il 35% dei reati è commesso da stranieri. Chi porta rispetto è il benvenuto mentre il nostro problema sono quelli che non si vogliono integrare”.
Salvini, poi, chiama a raccolta i suoi per sabato 14 febbraio: “Saremo tutti insieme, protagonisti uno per uno, nella più grande manifestazione che si ricordi in difesa dei valori, dei diritti, dei confini e delle libertà della civiltà occidentale. A testa alta, con le nostre famiglie e con i nostri amici, come oggi, voi siete un esempio per tutto il mondo”.

