Same, tra innovazione e storia: il museo come strumento per preservare i valori dell’impresa
Guidesi al Museo Same: “Raccontare la storia di aziende come questa è fondamentale per dare continuità al manifatturiero lombardo”
Treviglio. Non solo custodi di storia ma veri e propri “asset di competitività”. Cioè strumenti fondamentali per permettere alle imprese di stare sui mercati. Con queste parole Antonio Calabrò, presidente di Museimpresa, ha definito i musei d’impresa, per la cui valorizzazione Regione Lombardia ha messo a disposizione complessivamente un milione e mezzo di euro: prima attraverso un bando da 500mila euro, poi rifinanziato con un ulteriore milione.
L’occasione è stata la visita al Museo Same, destinatario di un contributo regionale di 48mila euro, da parte dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi. Accompagnato da Ludovico Bussolati, presidente e Ceo di Same Deutz-Fahr, l’assessore ha potuto visitare la struttura, ripercorrere le tappe più significative della meccanizzazione agricola e toccare con mano i macchinari “Made in Treviglio“.

“Per noi – dice Guidesi – raccontare la storia di imprese come queste è fondamentale affinché ci possa essere una continuità da parte di questo territorio e di questa regione nello sviluppare il comparto manifatturiero, oltre a dare occasione alle nuove generazioni di vedere quello che siamo riusciti a fare in Lombardia, così da poterlo replicare.”
L’assessore ha poi sottolineato come il percorso fatto faccia leva “sulla capacità di sviluppo, di ingegno, di inventiva e di vera e propria imprenditorialità lombarda, che si è creata anche grazie a un approccio culturale al migliorarci quotidianamente e che ci consente di raggiungere i successi che stiamo avendo sia dal punto di vista economico che competitivo”.
Nel corso dell’incontro sono state annunciate alcune novità tecnologiche che, entro la fine dell’anno, verranno implementate nel Museo Same, attivo dal 2008, per migliorare l’esperienza dei visitatori. In arrivo una “timeline” che consentirà di rivivere il quasi secolo di vita di Sdf, oltre a nuove teche, monitor e materiale audiovisivo.

“Per Sdf – interviene Calabrò – valorizzare il proprio passato significa insistere su una caratteristica di fondo comune a moltissime imprese di questo territorio: l’innovazione. Same era innovativa quando ha creato la prima trattrice ed è innovativa oggi. Ha anticipato la trasformazione dei tempi – prosegue – a testimonianza di come questo Paese, e alcuni territori in particolare, siano una straordinaria leva di crescita economica e civile. Il futuro dell’Italia o ha l’industria, l’innovazione e la trasformazione tecnologica come cardine del suo sviluppo, oppure non cresce.”
“Il museo e l’archivio storico – sottolinea Ludovico Bussolati, presidente e Ceo di Sdf – sono il miglior strumento che possiamo avere per ricordare a tutti i dipendenti e ai nostri clienti quanto per noi siano importanti i valori. Raccontarli non basta: bisogna farli vivere attraverso la storia del nostro fondatore e di tutto lo sviluppo che ha avuto l’azienda, manifestando l’attenzione che portiamo verso le nostre radici. Questo è il miglior modo di preservare i valori e lo spirito di un’azienda nel tempo, anche con le nuove leve e i nuovi collaboratori che si uniscono a noi.”
Poi aggiunge: “C’è un aspetto fondamentale nella dedizione e nell’attenzione agli investimenti che facciamo. Quando acquisiamo un’azienda – spiega Bussolati – una delle prime cose che realizziamo è un museo, cercando un archivio con disegni e documenti storici, così da arricchire il valore di Same con i valori di quella realtà che entra a far parte del gruppo”.
“Speriamo – conclude – di essere anche un modello, un esempio, perché altre aziende possano fare in modo che la cultura del fare e dell’intraprendere non vada persa e che il mondo industriale italiano e lombardo non venga travolto dai tempi e dai valori della finanza”.


