I progetti contro la violenza
Rompi il silenzio: Generazioni FA e Sirio contro la violenza di genere
Due cooperative di Bergamo, con il sostegno di Fondo Sviluppo, rafforzano l’aiuto a donne e minori vittime di violenza
Due cooperative sociali della provincia di Bergamo, Generazioni FA e Sirio, hanno ottenuto il sostegno di Fondo Sviluppo per progetti dedicati al contrasto della violenza sulle donne e sui minori.
Dall’accompagnamento verso il reinserimento lavorativo e la cura dei figli vittime di traumi, fino al potenziamento delle case rifugio con nuove figure professionali, i progetti raccontano la forza del sistema cooperativo nel costruire percorsi di rinascita.
Generazioni FA: percorsi di rinascita e reinserimento
La Cooperativa Generazioni FA ha ottenuto il finanziamento di Fondo Sviluppo per un intervento integrato che punta a rafforzare i servizi di accoglienza e accompagnamento per donne vittime di violenza e per i loro figli. Il cuore dell’iniziativa è il laboratorio ProLav, uno spazio multifunzionale dove le donne possono acquisire competenze pratiche – dal cucito alla maglieria, fino ad attività legate all’economia circolare – ma anche lavorare sulle soft skills indispensabili per reinserirsi nel mondo del lavoro.
“È un affiancamento personalizzato – racconta Jole Villa, referente della cooperativa – perché ogni donna ha capacità diverse: un lavoro educativo e pratico, propedeutico all’inserimento lavorativo. Sono temi base: puntualità, impegno, modalità relazionali funzionali, abilità di base utili in ogni contesto. La professionalizzazione più specifica viene poi fatta da enti preposti, noi ci occupiamo della parte preliminare indispensabile per accedere ai passaggi successivi”.
L’approccio di Generazioni FA non si limita al solo supporto delle donne adulte. Grande attenzione è rivolta ai figli minori, spesso invisibili nei percorsi di tutela, con attività riparative, interventi educativi personalizzati e percorsi di rielaborazione dell’esperienza di violenza subita. “Spesso ci si concentra solo sulle donne, mentre noi vogliamo occuparci anche dei bambini – spiega Villa – perché la violenza subita dalla madre, ha effetti importanti anche sui figli sia in modo diretto che indiretto. Vanno aiutati a superare i traumi dell’esperienza violenta vissuta affinchè diventino adulti che non reiterano dinamiche disfunzionali come vittime o come carnefici”.
Un’altra dimensione originale del progetto è rappresentata dal teatro sociale, inteso come linguaggio alternativo al verbale per rielaborare i vissuti traumatici. Le donne accolte, insieme a operatrici e volontarie, partecipano a laboratori teatrali che sfociano in spettacoli destinati alla comunità, come già avvenuto con successo nel 2024 e nel 2023 in occasione della Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne. Gli spettacoli hanno avuto numerose repliche nel corso dell’anno in contesti attenti e sensibili. Un obiettivo di quest’anno sarà anche la realizzazione di laboratori specifici nelle scuole per sensibilizzare le nuove generazioni.
L’impegno territoriale e la rete di Generazioni FA
Il progetto di Generazioni FA si inserisce nel tessuto sociale bergamasco, dove il fenomeno della violenza di genere presenta numeri in crescita e richiede risposte coordinate e professionali.
“Il nostro lavoro è fatto anche di sostegno alle donne nel rimettersi in gioco dopo anni di situazioni complicate o di violenza, in cui si trovano a vivere in una bolla fuori dalla realtà e c’è bisogno di aiutarle a sentirsi parte della comunità”, sottolinea Jole Villa.
La cooperativa gestisce sei appartamenti destinati all’accoglienza, garantendo spazi di autonomia per donne sole o con figli. Il progetto è stato concepito come replicabile e scalabile, grazie a una struttura modulare e alla sostenibilità costruita su tre pilastri: l’uso efficiente delle risorse esistenti, l’integrazione con altri progetti sul territorio e la valorizzazione del capitale sociale.
Grazie alla collaborazione con la rete interistituzionale, le scuole e le realtà di quartiere, Generazioni FA ambisce a promuovere non solo la tutela e la protezione immediata, ma anche la costruzione di una cultura del rispetto, della parità e della non violenza. Un percorso che mira a trasformare il territorio in una comunità educante e responsabile, in grado di prevenire la violenza e accompagnare chi ne è vittima verso una nuova possibilità di vita.
Sirio: una risorsa in più per le case rifugio
Anche la Cooperativa Sirio ha ottenuto il finanziamento di Fondo Sviluppo nell’ambito del bando ‘Rompere il Silenzio’. Il progetto presentato mira a potenziare le case rifugio gestite dalla cooperativa, dedicate all’accoglienza protetta di donne vittime di violenza, con o senza figli. Punto centrale dell’intervento è l’inserimento di una educatrice aggiuntiva, figura ritenuta fondamentale per rispondere alla crescente complessità delle situazioni affrontate quotidianamente.
“Le situazioni che gestiamo richiedono un intervento più corposo – spiega Cinzia Mancadori, della cooperativa – e avere una risorsa umana in più è di fondamentale importanza. Era difficile aumentare i costi del servizio, siamo già sostenuti dai Comuni, e avere questo finanziamento ci permette di non aumentare subito le spese e di cogliere un’opportunità”.
La cooperativa dispone attualmente di cinque appartamenti: quattro destinati a un singolo nucleo familiare (ad esempio donna sola o donna con figli) e uno in grado di ospitare due nuclei contemporaneamente, per un totale di sei nuclei familiari accolti. La possibilità di ampliare l’organico professionale, grazie al finanziamento, rappresenta un passo cruciale per garantire qualità e continuità ai percorsi di accoglienza e protezione.
L’impegno quotidiano e la visione di Sirio
Il lavoro di Sirio va oltre l’accoglienza emergenziale. La cooperativa è impegnata in attività di sensibilizzazione e prevenzione sul territorio, intervenendo in scuole, aziende, eventi pubblici e comunità locali. L’obiettivo è scardinare stereotipi, pregiudizi e “luoghi comuni” legati alla violenza di genere e alla parità tra uomo e donna.
“Esploriamo luoghi non comuni per decostruire luoghi comuni – afferma – perché purtroppo pregiudizi e stereotipi sono ancora la normalità quando si parla di parità di genere e di violenza contro le donne.”
Un aspetto particolarmente sentito da Sirio è la consapevolezza del trauma emotivo vissuto dalle donne accolte, spesso legato a relazioni affettive in cui la persona da cui proveniva la violenza era la stessa con cui si era sperato di costruire una famiglia.
“La possibilità per la donna di poter continuare a vivere, in certi casi, è decisa da un uomo per il quale si provava dell’affetto. Questo rende tutto più doloroso, ma anche più urgente il nostro lavoro di protezione e di costruzione di un futuro possibile”, conclude Cinzia.
Con il supporto di Fondo Sviluppo, Sirio potrà non solo rafforzare il proprio organico, ma anche raccogliere dati e risultati utili per sostenere in futuro, presso gli enti pubblici, la necessità di consolidare stabilmente servizi sempre più indispensabili. Un impegno concreto che, come sottolineano le operatrici, rappresenta “un dono alle donne e ai minori di cui ci occupiamo e di cui ci occuperemo”.

