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Generare futuro insieme: aiutiamo i giovani a scegliere la facoltà universitaria

Istituzioni, impresa e cultura al centro del secondo appuntamento della rassegna “Comunità in dialogo. Dati, esperienze, visioni”, promossa da Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico, in collaborazione con Intesa Sanpaolo

Generare futuro insieme. Sta tutto nel titolo dell’incontro il filo rosso che annoda gli interventi del secondo appuntamento della rassegna “Comunità in dialogo. Dati, esperienze, visioni”, promossa da Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Al centro del dibattito di giovedì 18 settembre, presso la Sala Funi di Bergamo (sede Intesa Sanpaolo e Fondazione Banca Popolare di Bergamo-EF), il rapporto tra istituzioni, impresa e cultura come motore di sviluppo per una comunità capace di generare opportunità e futuro, con uno sguardo privilegiato alle nuove generazioni.

A presentare il quadro con la schiacciante concretezza dei dati è Giovanni Foresti, Head of Regional Research Intesa Sanpaolo: “La provincia di Bergamo spicca in ambito italiano per la vocazione manifatturiera – 27,4% degli occupati a Bergamo contro il 15,1% in Italia e il 18,7% in Lombardia – e per la propensione all’export (49,8% contro il 31,9% in Italia e il 36,5% in Lombardia). Se negli anni Bergamo spingerà sull’innovazione, avrà un grande potenziale di crescita”.
Se di futuro si parla, il focus non può che spostarsi sui giovani: “Un sano accompagnamento generazionale può aiutare le nostre aziende ad introdurre con successo la tecnologia”. Come in tutti i territori del Nord Italia, anche qui pesa il divario tra domanda e offerta di lavoro, e tra offerta e fabbisogno di formazione terziaria (laurea). “Con una maggiore informazione sulle concrete opportunità di lavoro e carriera, i giovani potrebbero essere aiutati a scegliere la facoltà universitaria”: l’assist di Foresti va al mondo dell’impresa e al mondo accademico.

“Essere imprenditori è una decisione, non ha a che fare con qualcosa che si eredita”, chiarisce nel suo intervento Fabio Bosatelli, Presidente Gewiss Spa. Entrato nell’azienda (fondata dal padre nel 1970) “con l’inquadramento più basso”, fin da subito decide di assumere “l’attitudine di provare a fare meglio, che si trattasse di un prodotto o di una politica commerciale”. Finché arriva quel “treno che si chiama solitudine, che ti fa decidere quali responsabilità sei disposto ad assumerti e che ti fa fare uno scatto in avanti. Non lo fai più solo per te, per la retribuzione o la carriera, ma anche per i tuoi collaboratori, per la comunità e il territorio”.

Al centro di questa sfida – Chorus Life incluso – c’è il capitale umano: “Per me è un laboratorio di innovazione sociale. Più dell’80% delle componenti e della manodopera impiegata, è stata trovato nel raggio di 50 chilometri da Bergamo. Un’area è stata rigenerata e restituita alla città: 500 milioni di investimento, con un miliardo di indotto di ritorno per Bergamo”.

Il tasso di occupazione del nostro territorio rischia di disincentivare i giovani a continuare gli studi, è la provocazione di Sergio Cavalieri, Rettore Università degli Studi di Bergamo: “Tanto il lavoro lo trovano lo stesso. Lo sappiamo, 1 su 2 è diplomato, solo 1 su 4 è laureato: occorre investire in formazione. L’intelligenza artificiale sta scardinando i paradigmi fin qui consolidati: le nuove professionalità ci mostrano sempre maggiori interazioni tra mondi che sembravano incomunicabili, come l’area linguistica e le discipline STEM. Con CREO – il nuovo percorso di formazione accademica e imprenditoriale dell’Università degli studi di Bergamo – promuoviamo anche le soft skills. La collaborazione con gli ITS (Istituti Tecnologici Superiori) può contribuire a colmare il divario tra le aspettative di chi si laurea e ciò che effettivamente un’azienda può offrire”.

“Comunità in dialogo. Dati, esperienze, visioni”

Secondo il Gen. Div. Cosimo Di Gesù, Comandante Accademia Guardia di Finanza di Bergamo, la trasmissione di valori può spingere i giovani verso questa strada. “Chi sceglie di fare il nostro mestiere ha già una base valoriale forte. Sa che probabilmente dovrà fare delle rinunce rispetto ai propri coetanei e che avrà meno libertà nell’organizzazione familiare, a causa dei trasferimenti. Nonostante le sfide e i pericoli del nostro lavoro, dobbiamo consolidare questa vocazione, a partire dai valori della tradizione della Guardia di Finanza. Da qui possiamo costruire il futuro”.

Il domani affonda le sue radici anche in un archivio. “Il territorio è un testo che dobbiamo imparare a decifrare. Un museo diventa visionario, se sa intercettare l’interesse di altri. Non come sponsorizzazione, ma come alleanza per il futuro”, così Roberta Frigeni, Direttrice Museo delle Storie di Bergamo. “I giovani che entrano in un museo non sono dei consumatori. Definiamoli come abitatori della cultura, cioè persone che hanno un habitus verso la cultura, cioè che si sentono responsabili della sua cura”. E se, come afferma la Convenzione di Faro, nessun patrimonio culturale può dirsi tale finché non entra in relazione con la comunità, “le donazioni ai musei generano futuro, perché un’eredità familiare diventa un segno di continuità”. Proprio come il Museo del Risorgimento di Bergamo, fondato dal sindaco Sebastiano Zilioli, che accoglie più di 20mila testimonianze donate dai bergamaschi nel 1917.

“Con ‘Comunità in dialogo’ vogliamo che la Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico diventi una piattaforma stabile di confronto e di dialogo tra i protagonisti del territorio per coltivare buone relazioni, generare visioni condivise e nuove prospettive per Bergamo”, ha dichiarato Armando Santus, presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo – Ente Filantropico.

“Comunità in dialogo. Dati, esperienze, visioni”

I giovani sono “il vero motore di comunità capaci di crescere e innovare, e Intesa Sanpaolo vuole essere al loro fianco in questo percorso”, è l’inciso di Daniele Pastore, direttore Regionale Lombardia Nord Intesa Sanpaolo. “Anche sul territorio bergamasco, siamo impegnati attivamente per contribuire allo sviluppo sociale, alla lotta alla povertà, l’accesso alla formazione professionale e all’occupazione”.

Il prossimo – e ultimo – incontro del ciclo di appuntamenti si terrà giovedì 23 ottobre, alle 18, e avrà come titolo “Valore comune. La finanza al servizio della comunità”, con la partecipazione di monsignor Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, e Paolo Maria Grandi, Consigliere Intesa Sanpaolo e Presidente Comitato Governance, introdotti da Giovanni Bazoli, Presidente emerito Intesa Sanpaolo. L’ingresso è libero e gratuito, previa registrazione online su eventbrite (link: https://bit.ly/3Sy93sP), raggiungibile anche dal sito fondazionebpb.it/eventi.