Ritardi sul pagamento del trattamento di fine servizio: “Inps nega diritti ai pensionati pubblici”
Nota della segreteria Fnp Cisl di Bergamo. Gatti: “una vera e propria ingiustizia sociale”
Il “calvario” che molti ex lavoratori del pubblico impiego devono sostenere per ottenere il proprio Trattamento di fine servizio (Tfs), la liquidazione che a un lavoratore privato arriva nei giorni immediatamente successivi al pensionamento, è da sempre oggetto di lamentele e di vere e proprie sofferenze da parte dei diretti interessati. Anche a Bergamo e provincia non sono pochi i casi di persone che attendono ben oltre i 27 mesi previsti da una norma già discriminante in sé stessa, e ancora non pochi quelli che hanno dovuto rivolgeresti a banche o finanziarie per ottenere un anticipo che di fatto toglie parte del “tesoretto” custodito per tuttala vita professionale.
La Fnp, Federazione dei Pensionati Cisl di Bergamo, interviene denunciando i ritardi ormai cronici dell’Inps bergamasca nel pagamento del Trattamento di Fine Servizio (Tfs) ai dipendenti pubblici, “una vera e propria ingiustizia sociale”.
“È inaccettabile – dice Mario Gatti, segretario provinciale di Fnp Bergamo – che molti lavoratori bergamaschi, dopo aver servito nel Settore Pubblico (Stato, Scuola. Enti Locali e Sanità), debbano attendere tempi biblici per ricevere ciò che spetta loro di diritto. Solo la nostra Federazione ha ricevuto e sostenuto solleciti e diffide per 61 persone ora pensionati. A oggi, 20 di essi ancora attendono pur vantando un ritardo che arriva fino a tre anni, oltre ai ventisette mesi già previsti dalla norma. L’INPS non può continuare a nascondersi dietro vincoli organizzativi, burocratici ed economici per quanto attiene la gestione nazionale: siamo di fronte a un evidente abuso, che colpisce persone già in una fase delicata della vita, spesso costrette a rinunciare a progetti o a ricorrere a prestiti onerosi per affrontare difficoltà familiari in attesa di ricevere il proprio denaro”.
Il fondo di credito Inps, sostenuto dai lavoratori e dai pensionati, previsto per l’anticipo del Tfs è bloccato da aprile 2024 per esaurimento delle risorse disponibili.
Per questo, Fnp Cisl chiede con forza “l’immediata liquidazione di tutti i Tfs arretrati e il pagamento entro tempi stabiliti con certezza e stabilità per chi da ora cessa dal servizio; la fine dei rinvii, delle giustificazioni burocratiche e ancor peggio delle mancate risposte alle diffide e ai solleciti da parte dell’Inps, che non può continuare a trattare i pensionati come creditori di seconda classe; un intervento risolutivo urgente da parte del Governo verso l’Inps e per rivedere l’attuale normativa che legittima questi ritardi vergognosi”.
“I lavoratori pubblici hanno già dato – conclude Gatti -. Lo Stato ne deve salvaguardare il loro diritto. Non è più tollerabile che, dopo aver rispettato ogni dovere contributivo, debbano elemosinare i loro diritti. L’Inps si assuma finalmente le proprie responsabilità”.


