Martinella, torna il verde continuo. Il sottopasso sul lato di Torre Boldone: “Così Redona divisa, strappo urbanistico e sociale”
Durante la sperimentazione velocità medie aumentate anche del 50%: i lavori per il rifacimento dell’incrocio nell’estate 2026. Le preoccupazioni dei residenti nell’assemblea pubblica
Torre Boldone. Il dado è ormai tratto. Da tempo immemorabile l’incrocio al semaforo della Martinella funge da ‘tappo’ sul principale asse di collegamento tra la città di Bergamo e la Val Seriana. Lo scorso maggio l’impianto era stato impostato sul ‘verde continuo’, con il divieto di svolta a sinistra da Redona verso la Provinciale 35 e da via Martinella verso il rondò delle Valli. Giovedì 11 settembre, alla serata di restituzione pubblica post sperimentazione, nella sala consiliare del Comune di Torre Boldone all’appello si contavano tutti i protagonisti.
Da una parte, le istituzioni. Al centro la sindaca di Torre, Simonetta Farnedi, e l’assessore alle Politiche della Mobilità del Comune di Bergamo, Marco Berlanda. Poi, schierati a semicerchio, il presidente della Comunità Montana Valle Seriana Giampiero Calegari, i consiglieri regionali Michele Schiavi, Davide Casati e Jacopo Scandella, ma anche la consigliera provinciale Giorgia Gandossi e i tecnici della Provincia.
Nella platea, i cittadini. I residenti di via Martinella, nel quartiere di Redona. Gli abitanti di Torre Boldone, ma anche quelli di Ranica, Gorle e Nembro. D’altronde, per rubare le parole alla sindaca Farnedi, “questa problematica la risolveremo solo insieme”.
L'assemblea pubblicaL’ingegnere della ProvinciaMassimiliano Rizzi snocciola numeri e dati. Sulla strada provinciale 35 ogni giorno transitano in media 45 mila veicoli: nell’ora di punta mattutina, tra le 7,30 e le 8,30, si superano le 2 mila auto solo in ingresso alla città. “Durante la sperimentazione ci siamo trovati più veicoli sulla strada, circa 80 ogni ora – riporta l’ingegnere -. Un aumento forse dovuto alla presenza del cantiere della T2 in via Corridoni e ai lavori ad Alzano sul vecchio provinciale”. Gli utenti piuttosto che percorrere la viabilità secondaria congestionata dalle opere pubbliche avevano preferito riversarsi sull’asse principale.
Le velocità medie di percorrenza con il verde continuo hanno offerto segnali incoraggianti. Gli incrementi, in alcuni casi, sono stati superiori al 50%: nell’orario peggiore, alle 8, in quei giorni di maggio nei pressi dell’incrocio le auto viaggiavano a 21 km/h rispetto ai consueti 13 km/h. I rilevatori erano stati posizionati in tre punti focali: all’intersezione della Martinella, sullo scavalco del rondò delle Valli e sul sovrappasso di Campagnola. I rilievi riportano un quadro nel complesso migliorativo: solo nel tratto tra il rondò delle Valli e l’incrocio di Campagnola si è registrato un aumento dei tempi di percorrenza.
Secondo i piani della Provincia il sottopasso ciclopedonale previsto nel rifacimento dell’incrocio sarà realizzato alcune decine di metri a monte della Martinella, lato Torre Boldone. Qui, al contrario delle possibili posizioni a sud, i sottoservizi sono quasi assenti. Il passaggio sarà dotato di rampe di accesso, impianti di illuminazione e videosorveglianza. L’ipotesi sovrappasso, spiega ancora Rizzi, non sarebbe percorribile per i costi eccessivi e per i troppo frequenti vandalismi agli ascensori (Campagnola docet). “Il sottopasso è più semplice ed efficiente – conclude -. Ora che le risorse coprono l’intero progetto il via ai lavori potrebbe arrivare nell’estate 2026”.
Come noto, parte del progetto riguarda l’allargamento della Provinciale 35 fino allo svincolo di Torre Boldone. La carreggiata sarà ampliata per ospitare due corsie per senso di marcia che contrasteranno l’effetto imbottigliamento. Poi in via Martinella saranno realizzati i marciapiedi. Solo allora il semaforo potrà essere finalmente eliminato.
“Il nostro obiettivo è mettere in sicurezza via Martinella e, di riflesso, l’intero quartiere – ricorda l’assessore Berlanda -. Qualcosa che raggiungeremo con il completamento del marciapiede continuo, senza dimenticare che con il sottopasso il traffico scorrerà più fluido”. Dal pubblico il primo a prendere la parola è il presidente del Comitato per Redona, Emiliano Bezzi. Il portavoce dei residenti avverte che, per facilitare la viabilità in discesa dalla valle, si rischia uno strappo urbanistico e sociale nel tessuto cittadino.
“Anche la posizione prevista per il sottopasso non è ideale – osserva Bezzi -. L’assenza di sottoservizi non è casuale: indica una distanza dalle abitazioni, è un punto poco collegato. Al contrario – propone – realizzarlo a sud-ovest dell’incrocio permetterebbe una ricucitura parziale del quartiere. I residenti di Redona si devono piegare alle esigenze della valle, ma la compensazione deve essere adeguata”. “Studieremo soluzioni alternative”, promette Berlanda.
Altri residenti si interrogano sull’introduzione del senso unico in via Martinella, sulle reali ripercussioni sulla viabilità secondaria e sugli espropri necessari per la realizzazione delle rampe del sottopasso. Per garantire la sicurezza delle persone a piedi, la svolta pedonale da Gorle verso il sottopasso sarà anticipata alcuni metri prima l’intersezione. Intanto, in attesa dei lavori, nei prossimi giorni e fino all’estate 2026 sarà riproposto l’assetto della sperimentazione.
E Gorle? Dopo lo strappo dello scorso marzo, con la fase di test individuale e la chiusura temporanea dei varchi di accesso al paese, in molti si chiedono quale sarà (se ci sarà) la prossima mossa del sindaco Testa. A noi, non resta che attendere.



