Logo

Temi del giorno:

Vaccinazioni antinfluenzali, il medico: “Inizio previsto ai primi di ottobre”

Il dottor Ivan Carrara, segretario generale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) – Bergamo, traccia il punto della situazione in vista della campagna vaccinale

“Entro lunedì 15 settembre i medici di medicina generale devono inviare alle Asst le indicazioni sul proprio fabbisogno di dosi caricando i dati su un apposito portale e se tutto procede nel modo giusto dalla prima settimana di ottobre potremo cominciare a effettuare le vaccinazioni”. Così il dottor Ivan Carrara, segretario generale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) – Bergamo, traccia il punto della situazione in vista della campagna vaccinale antinfluenzale.

Le notizie che provengono dall’Australia riferiscono di una stagione influenzale molto severa: come ogni anno l’andamento dei contagi e delle complicanze nell’emisfero opposto al nostro fornisce indicazioni su ciò che potrebbe accadere da noi qualche mese dopo. Abbiamo intervistato il dottor Carrara per saperne di più.

Le notizie che arrivano dall’Australia preoccupano?

Anche lo scorso anno avevamo ricevuto le stesse informazioni ed è stato un anno importante sia per la numerosità dei casi sia per le complicanze. Dalle notizie che arrivano dall’Australia si evince che dobbiamo aspettarci un altro periodo influenzale piuttosto impegnativo. È importante ricordare alle persone di vaccinarsi: è un’indicazione rivolta a tutti e in modo particolare ai pazienti fragili.

Come mai?

Perché la vaccinazione antinfluenzale riduce le ospedalizzazioni e le complicanze. I vaccini sono sicuri e validati: ormai da tanti anni vengono eseguiti con questa modalità e danno ottimi risultati. Lo scorso anno i medici di medicina generale hanno vaccinato tantissime persone garantendo la copertura alle fasce più fragili della popolazione e non solo.

Ci sono effetti collaterali?

Si possono verificare effetti collaterali lievi, per esempio in alcuni casi è possibile un rialzo della temperatura o un arrossamento dell’area di somministrazione, ma non sono situazioni impegnative e si risolvono in breve tempo. Effetti avversi più gravi come lo shock anafilattico, invece, sono estremamente rari.

Quando comincerà la campagna per la vaccinazione antinfluenzale?

Entro lunedì i medici di medicina generale devono inviare alle Asst le indicazioni sul proprio fabbisogno di dosi caricando i dati su un apposito portale e il servizio farmaceutico delle Aziende Socio Sanitarie Territoriali provvederà a distribuirle. Se tutto procede nel modo giusto, già dalla prima settimana di ottobre potremo cominciare a effettuare le vaccinazioni. Come sempre, si inizierà dai pazienti fragili per poi raggiungere il resto della popolazione.

Ci spieghi

Per le somministrazioni, si inizia vaccinando le persone allettate, poi gli anziani e i pazienti affetti da diverse patologie, successivamente gli altri. Se abbiamo a disposizione precocemente le dosi, cominciamo subito a vaccinare tutta la popolazione.

E quando sarà possibile prenotarsi?

Dipende dall’organizzazione dei singoli medici. Alcuni prevedono giornate dedicate su libero accesso mentre altri su appuntamento e altri ancora li eseguono in determinate fasce orarie. In linea di massima, se tutto procede senza intoppi, prenderanno il via a inizio ottobre: i fornitori ci hanno garantito che non si verificheranno problemi nella disponibilità delle dosi e siamo fiduciosi.

Qual è il momento migliore per vaccinarsi?

Il prima possibile. In termini di tempistica, non si possono fare stime perché da noi non ci sono ancora stati casi d’influenza, ma in genere i primi si registrano a metà ottobre e il picco è atteso tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Va tenuto presente che la vaccinazione richiede circa 15 giorni prima di dare copertura, quindi è meglio non aspettare altrimenti si corre il rischio di contrarre l’influenza pochi giorni dopo aver ricevuto il vaccino perché non c’è stato il tempo di sviluppare la protezione e il virus stava già circolando. Quindi, prima ci si vaccina prima si è coperti, anche dai casi sporadici iniziali.

Quanto dura la protezione?

Fino a primavera inoltrata. Il vaccino copre a lungo termine, almeno per tutta la stagione influenzale: non è vero che se ci si vaccina prima la protezione scade prima ma prosegue per tutto l’inverno. Il vaccino viene effettuato ogni anno perché il virus muta e non perché è venuta meno l’immunità verso l’agente patogeno per cui è stato messo a punto.

Che cosa si può fare per prevenire l’influenza?

Per prevenire l’influenza bisogna vaccinarsi. È utile, inoltre, stare attenti a evitare il contagio, ma è difficile riuscirci quando il virus circola in modo diffuso, soprattutto frequentando spazi affollati come i luoghi di lavoro, la scuola, i supermercati e gli studi medici.

Per concludere, oltre al vaccino antinfluenzale si potrà effettuare anche quello anti-Covid?

Si, come sta avvenendo da ormai diversi anni sarà possibile riceverli anche nella stessa seduta. Oltre a questi due vaccini, ci sarà quello antipneumococco, che protegge dalle infezioni causate dallo pneumococco. Non è stagionale, ma nel momento in cui le persone effettuano l’antinfluenzale è più facile raggiungerle. Rivolto a chi compie 65 anni e agli individui che hanno particolari condizioni di rischio come asmatici e anziani con patologie come diabete, bronchite cronica o cardiopatie, va effettuato una volta sola nella vita. Infine, è disponibile un altro vaccino non stagionale, ossia quello contro il Fuoco di Sant’Antonio (Herpes Zoster), raccomandato per adulti di età pari o superiore a 50 anni e alle persone con sistema immunitario compromesso a partire dai 18 anni. Il vaccino si somministra in due dosi, a 2-6 mesi di distanza, e offre una protezione elevata e duratura, riducendo significativamente il rischio della malattia e delle sue complicanze.