Buona la prima per il battesimo del Circolo Matteotti di Bergamo
Sala della musica gremita al Teatro Donizetti per la presentazione dello spazio di cultura riformista, fondato dall’ex Sindaco Giorgio Gori e 26 altri soci 150 persone alla presentazione del libro dell’ex ministro Claudio Martelli: “Dobbiamo riaccendere la fiducia nella democrazia e vanno arginati i populismi”
Proprio nei giorni scorsi, l’ex ministro della cultura Dario Franceschini, intervistato da Repubblica, sosteneva che con il riformismo e i candidati moderati, ormai, non si possano più vincere le
elezioni. Che questo sia vero è tutto da discutere, visto che la polarizzazione della politica, in tanti Paesi del mondo, ha ridotto sensibilmente il numero di persone che esercitano il proprio diritto di
voto, indebolendo ulteriormente le fragili democrazie occidentali.
Fatto che sta che i cosiddetti “riformisti”, oggi, non hanno più una casa riconoscibile. Sono ormai sparsi in partiti diversi – da Forza Italia al Partito Democratico, passando da +Europa, ad Azione e
ItaliaViva – e sono alla ricerca di una via in grado di rilanciarne l’agenda politica, in un mondo in cui le forze populiste o illiberali si incartano sempre più tra conflitti armati, commerciali, ideologici, che minano le fondamenta della moderna democrazia.
Nel tentativo di ricostruire uno spazio di confronto del riformismo, a Milano, lo scorso maggio è nato il Circolo Matteotti, un’iniziativa della deputata dem Lia Quartapelle, affiancata da diversi
esponenti del riformismo di casa nostra, tra i quali l’ex sindaco di Bergamo e ora eurodeputato Giorgio Gori.
Nei mesi successivi nuovi circoli sono nati (o stan nascendo), figli di quello meneghino, a Brescia, Venezia, Padova, Parma, Reggio Emilia, Firenze, Roma, Campobasso, Bari, Catanzaro, Arezzo e
in altri comuni italiani.
Da questa settimana esiste anche un Circolo Matteotti a Bergamo, lanciato ieri sera proprio da Gori in una delle sale del Teatro Donizetti con la presentazione del penultimo libro dell’ex ministro
socialista Claudio Martelli, alla presenza della deputata Maria Elena Boschi, del consigliere regionale ed ex sindaco di Brescia Emilio Delbono e del sindaco di Mantova Mattia Palazzi.
A fondare il circolo nella sua versione orobica son 27 soci, tra i quali spiccano, oltre a Gori, i nomi dell’ex europarlamentare Pia Locatelli, del vicesindaco Sergio Gandi, degli assessori Marco
Berlanda e Ferruccio Rota, dei consiglieri comunali, vecchi e nuovi, Robi Amaddeo, Ezio Deligios, Stelio Conti, Niccolò Carretta, Nicola Eynard, Francesca Riccardi, Paola Rossi, dell’avvocato Carlo
Salvioni, del “freedem” Renato Sarli, dell’ex portavoce al Comune di Bergamo Francesco Alleva, dell’ex responsabile del cerimoniale di Palazzo Frizzoni Cristiana Barca e di diversi altri
professionisti della città. L’associazione si è dotata di un direttivo, nel quale siedono Gori, Rossi, Carretta, Sarli e la commercialista Michela Pellicelli.

E di un indirizzo email, circolomatteotti.bg@gmail.com, a cui chiunque può rivolgersi per chiedere informazioni sull’attività dell’associazione.
Ma, precisazione importante, il Circolo – per statuto – non può né potrà divenire un nuovo soggetto politico.
“Il circolo – si legge sullo statuto dell’Associazione – è un luogo di confronto tra persone che condividono una cultura riformista, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, con
l’obiettivo di arricchire quella definizione – “riformista” – con nuovi contenuti, idee e proposte. In un mondo in cui vacillano gli equilibri delle democrazie liberali e crescono le minacce autoritarie,
l’Associazione nasce per contrastare la messa in discussione dei nostri valori fondamentali: libertà individuale, democrazia, stato di diritto, solidarietà ed europeismo”.
Gli obiettivi del Circolo sono quindi quelli di “diffondere una cultura politica europea, considerando un’Europa politicamente unita come il più solido argine contro le derive autocratiche e nazionaliste e la migliore prospettiva per garantire pace, libertà e prosperità ai cittadini; promuovere riforme strutturali per arrestare il declino dell’Italia; favorire la crescita economica del Paese, con particolare attenzione ai giovani, valorizzando la ricerca e l’innovazione tecnologica”.

Al primo appuntamento voluto dalla neonata associazione hanno partecipato oltre 150 persone (tra queste anche gli ex assessori Marco Brembilla e Gianfranco Ceci, il presidente del Teatro Donizetti Giorgio Berta e l’ex direttore di Sacbo Emilio Bellingardi), ma qualche decina di aspiranti partecipanti non ha potuto fare ingresso nella sala scelta per l’evento all’interno del Teatro
Donizetti di Bergamo, per via delle inderogabili norme di sicurezza. Buona la prima dunque.
Il libro di Martelli “Il merito, il bisogno e il grande tumulto” è stato il motore di una riflessione scaturita in alcune domande fondamentali: come rilanciare la fiducia che ha caratterizzato il boom
economico italiano e fare tornare a crescere il Paese? Come si fa a conciliare le spinte individualistiche con la necessità di tenere coesa la società? Come rafforzare la pace e la democrazia in Occidente, mai così in pericolo come in questo periodo storico (proprio mentre si discuteva, tre Mig russi hanno sorvolato lo spazio aereo estone, intercettati e respinti da caccia italiani, a dimostrazione dell’urgenza di dare una risposta alla domanda)?
Domande fondamentali, a cui è necessario dare risposta al più presto. Per il bene di tutti noi.


