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“Costretta a indebitarsi per evitare le botte”, il compagno condannato a 2 anni e mezzo per maltrattamenti

Il caso seguito dall’associazione Yana che ha affiancato la donna fino alla sentenza del tribunale di Bergamo

Il tribunale di Bergamo ha condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione un uomo accusato di maltrattamenti nei confronti della compagna, oltre al pagamento delle spese legali e processuali, con il riconoscimento di un risarcimento di 8mila euro alla vittima.

Elisa (nome di fantasia), ha vissuto dal 2011 al 2017 anni di violenze fisiche e psicologiche: insulti, umiliazioni, percosse, fino a una condizione di totale dipendenza dal partner. I problemi sorgevano quando non assecondava le richieste di denaro dell’uomo. Richieste frequenti, che le avrebbero fatto accumulare debiti per decine di migliaia di euro firmando prestiti e documenti di vario genere.

Nel 2018, trovata la forza di reagire, la donna ha sporto denuncia. Tuttavia, negli anni successivi, l’iter giudiziario si era arenato, rischiando addirittura la prescrizione.

La svolta è arrivata quando Elisa si è rivolta all’associazione Yana, che l’ha accolta e messa in contatto con l’avvocato Arianna Licini del foro di Bergamo, che ha preso in carico il caso riuscendo a riportarlo all’attenzione del tribunale, fino alla sentenza definitiva.

“Oggi Elisa è più serena – spiegano dall’associazione – e ha compreso l’importanza di chiedere aiuto il prima possibile. Denunciare i maltrattamenti non è mai facile, ma è il primo passo per uscire da una spirale di violenza e ricostruire la propria vita. Il caso rappresenta non solo una vittoria legale, ma anche un segnale di speranza per tutte le donne che vivono situazioni simili: non sono sole, e la giustizia può fare la sua parte quando le vittime trovano il coraggio di farsi ascoltare”.