“Più di 60 opere: da Lotto a Manzù, dieci sale e 2 giorni di festa, Bergamo riabbraccia il Museo Bernareggi”
Il 27 settembre riapre i battenti in una nuova sede, in piazza Duomo a Bergamo, il Museo diocesano Adriano Bernareggi
Il 27 settembre riapre i battenti in una nuova sede, in piazza Duomo a Bergamo, il Museo diocesano Adriano Bernareggi.
La raccolta di opere, tele, sculture, volumi da Palazzo Bassi-Rathgeb torna nella sua sede originale, dove inizialmente il vescovo Adriano Bernareggi (1884-1953) collocò le opere d’arte e religiose raccolte dalle varie parrocchie della diocesi negli anni Trenta. Il primo museo venne aperto nel 1961 proprio dove riapre, sempre intitolato al vescovo Bernareggi. Sarebbe interessante anche rileggere la vita di questo prelato che ha guidato la Chiesa di Bergamo e che don Ezio Bolis, direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII, ha definito “pastore sapiente”. Ha attraversato il fascismo, la Seconda Guerra Mondiale, i primi anni del dopoguerra. Nel suo episcopato c’è il rapporto, certo non facile, con la dittatura (basti pensare agli arresti di don Bepo Vavassori del Patronato San Vincenzo o alla deportazione di don Antonio Seghezzi, ucciso nel campo di concentramento di Dachau nel 1945); e ancora la vicenda delle apparizioni della Madonna alle Ghiaie di Bonate. Tra queste pieghe della sua storia episcopale resta a noi, oggi, come testimonianza per la sua passione per la Chiesa e per la cultura religiosa con la raccolta di opere difese e custodite per tramandare una storia che non si limita al bello in sé, ma va oltre.
Il nuovo Museo Diocesano Bernareggi si trova accanto, ed in dialogo, ad altri edifici che testimoniano la fede e la storia di Bergamo. Dalla Cappella Colleoni alla basilica di Santa Maria Maggiore, dal battistero al duomo con il suo museo sotterraneo, dal Palazzo della Ragione al Museo del Cinquecento solo per limitarci ad un lato sul quale si affaccia. La struttura museale dialoga anche con via Arena e quindi con il tempietto e poi piazza Rosate con la sede del liceo classico Paolo Sarpi, gli uffici della curia e su piazza Vecchia la biblioteca Angelo Mai.
Cuore di questo del nuovo Bernareggi è l’Aula Picta. Un vero gioiello che un tempo era utilizzato come passaggio per collegare via Arena alla piazza del Duomo e quindi piazza Vecchia. Lo ricorda benissimo Giuseppe Giovanelli, ora presidente della Fondazione Adriano Bernareggi, quando da studente “varcavo questo passaggio e mai avrei immaginato che un giorno sarebbe diventato parte di un sogno da donare alla città e a migliaia di visitatori per la sua bellezza come sala di un museo”.
L'Aula PictaInutile sottolineare che l’impegno economico della Fondazione Bernareggi per realizzare questo nuovo museo è cospicuo. Ma il desiderio di riportare alla sua sede naturale il museo, nato dal vescovo monsignor Francesco Beschi, con pazienza è diventato realtà. Lo sa bene don Davide Rota Conti, direttore del Museo Diocesano Adriano Bernareggi: “Siamo orgogliosi di poter proporre, accanto alle eccellenze della collezione, opere di così grande valore in occasione dell’inaugurazione del nuovo museo il prossimo 27 settembre. Tra queste la “Pala di San Bernardino” di Lorenzo Lotto, che rappresenta uno straordinario capolavoro del Rinascimento che sarà collocata all’interno dell’Aula Picta. Oltre a questa pala avremo altre due opere di Lorenzo Lotto la Trinità (che proviene ancora dalla parrocchia di Sant’Alessandro alla Croce ndr) e l’Assunzione di Maria. In tutto saranno esposte oltre sessanta opere tra dipinti, sculture, arredi liturgici e oggetti preziosi, che coprono un arco temporale dal Trecento al Novecento. Ci saranno opere di Andrea Previtali, Giovan Battista Moroni, Carlo Ceresa, Evaristo Baschenis, fino a Giacomo Manzù e Lello Scorzelli”.
Il nuovo percorso museale si sviluppa su due piani, con dieci sale espositive distribuite su una superficie complessiva di 900 metri quadrati.
Giuseppe Giovanelli, presidente Fondazione Adriano Bernareggi: “La finalità del museo mira, allo stesso tempo, conservare e valorizzare il patrimonio artistico che dagli anni dell’episcopato di Adriano Bernareggi è stato accolto nel Museo, ma anche rendere visitabili alcuni luoghi poco conosciuti, che per molti potranno rappresentare una scoperta inattesa. La Fondazione Adriano Bernareggi gestirà il nuovo percorso museale ponendo un’attenzione particolare al più ampio coinvolgimento dell’intera comunità, per far vivere esperienze di vita attraverso il linguaggio della bellezza”.
La Pala di San Bernardino di Lorenzo Lotto“Il nuovo Bernareggi. Diamoci del tu”, due giorni di festa
Sabato 27 settembre in Città Alta nell’antico Palazzo del Vescovo è in progrmma “Il nuovo Bernareggi. Diamoci del tu“, l’inaugurazione del nuovo Museo Diocesano Adriano Bernareggi che in continuità con la sua storia mantiene il nome del il vescovo e studioso d’arte suo fondatore.
Il nuovo Bernareggi oltre a mettere in mostra il meglio del patrimonio di arte sacra bergamasco vuole essere un luogo che racconta la storia di Bergamo e della sua Chiesa aperto all’incontro e al dialogo con il territorio, anche attraverso mostre temporanee di opere provenienti dalle parrocchie.
Sabato 27 al taglio del nastro mattutino alla presenza delle istituzioni e del Vescovo Francesco, seguirà nel pomeriggio in piazza Duomo una grande festa aperta a tutti e dedicata al tema della bellezza come fonte di gioia e di speranza, in esplicito riferimento all’orizzonte del Giubileo 2025, che vuole affermare l’identità del museo come spazio vivo, partecipato, aperto al territorio, alle comunità e alla collettività.
Il programma “Insieme nella bellezza” prenderà avvio alle 14.30 in tre chiese di Città Alta (Sant’Agata nel Carmine, Sant’Andrea in Porta Dipinta e San Pancrazio) con l’accoglienza da parte dei giovani mediatori culturali de «Le Vie del Sacro» e, sui sagrati, dei corpi musicali bandistici di Casazza, San Vittore di Gaverina Terme, Lovere e San Zenone di Curnasco di Treviolo.
Alle ore 16.00 in Piazza Duomo appuntamento con l’azione teatrale “La bellezza infonde gioia“, scritta appositamente per l’occasione da Lucilla Giagnoni, in cui le Scritture, i testi di San Francesco d’Assisi e di Dante Alighieri si intrecciano con alcune suggestioni nate dalla contemplazione dei capolavori custoditi nel museo.
Il Teatro Tascabile di Bergamo, affiancato da Silence Teatro, Circolo dei Narratori di Bergamo e Associazione Colombofila Locatelli, proporrà a conclusione dello spettacolo un’azione festosa ispirata alla pala di San Bernardino di Lorenzo Lotto che segnerà l’apertura delle porte del nuovo museo.
Dalle ore 17.00 si apriranno le porte del museo con ingresso gratuito fino a mezzanotte, con accesso in piccoli gruppi, con brevi visite guidate dai giovani de le Vie del Sacro, il progetto di Fondazione Bernareggi dedicato alla narrazione del patrimonio artistico diocesano.

