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Romano Prodi a Bergamo: “Il Mediterraneo è il cuore dell’Europa”

Il professore ospite d’onore del convegno di fine mandato dell’Associazione Italiana di Sociologia, intitolato “Le sfide del Mediterraneo per l’Europa”

“Quando gli Stati perdono il senso di comunità anche l’Europa perde il suo baricentro. Il Mediterraneo è e resta il cuore del continente”. Lo affermato Romano Prodi intervenendo nella mattina di venerdì 19 settembre nell’aula dell’ex Monastero di Sant’Agostino come ospite d’onore del convegno di fine mandato dell’Associazione Italiana di Sociologia, intitolato “Le sfide del Mediterraneo per l’Europa”.

Dopo i saluti istituzionali del Rettore dell’Università di Bergamo Sergio Cavalieri, della sindaca Elena Carnevali, di Daniela Andreini (Direttrice del Dipartimento di Scienze Aziendali) e di Stefano Tomelleri (Presidente AIS), è stato proprio Prodi ad aprire il confronto con una riflessione che ha subito catturato l’attenzione della platea: “Il Mediterraneo non è soltanto un luogo geografico, ma un modo di guardare il mondo”.

Prodi ha collegato la sua analisi geopolitica a un tema centrale del convegno: la sociologia pubblica. “Veniamo da quarant’anni di egemonia neoliberista – ha osservato – ma oggi la sociologia può dare un contributo fondamentale nel leggere i nostri tempi e nel comprendere le trasformazioni in corso”.

Nel suo intervento, Prodi ha analizzato le tensioni che attraversano la sponda sud del Mediterraneo, dalla Libia alla Siria, fino all’Egitto, sottolineando come potenze esterne – in particolare Stati Uniti e Turchia – abbiano perseguito politiche estere aggressive, contribuendo a destabilizzare l’area. “C’è stata più comunità nel passato che non oggi”, ha ricordato, invitando a recuperare una visione storica del Mediterraneo come spazio di scambi e convivenza.

Tre i nuclei tematici al centro della sua lectio.

Il Mediterraneo come cuore dell’Europa – “Quando gli Stati perdono il senso di comunità – ha detto – anche l’Europa perde il suo baricentro. Il Mediterraneo è e resta il cuore del continente”.
L’ossimoro della “democrazia autoritaria” – Prodi ha evocato il rischio di una regressione democratica: “Abbiamo esportato democrazia, ora stiamo importando autoritarismo. È un pericolo enorme per le nostre società”.
Il contributo della sociologia – secondo l’ex Presidente della Commissione Europea, è necessario uno sguardo che sappia coniugare analisi politica, ideologie economiche e riflessione sociale per affrontare le nuove sfide globali.

La lectio è proseguita in forma dialogica con Rita Bichi (Università Cattolica del Sacro Cuore), Alessandro Cavalli (Università di Pavia), Alberto Martinelli (Università di Milano), Giuseppe Moro (Università di Bari “Aldo Moro”) e Loredana Sciolla (Università di Torino). Il confronto, moderato da Stefano Tomelleri, si è concluso con un vivace dibattito aperto al pubblico, segno di un interesse diffuso verso un tema che intreccia politica, cultura e società.