Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo, flessibilità e visione per rispondere alla sfida dell’incertezza
È il filo conduttore dell’assemblea dei giovani imprenditori di Confindustria Bergamo, riunita ieri nella suggestiva cornice del Monastero di Astino per l’Assemblea annuale, che si è focalizzata sul convegno dal titolo “Navigare nell’incertezza. Strumenti, visioni e competenze per i giovani imprenditori”
Una riflessione a più voci sulle sfide di un mondo caratterizzato dall’incertezza. È il filo conduttore dell’assemblea dei giovani imprenditori di Confindustria Bergamo, riunita ieri nella suggestiva
cornice del Monastero di Astino per l’Assemblea annuale, che si è focalizzata sul convegno dal titolo “Navigare nell’incertezza. Strumenti, visioni e competenze per i giovani imprenditori”.
Dopo i saluti istituzionali di Matteo Vavassori, presidente Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Bergamo, Giovanna Ricuperati, presidente Confindustria Bergamo e Maria Anghileri, presidente nazionale dei Giovani Imprenditori, Giuseppe Schirone, Principal Prometeia, ha delineato i complessi scenari geopolitici e gli impatti sull’impresa. A seguire, la video intervista doppia con Paola Santini di Santini SMS e Franco Acerbis di Acerbis, che si sono confrontati sui cambiamenti nel tempo del modo di fare impresa, e un dibattito in diretta con Gianmarco Lanza, Amministratore Delegato, Fae Technology e Giovanni Fassi, Amministratore Delegato, Fassi Gru.
“Il nostro obiettivo come Gruppo – ha sottolineato in apertura Matteo Vavassori – è quello di agire per il futuro, leggere con attenzione il presente, coltivare la resilienza in un contesto di
cambiamenti vorticosi”. Per la presidente Giovanna Ricuperati, che ha ringraziato Vavassori per il grande lavoro svolto, è essenziale creare in azienda organizzazioni nuove, dove lo scambio di
competenze ed energie fra le generazioni sia valorizzato al massimo all’interno di un progetto e di valori condivisi e messi in pratica grazie anche all’individuazione di nuovi linguaggi. In video collegamento Maria Anghileri ha ribadito, visto il presente di estrema incertezza geopolitica e commerciale, l’urgente necessità di un piano industriale europeo anche basato su eurobond che sappiano intercettare le grandi disponibilità finanziare che finiscono altrove, spesso negli Stati Uniti, creando pericolosi effetti boomerang.
Una visione di lungo periodo è stata offerta da Giuseppe Schirone, che ha evidenziato come il commercio internazionale stia rallentando dopo oltre sessant’anni di crescita. Se da un lato gli Stati
Uniti stanno agendo con continui affondi nei confronti degli alleati tradizionali per ridurre il disavanzo commerciale imponendo dazi e una maggiore condivisione dei costi per la difesa, dall’altro si affacciano nuovi raggruppamenti mondiali, come l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, il blocco contrapposto all’Occidente sotto la guida di Pechino che oggi vale oltre un quarto del PIL mondiale e rappresenta quasi la metà della popolazione globale. Uno scenario difficilissimo dove l’industria italiana comunque crescerà, secondo le previsioni di Prometeia, da oggi al 2030, ma a tassi inferiori rispetto al quinquennio precedente. Fra gli inviti, nell’era dell’incertezza, quello di sviluppare strategie aziendali chiare e condivise e di puntare su adattabilità, sperimentazione e flessibilità.
Caratteristiche che sembrano già essere nel DNA degli imprenditori, come confermano le esperienze a confronto di Giovanni Fassi e Gianmarco Lanza. Il primo ha evidenziato che “l’incertezza è sempre esistita e la risposta è da sempre, per noi, la grande flessibilità. I nostri prodotti speciali, tarati su misura sul cliente, sono una parte importante del totale e testimoniano la nostra capacità di accogliere e reagire in fretta alle richieste”. Un invito alla creazione di modelli organizzativi altamente flessibili che sappiano valorizzare tutti gli apporti in azienda viene da Gianmarco Lanza: “L’incertezza va accettata e gestita – ha sottolineato – guardando contemporaneamente sempre avanti”. Fa parte di questo percorso anche l’ingresso nel settore spazio, grazie all’accordo appena concluso con un’azienda specializzata, ultimo di una serie di operazioni. “Avere il capitale aperto – ha concluso Lanza – è stato per noi fondamentale per accelerare la crescita”.






