Diffamò un maneggio di Mapello: Nicole Berlusconi offre 20mila euro di risarcimento ai gestori, che rifiutano
In seguito ai post sui social dell’associazione animalista Progetto Islander, fondata dalla nipote di Silvio, il centro ippico fu costretto a chiudere perché i clienti ritirarono i loro cavalli
Mapello. Lunghi capelli biondi, sneakers, camicia stampata, salopette di jeans e borsa di paglia intrecciata: Nicole Berlusconi, figlia di Paolo, nipote dello scomparso Silvio, giovedì 18 settembre è arrivata in tribunale a Bergamo insieme ai suoi avvocati per il processo che la vede imputata per calunnia, diffamazione, interferenza nella vita privata e violazione di domicilio a danno dei gestori del maneggio Cà del Pianone Asd di Mapello.
I suoi legali hanno presentato 4 assegni per un totale di 20mila euro come somma risarcitoria, 10mila per Micaela Asia Antani e altrettanti per suo fratello Lorenzo Mirko. La prima, presente in aula, ha rifiutato l’offerta, il secondo invece non è comparso a causa di un imprevisto lavorativo e si dovrà esprimere in merito nella prossima udienza.
I fatti risalgono alla primavera del 2003, quando Nicole, 37 anni, fondatrice dell’associazione animalista Progetto Islander, fece un sopralluogo al centro ippico di via delle Fosse scattando fotografie dei cavalli e postandole sui profili social della onlus con pesanti commenti. Accusava i titolari di incuria nei confronti dei 35 equini a loro affidati da diversi proprietari, descrivendo una “situazione agghiacciante”, con animali denutriti, con il manto infestato dai pidocchi, magri, senza cibo né lettiera, custoditi in box sporchi e con a disposizione solo fieno ammuffito.
Fu la stessa Berlusconi a chiamare i carabinieri per denunciare le condizioni nelle quali, a suo dire, erano tenuti i cavalli. Arrivarono i militari forestali di Almenno che, però, non rilevarono nessun tipo di maltrattamento nei confronti degli animali. L’associazione denunciò i due fratelli, il pubblico ministero chiese e ottenne l’archiviazione nonostante l’opposizione di Nicole Berlusconi. A quel punto a presentare denuncia furono i gestori del maneggio e la 37enne venne rinviata a giudizio.
Ma ormai i post al vetriolo, rimasti in rete per lungo tempo e rimossi solo di recente, avevano fatto il giro del web e diversi clienti che si appoggiavano alla struttura decisero di affidare i loro cavalli ad altri centri, compresa l’onorevole Michela Brambilla, che a Mapello teneva nove animali e che nell’ambito del procedimento verrà sentita come teste. Nell’arco di un paio di mesi il centro ippico Cà del Pianone chiuse i battenti: Lorenzo iniziò a lavorare come assistente di volo, Micaela volò in Arabia dopo aver trovato un impiego presso un cavaliere olimpico. Ora è tornata a casa ma, come ha dichiarato il padre Piermauro fuori dall’aula, “è diventato tutto difficile. Nell’ambiente della Fise, la Federazione Italiana Sport Equestri, ci guardano di traverso dopo questa vicenda, anche se noi non abbiamo fatto nulla”.
La giudice Laura Garufi ha stralciato dal fascicolo la calunnia, in quanto è un reato procedibile d’ufficio che riguarda solo Micaela come parte offesa. Ci saranno quindi due processi, ma le prossime udienze sono state fissate entrambe per il 18 dicembre. Per quanto riguarda il risarcimento, se i due fratelli rifiuteranno l’offerta sarà il giudice stesso a stabilirne la congruità. L’intenzione della famiglia Antali è quella di intentare anche una causa civile, considerato il danno economico subito in seguito alla chiusura del maneggio.
Micaela Asia Antani, a destra, con il padre Piermauro e l'avvocato Ramona Li Calzi


