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Nadal e Luis Enrique, due spagnoli che hanno conquistato Parigi coi propri successi. Lo hanno fatto a pochi passi di distanza, in un quartiere periferico della capitale, ma che se si parla di sport è forse il centro, con due stati confinanti. Qui l’Atalanta inizierà la propria Champions

Parigi. Rafael Nadal e Luis Enrique. Professionisti dello sport di altissimo livello, eccellenze nel loro campo, spagnoli anche se uno è del Real e l’altro del Barcellona, ma soprattutto entrambi hanno conquistato Parigi con le loro vittorie sportive.

Quantificabili quelle dell’ex tennista, per 13 volte campione sulla terra rossa del Roland Garros. Intangibili, quelle dell’Allenatore del Paris Saint-Germain, che di fatto di trofeo fuori dai suoi confini sotto la Tour Eiffel ne ha conquistato uno solo, il più importante nel suo ambito, quello che stava diventando un’ossessione per il suo club e per i tifosi: la Champions League.

La curiosità? I due regni sono quasi adiacenti. Benvenuti nel quartiere di Boulogne-Billancourt, zona sud ovest di Parigi, fuori dalla tangenziale che delinea il centro. Qui, poche centinaia di passi separano il regno di Nadal e la casa del Paris Saint-Germain. Qui c’è la casa dello sport parigino.

roland garros parigi

 

Ah, e c’è anche il terzo incomodo: il Paris FC, il cui stadio è praticamente confinante rispetto a quello dei fratelli maggiori — non per questione anagrafica, ma per trofei e soldi spesi certamente sì. In questa stagione torneranno a giocare il derby in Ligue 1: la trasferta più corta dell’anno. Praticamente un isolato.

Beh, ma poi anche detto che probabilmente i secondi non sono così contenti di condividere coi primi uno spazio interno: lo store ufficiale del PSG è allocato all’interno del Jean Bouin. Anno di costruzione: 1925. Ospita anche il rugby, sport che qui non è certo da considerare cavalleria.

stade jean bouin parigi

 

Quello dall’altra parte, il Parc des Princes, ha tutto un altro glamour: i ragazzini si mettono in posa davanti al bleu et rouge, si fotografano davanti ai loghi. Il confronto insomma non regge particolarmente, se parliamo di popolarità, ma entrambi hanno una lunga storia da raccontare all’interno e all’esterno.

Il tutto inserito in un contesto di un quartiere pressoché residenziale, lontano dei punti turistici. Qui però, tra una boulangerie e il re e lo sport. Calcio, tennis, rugby: una delle tante facce della capitale francese.

parc des princes parigi