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T2, lavori completi al 54%: “Stiamo accelerando. Cresce la rete ma anche la squadra: da 47 a 80 dipendenti”
I binari posati in via Corridoni

Gianni Scarfone, amministratore delegato di Teb, illustra lo stato di fatto dell’infrastruttura: i nuovi ingressi in organico sono soprattutto conducenti di tram, ma verrà potenziato anche il centro di controllo

Come in un puzzle, ogni piccolo pezzetto del tracciato della futura linea T2 della Teb, che collegherà la città all’imbocco della Val Brembana, sta pian piano trovando il suo posto.

La posa dei binari a raso in via Corridoni, tra le fermate “Bronzetti” e “Santa Caterina”, è solo l’ultimo intervento completato (la saldatura delle rotaie in centro strada è stata completata venerdì 5 settembre), grazie al quale la percentuale di completamento dell’opera è salita al 54%.

Il traguardo è fissato tra 9 mesi, a giugno 2026, data entro la quale dovrebbero essere conclusi tutti i macro-cantieri relativi a tracciato, fermate, parcheggi, pista ciclopedonale e nuovo deposito, secondo un cronoprogramma fitto e ben definito.

Dall’apertura dei lavori ad aprile dello scorso anno, sono stati attivati 16 dei 17 cantieri previsti in termini di fermate: solamente quello di “Bergamo FS” è ancora in attesa e inizierà a muoversi solo nei mesi conclusivi, perché direttamente impattato dal programma di realizzazione delle opere relative alla stazione cittadina e al collegamento con l’aeroporto di Orio al Serio.

“Sì, ci siamo legati a doppio filo anche perché abbiamo giocato un ruolo chiave nella progettazione di quel terminal dei trasporti, puntando molto sull’integrazione di percorsi e infomobilità da un lato e sull’architettura dall’altro – spiega Gianni Scarfone, amministratore delegato di Teb – Per il nostro intervento abbiamo dato gli incarichi agli stessi progettisti della futura stazione di Bergamo e di Rfi, perché vogliamo avere un layout architettonico che sia in continuità col contesto circostante. Per questo motivo abbiamo collocato l’intervento sulla fermata della stazione alla fine del programma: col Comune di Bergamo cerchiamo di inserire il termina tramviario in un approccio integrato sul quale abbiamo contribuito a spingere sin dall’inizio”.

In corrispondenza delle restanti 16 fermate (8 sul territorio comunale di Bergamo e due ciascuno per i comuni di Ponteranica, Sorisole, Almè e Villa d’Almè),  i lavori proseguono invece a velocità variabile: “Siamo in una fase di decisa accelerazione delle attività – continua Scarfone – L’impatto in termini di cantieri sul territorio dovrebbe essere molto più limitato, ma già nei mesi passati quando abbiamo dovuto intervenire lo abbiamo fatto nell’ottica dei minori disagi possibili. La logica è sempre stata quella di predisporre interventi limitati nel tempo e concentrati in orari di minore traffico”.

A trovarsi nello stadio più avanzato sono sicuramente tutte le opere civili propedeutiche alla collocazione dei binari: la predisposizione della sede sulla quale saranno fissati è stata completata su gran parte del tracciato, con elementi di base già perfettamente percepibili a livello visivo un po’ ovunque, ad esclusione del già citato terminal di piazzale Marconi.

Operazioni che permetteranno di contenere i tempi dei prossimi interventi, con la progressiva realizzazione anche di attraversamenti e fermate. Tra ottobre e novembre le rotaie inizieranno a comparire in successione in città nelle vie Ponte Pietra (fermata Stadio), via Beato Guala, via Luigi Einaudi e via Pescaria, (fermata De Gasperi), via Crocefisso (tra le fermate Crocefisso e S. Antonio) e via Raboni (tra le fermate S. Antonio e Pontesecco).

Fondamentale, in questo senso, il costante coordinamento con i Comuni. Come nel caso di Ponteranica, oggetto di uno degli interventi più ampi e importanti che ha portato anche a una riqualificazione della vecchia stazione ferroviaria di via Valbona e della piazza. E ancora per l’utilizzo del vecchio tunnel ferroviario a binario unico

A Petosino proseguono i lavori sul deposito dei tram, in adiacenza del quale sia a Nord che a Sud sono stati già posati i binari: “Altri saranno posizionati nelle prossime settimane – evidenzia ancora Scarfone – In questo modo quando arriveranno i primi tram da Skoda potremo iniziare ad eseguire i test: si parla del primo trimestre 2026 per le prime macchine, poi subito dopo arriveranno gli altri fino al raggiungimento dei 10 oggetto della commessa. Una volta completato il piazzale, si procederà all’allestimento dei dispositivi e dei macchinari interni. Sarà un deposito più limitato rispetto a quello di Ranica, senza un’officina. Potranno essere fatti solo interventi minimi di manutenzione, ma di base resta uno spazio di ricovero dei mezzi”.

Insieme ai tram (che si integreranno perfettamente con i 14 già in servizio sulla linea T1, potendo viaggiare su entrambi i tracciati senza distinzione) arriveranno anche i tecnici di Skoda: “Staranno con noi per un po’, non solo nella fase di pre esercizio, ma anche nell’esercizio ordinario. Per i primi tre anni tutti i mezzi sono in garanzia e questo ci dà modo di formare il personale, che sarà ampliato passando dagli attuali 47 a 80 persone circa. Saranno soprattutto conducenti di tram, ma verrà rafforzato anche il centro di controllo con tre nuove figure”.

Il potenziamento della squadra passerà dai bandi, alcuni già conclusi e altri che si apriranno nelle prossime settimane: “Dobbiamo assumere una ventina di conducenti, in due momenti distinti nel corso del prossimo anno – illustra Marina Colombi, responsabile Area Operations con l’incarico di Direttore di Esercizio di Teb – Il 6 ottobre, invece, ne entreranno in organico altri 4 che già sono stati selezionati dalle graduatorie. Il percorso per diventare conducente di tram non è semplice, per questo viene effettuata una formazione interna finalizzata all’ottenimento dell’abilitazione. I requisiti di ammissione sono semplice: diploma o attestato di qualifica professionale e un’età inferiore ai 45 anni, limite che decade per chi invece ha già esperienza nel settore”.